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Puglia, sindaci sempre più in trincea: record di amministratori minacciati

Puglia, sindaci sempre più in trincea: record di amministratori minacciati

I numeri sono allarmanti: in 9 anni 730 denunce, 12 solo nel 2022

28 Maggio 2022

Gianpaolo Balsamo

C'è chi trova i copertoni squarciati alla propria auto e chi rabbrividisce vedendo la stessa ridotta ad un cumulo di cenere, c’è chi riceve proiettili imbustati nella propria cassetta postale, telefonate minatorie nel cuore della notte, minacce o insulti attraverso i social network. Non se la passano certamente bene i diversi sindaci, assessori, consiglieri comunali e, più in generale, i dipendenti pubblici nel nostro Paese e della Puglia in particolare che, a malincuore, rientra nella top-five delle regioni con il più alto numero di intimidazioni subite dagli amministratori locali.

Dal 2013 ad oggi, infatti, secondo il report del Servizio analisi criminale del Ministero dell’Interno (al cui interno è stato costituito un Osservatorio sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali che monitora il fenomeno sul territorio, individua iniziative a sostegno delle vittime e indica strategie di prevenzione e contrasto), dal Gargano al Salento, gli episodi intimidatori denunciati alle forze dell’ordine da chi svolge presso il proprio Comune un lavoro di pubblica utilità sono stati 730 e la Puglia, come detto, si attesta al quarto posto dopo Sicilia, Calabria e Campania.

A livello nazionale, invece, secondo il rapporto «Amministratori sotto tiro» curato dall’associazione «Avviso pubblico», nell’ultimo decennio sono stati censiti 4.309 casi di minacce e intimidazioni. Una media di 36 al mese e di un caso ogni 20 ore. Questi dati drammatici sono stati esposti alla presenza della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.

Il focus sulle vittime conferma la maggior incidenza di casi ai danni delle figure costituenti il front per il cittadino ovvero sindaci, consiglieri e assessori comunali.

Per quanto riguarda il modus operandi , si è registrata una diminuzione del 40% per quanto riguarda i social network e il web così come arrivano sempre meno intimidazioni con missive spedite presso abitazioni o uffici. Le classiche modalità, quali i danneggiamenti dei beni pubblici/privati, risultano invece le più frequenti con un aumento del 10%. Le tensioni politiche e sociali hanno costituito complessivamente il 22,3% del totale delle matrici.

A livello nazionale il biennio 2020-2021, connotato da tensioni sociali connesse alla pandemia, ha evidenziato l’opportunità di rivolgere l’attenzione, sin dal primo trimestre 2022, anche ad altre figure istituzionali, come gli amministratori regionali, i quali, pur non ricompresi nell’art. 77 del Testo unico delle autonomie locali, sono ugualmente esposti ad episodi intimidatori in quanto coinvolti nei processi decisionali.

La pandemia, infatti, ha purtroppo accentuato le disuguaglianze e la povertà già esistenti in precedenza, e questa situazione ha inasprito e diffuso la rabbia sociale, in particolare verso le misure di contenimento e le restrizioni deliberate dal governo oppure verso una scelta amministrativa non gradita.

In Puglia, nei primi tre mesi del 2022, restano gli amministratori locali quelli maggiormente «sotto tiro»: sette sindaci (che continuano a rappresentare quelli maggiormente investiti dal fenomeno), due consiglieri comunali e tre assessori.

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