Domenica 26 Giugno 2022 | 01:16

In Puglia e Basilicata

L'intervista

Divella: «La decontribuzione? Bisogna renderla fissa»

Divella: «La decontribuzione? Bisogna renderla fissa»

«Prorogare non basta, è l’unico volano per l’occupazione»

19 Maggio 2022

Leonardo Petrocelli

«Altro che proroga. È indispensabile che le imprese del Sud possano disporre della decontribuzione del 30% sulle nuove assunzioni in maniera regolare. In un momento come questo è indispensabile». È un fiume in piena Vincenzo Divella, imprenditore, ex presidente della Provincia barese e amministratore delegato, insieme con il cugino Francesco, dello storico gruppo rutiglianese.

Divella, perché la decontribuzione è così importante?

«È l’unico modo per spingere le imprese ad assumere e a investire sui talenti del territorio che, diversamente, andrebbero altrove»

Quindi finora ha funzionato?

«Certo, i numeri sono buoni. Per le grandi imprese parliamo di un risparmio notevole, intorno ai 100mila euro. Il 30% non è poco, tutt’altro».

Non basterebbe semplicemente prorogare?

«Gli aiuti a pioggia destinati a durare un anno o due non aiutano le imprese. Bisogna uscire da questa logica. Poiché la misura funziona occorre superare tutte le resistenze, quelle nazionali ma anche quelle di Bruxelles, per istituzionalizzare il provvedimento, renderlo fisso. Le imprese devono sapere di poterci contare, soprattutto in un quadro drammatico come quello attuale».

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