Domenica 03 Luglio 2022 | 16:45

In Puglia e Basilicata

L'intervista

Il pugliese Brescia: «Nei Comuni vinceremo con i programmi. Conte leader credibile, la sfida non è finita»

Il pugliese Brescia: «Nei Comuni vinceremo con i programmi. Conte leader credibile, la sfida non è finita»

«Meglio fuori i traditori alla Giarrusso, non poltrone ma battaglie»

28 Maggio 2022

Michele De Feudis

Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari costituzionali, che succede nel M5S dopo l’uscita di Giarrusso?

La sua è una decisione davvero molto discutibile. Tanti come lui sono stati accolti nel Movimento all'apice dei consensi e mi aspetterei tutt'altro comportamento e ben altra riconoscenza. Invece mollano, non la poltrona, s'intend) accampando scuse poco credibili. Il presidente Conte lo ha incontrato tante volte e non ha mai registrato dissenso politico. Il fatto che ora abbia già prospettato la fondazione di un suo nuovo partito spiega tutto. Meglio che vada via.

Il parlamentare siciliano contesta la linea del «cerchio tragico» contiano. C’è un problema di armonizzazione nel Movimento?

Con Conte da questo punto di vista le cose sono cambiate in meglio. Prima c'erano riunioni che coinvolgevano persone in base a criteri del tutto arbitrari. Oggi abbiamo organi eletti e ruoli e funzioni ben definite dallo statuto. Abbiamo fatto enormi passi in avanti in tema di democrazia interna, chi non lo vede è in malafede.

Con Conte si torna alle origini o si va verso il campo moderato e progressista?

I temi delle origini rimangono nel nostro dna: transizione ecologica e digitale, giustizia sociale, contrasto alla corruzione restano centrali nella nostra agenda. Siamo gli unici a batterci per il salario minimo e a difesa del reddito di cittadinanza che in troppi vogliono smontare. Ci piace definirci concreti, lo abbiamo dimostrato in questi anni: sfide epocali come un’emergenza sanitaria e una guerra hanno messo alla prova tutti i gruppi politici, ma le nostre proposte sono chiare e abbiamo un leader capace di raggiungere un pubblico ampio con la sua serietà e credibilità.

Amministrative: cosa vi aspettate dalle comunali pugliesi e dalla tornata elettorale in generale?

In Italia si vota ogni anno e anzi lavorerei per un election day concentrando tutte le elezioni in un’unica data. Non caricherei di significato politico una tornata che coinvolge meno di mille comuni in Italia e 50 enti in Puglia. Si vota per il sindaco, per la propria città, non per il simbolo. I candidati del MoVimento 5 Stelle si faranno valere con i loro progetti. Dove amministriamo abbiamo risultati eccellenti. Penso a Raimondo Innamorato e Vito Parisi, rieletti un anno fa a Noicattaro e Ginosa.

Cosa farà nel 2023? Si ricandida?

C’è tanto lavoro ancora da fare. Sono concentrato sui tanti impegni che in questi mesi mi attendono in aula e in commissione. Penso alla riforma della legge sulla cittadinanza, alla proposta di introdurre lo sport in costituzione, alla legge per garantire il diritto di voto di tanti cittadini fuorisede, un tema molto sentito dagli studenti del Sud. Ogni organizzazione, sia essa un’associazione di volontariato o un movimento politico, deve trovare un modo per non disperdere l’esperienza acquisita da tanti dei suoi componenti. Aprire al terzo mandato non è l’unica via possibile.

La sfida dei fondi del Pnrr al Sud, c’è lo spettro di un deficit di legalità?

C’è un deficit di trasparenza che non permette ai cittadini di controllare pienamente l’attuazione. Questo porta gli italiani a non sentirsi parte di questo Piano di riforme e investimenti. Il Pnrr va invece aperto e fatto vedere concretamente, solo così diventa una sfida collettiva, una visione di Paese e non un adempimento burocratico. Draghi dovrebbe riflettere su questo deficit, rafforzerebbe non solo il governo, ma tutte le istituzioni e il senso di appartenenza a questa maggioranza. I fondi del Pnrr sono una conquista storica del presidente Conte in Europa nei tempi più bui della pandemia, così come è stata una nostra vittoria la clausola del 40% dei fondi al Sud, dopo una battaglia fatta insieme a tanti sindaci del Mezzogiorno. Nemmeno un euro va sprecato, siamo al governo anche per vigilare.

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