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Si celebra in Puglia la festa nazionale dello Statuto Albertino

Si celebra in Puglia la festa nazionale dello Statuto Albertino

06 Giugno 2022

Annabella De Robertis

Sul «Corriere delle Puglie» del 6 giugno 1922 c’è il racconto delle celebrazioni svoltesi in Puglia per la Festa dello Statuto Albertino. Si tratta del 74esimo anniversario del documento emanato da Carlo Alberto di Savoia quale «legge fondamentale, perpetua ed irrevocabile della Monarchia».

Festa nazionale del Regno di Sardegna, – celebrata per la prima volta il 27 febbraio 1848, pochi giorni prima dell’emanazione ufficiale – era stata spostata alla prima domenica di giugno e poi estesa alle altre regioni del Regno. Gradualmente la festa assume il significato di «festa della Monarchia». Nel 1914, in quell’occasione, la sinistra antimonarchica dichiara lo sciopero e scende in piazza nonostante il divieto del governo Salandra: ad Ancona, tre giovani sono uccisi dalla polizia.

Nel 1922 a Bari non si verificano scontri: «Una folla immensa di gente s’è riversata nel dì della festa dello Statuto in piazza della Prefettura, per assistere alla rivista militare e per tributare agli Eroi della Patria l’omaggio entusiastico della riconoscenza e della gratitudine». Anche a Taranto, favorita da un tempo splendido, «la rivista dello Statuto è riuscita brillantissima» – si legge sul «Corriere» – «per grande concorso di popolo, e per la partecipazione di numerose truppe di terra e di mare, di ufficiali, autorità, rappresentanze, associazioni».

A Brindisi «tutti gli edifici pubblici e tutti i balconi dei palazzi di corso Umberto e Corso Garibaldi erano imbandierati. Il Sindaco dott. Giorgino ha pubblicato un nobilissimo e patriottico manifesto, col quale ricorda la data storica che sanzionò l’Unità d’Italia e si augura che al disopra di tutte le rovinose competizioni di partiti, vi sia un solo partito: la Patria; una sola fede: il dovere; una sola arma: il Lavoro». A Barletta «assai simpatica, solenne e commovente è riuscita la commemorazione della festa nazionale svoltasi in piazza della Stazione ove è avvenuto lo schieramento delle truppe passate a rassegna dal Comandante Raimondo».

La festa dello Statuto sarà celebrata anche dopo la presa del potere di Mussolini. Nel maggio 1923, solo un anno dopo queste cronache, il deputato socialista Giacomo Matteotti denuncia la deriva autoritaria e l’ipocrisia del governo nel voler conservare la tradizione. Resosi conto del progressivo superamento da parte del fascismo dei limiti costituzionali, il leader del Partito socialista unitario suggerisce al duce – che ha già abolito la Festa dei Lavoratori del 1° maggio – l’eliminazione di questa ricorrenza, dal momento che lo Statuto è stato svuotato del suo valore. ​​

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