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In Puglia e Basilicata

VERSO LE ELEZIONI

Calenda punta su Pisicchio per espugnare il collegio di Bari

Alfonso Pisicchio

Terzo polo, fari accesi sull’ex Pd Stefàno per il leccese. Pentassuglia: «Io? Non ci penso proprio, lavoro»

19 Agosto 2022

Alessandra Colucci

Qualche giorno fa, commentando il battesimo dell’intesa tra Italia viva di Matteo Renzi e Azione di Carlo Calenda, il leader pugliese di Senso civico Alfonso Pisicchio si era detto interessato al nuovo soggetto, indicando - proprio nella Puglia – un laboratorio privilegiato per questo «terzo polo» e parlando di «buoni rapporti con Renzi» e di contatti con il presidente di Italia viva Ettore Rosato.
Oggi la situazione è meglio delineata e, proprio per Pisicchio, si parla di una candidatura come capolista alla Camera per Bari alle prossime Politiche. Il diretto interessato, però, sceglie la linea della prudenza, non si lascia andare né a conferme né a smentite e parla di «momento delicato” in quanto, spiega, «le ultime ore prima della definizione delle candidature sono sempre molto particolari».

Sta di fatto che il nuovo soggetto politico, che lo stesso Pisicchio ha recentemente definito «una possibile nuova casa per i moderati», starebbe diventando un buon approdo per i delusi del Pd, primo tra tutti Dario Stefano, indicato come candidato capolista alla Camera, naturalmente a Lecce. Per il senatore uscente salentino si tratterebbe di sancire in maniera ancora più evidente la rottura con i dem, dopo la restituzione della tessera dei giorni scorsi, in aperta polemica con il segretario Enrico Letta. «La mia – ha spiegato Stefano annunciando l’addio - è una scelta dolorosa ma coerente. Enrico Letta è responsabile di una strategia politica e parlamentare fallimentare».

Quelle di Pisicchio e Stefano, insomma, sono candidature eccellenti, che potrebbero irrobustire le fila regionali del «terzo polo», confermando la volontà annunciata dallo stesso Renzi di fare della Puglia uno snodo fondamentale della campagna elettorale, a partire dall’inaugurazione a Melendugno, con un chiaro riferimento al Tap, il tanto contestato gasdotto la cui realizzazione è stata, al contrario, sostenuta dal governo Renzi. Un punto di incontro con Azione di Carlo Calenda, come aveva puntualizzato il segretario regionale di Azione Titti Cinone quando aveva ricordato che «Calenda e Renzi hanno fatto una campagna antipopulista sul Tap, entrambi sono stati precursori in questo, non va dimenticato».

Smentisce categoricamente, invece, le indiscrezioni pure circolate su un suo passaggio nel terzo polo l’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia, anche lui inviperito con il partito nazionale. «Il partito ha fatto dlele escelte, non ho tempo di decidere se spostarmi o fare altro in questo momento - dice - non so chi abbia messo in giro la voce su una mia candidatura. Ormai il teatrino della politica non mi appassiona più, 22 giorni fa ho detto ai signori di Roma fate voi perché siete la massima espressione del partito, tanto quelli come me devono solo prendere le preferenze e farsi le campagne elettorali a proprio rischio e pericolo. Abbiamo modi diversi di intendere la politica, preferisco stare con il mio territorio - taglia corto - con la mia gente e soprattutto con gli ultimi, con quelli che fanno le file da cittadini normali. Io sono un cittadino normale impegnato in politica, non ho mai avuto buoni rapporti con le nomenclature».

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