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Laurea honoris causa a Lino Banfi dall'Università di Malta. Bari gliela negò

di NICOLA MORISCO
Lino Banfi dottore in Scienze della Comunicazione. «Innanzitutto voi della “Gazzetta” siete i primi a saperlo, perché continuo a voler bene alla Puglia ed è giusto che siate voi a divulgare questa notizia». È proprio così: il grande attore pugliese ha ricevuto la laurea honoris causa due giorni fa a Roma, nella sede degli uffici parlamentari (via della Mercede), alle spalle della Camera dei Deputati, dall’Universitas di Stato Sancti Cyrilli (San Cirillo) di Malta. Una onorificenza che gli fu rifiutata dall’Università di Bari
di NICOLA MORISCO
BARI - Lino Banfi dottore in Scienze della Comunicazione. «Innanzitutto voi della “Gazzetta” siete i primi a saperlo, perché continuo a voler bene alla Puglia ed è giusto che siate voi a divulgare questa notizia». È proprio così: il grande attore pugliese ha ricevuto la laurea honoris causa due giorni fa a Roma, nella sede degli uffici parlamentari (via della Mercede), alle spalle della Camera dei Deputati, dall’Universitas di Stato Sancti Cyrilli (San Cirillo) di Malta. Una onorificenza che, come si ricorderà, gli fu rifiutata dall’Università di Bari, episodio che ora Banfi ricorda senza rancore.
Banfi, finalmente la laurea? «Sì, pure inaspettata. Non ci pensavo più da quando i ragazzi della Nuova Era a Bari si fecero promotori all’Università barese. Da anni tengo delle lectio magistralis nelle università italiane, sono stato nelle più prestigiose istituzioni accademiche, dalla Cattolica di Roma a quella di Perugia, da Milano a Bari. Ogni volta che facevo queste lezioni, alla fine c’era la stessa canzone da parte di tutti “dategli la laurea”. Da allora si iniziò a parlare di questo desiderio, non tanto da parte mia, ma degli amici che dicevano: è giusto che tu riceva la laurea dopo tutto quello che hai fatto e fai. Ora, forse, l’idea è stata ripresa, un po’ p erché sono ambasciatore Unicef da anni, un po’ per tutte le attività che faccio in giro, come le fiction con la figura di Nonno Libero, personaggio di fama ormai consolidata (Papa Ratzinger mi invitò a Valencia come famiglia esemplare). Probabilmente, tutto questo ha contribuito a far sì che questa grande università di Malta due giorni fa mi abbia conferito la laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione». 
È ancora risentito per la mancata laurea all’Università di Bari? «Assolutamente no; nel momento in cui fu chiesto a Bari, forse, non c’erano le ragioni, le situazioni giuste. È ovvio, non misi su una festa da ballo, ci rimasi male. Però sono episodi della vita che si superano». 
Emozionato di questo prestigioso riconoscimento? «Sì, è arrivato dopo un altro riconoscimento che già definivo come una laurea: aver girato un film in Germania recitando in tedesco. È una lingua che non conosco assolutamente, eppure sono riuscito a recitare da protagonista parlando tedesco. Ho portato il mio quadro di Padre Pio, la foto di mio padre per proteggermi e una foto dell’attuale Papa perché, essendo tedesco, ho pensato che anche lui potesse darmi una mano». 
Quando ha saputo della laurea? «Ero a Monaco sul set del film Maria, non gli piace!, diretto da Neele Leana Vollmar, film ispirato al romanzo best seller di Jan Weiler. I miei parenti avevano già appreso la notizia, ma non mi avevano detto niente; volevano farmi una sorpresa al mio rientro. Quando sono arrivato a Roma mi hanno detto che il giorno dopo sarei dovuto andare in Parlamento, ospite di un convegno sulla famiglia. Il giorno dopo, improvvisamente mi sono trovato davanti il Rettore e tanti docenti. Ognuno di loro ha parlato di me elogiandomi. A qual punto ho capito». Qual è stato il tema della sua lezione? «Non ho fatto una vera lezione, anche se loro l’hanno definita una lec- tio magistalis, ho parlato di me e della vita. Alla fine il Rettore ha detto: “ho imparato a fare il nonno da te”». 
Perché la cerimonia si è svolta nel Parlamento? «Me l’hanno spiegato dopo avermi dato la laurea. Quando un Paese straniero deve conferire una laurea honoris causa, non avendo una sede, chiede al Parlamento italiano di essere ospitato». 
E ora, con la laurea cosa cambia? «Credo nulla, forse adesso andrò a parlare più volentieri nelle Università: non mi sentirò più un abusivo».

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