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In Puglia e Basilicata

La ricorrenza

Poste festeggia 160 anni di storia, Mattarella: «Un lungo viaggio al fianco del Paese»

Poste festeggia 160 anni di storia, Mattarella: «Un lungo viaggio al fianco del Paese»

Una rete capillare di uffici: tra Puglia e Basilicata sono quasi 800

06 Maggio 2022

Marco Seclì

Le immagini scorrono sul maxischermo del centro congressi «La Nuvola». E dal bianco e nero dell’Istituto Luce al colore dei nostri giorni restituiscono un film che tocca le tappe principali della storia unitaria del Paese. Un racconto per fotogrammi che parte idealmente dal 5 maggio 1862, quando le Regie Poste aprono i battenti, a un anno e un mese di distanza dalla proclamazione del Regno d’Italia. Sono passati 160 anni da quella data, una pietra miliare che Poste Italiane ha festeggiato ieri nel centro congressi dell’Eur firmato Fuksas.

Il presidente Sergio Mattarella è l’ospite d’onore del compleanno speciale, celebrato davanti a un parterre di ministri, viceministri, parlamentari, leader politici, testimonial del mondo della cultura, grand commis, manager, finanzieri. Perché 160 anni dopo, l’azienda quotata in borsa dal 2015, controllata dallo Stato e guidata dall’amministratore delegato Matteo Del Fante, è anche un colosso della finanza: è di oltre 500 miliardi di euro l’ammontare delle attività finanziarie dello scorso anno. Eppure le innovazioni, rivendicano sia Del Fante che la presidente Maria Bianca Farina, non hanno estirpato le radici: il contatto capillare con le comunità, anche le più piccole e meno facilmente raggiungibili. Ne è dimostrazione la presenza sul palco, sorvegliato dai corazzieri presidenziali, dei sindaci di cinque comuni simbolo: Lampedusa, (Agrigento), Morterone (in provincia di Lecco, il più piccolo d’Italia con i suoi 32 abitanti), Pontirolo Nuovo (Bergamo), Predoi (Bolzano), Procida (Napoli), capitale della cultura italiana 2022.

Ed è anzitutto a questa tradizione di vicinanza ai territori, da Nord a Sud alle isole, che rende omaggio il capo dello Stato. «Quella di Poste Italiane è la storia del nostro Paese, per tanti aspetti è la storia del costume e della cultura del nostro Paese», sottolinea Mattarella, che ringrazia idealmente i 121mila dipendenti del gruppo. Il presidente loda «la capillarità e la spinta all’ammodernamento, non soltanto all’interno dell’azienda, ma anche nei confronti dell’utenza. Un grande contributo». E guarda alle sfide del futuro, che Poste è chiamata a giocare anche nell’ambito del Pnrr. Come aveva fatto nel suo intervento il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, Mattarella ricorda il progetto Polis, «lo sportello unico dei servizi pubblici per tutti i comuni, e particolarmente a garanzia dei piccoli centri. Questa vicinanza alle persone e al territorio che l’azienda ha confermato in questi anni è un grande contributo, una precondizione perché il Paese possa svilupparsi ulteriormente».

La spinta innovatrice fin dalla fondazione è rimarcata dalla presidente Farina, che esalta il ruolo femminile nella storia aziendale: «Già dal 1863, le donne hanno fatto il loro ingresso in questa azienda». Ricorda poi il ruolo sociale delle Poste, di vicinanza ai cittadini nei momenti «più difficili e dolorosi». Dalle guerre mondiali, recapitando alle famiglie le lettere dei soldati dal fronte, fino all’ultima pandemia, con la distribuzione dei vaccini anti Covid.

Tocca a Maria Grazia Cucinotta premiare le dipendenti che si sono distinte per l’impegno durante il periodo del lockdown.

L’ad Del Fante parla di un’azienda «di risultati e di mercato, parte integrante del sistema Paese, che si avvale di una rete integrata fisica e digitale che non ha eguali per capillarità, vicinanza e facilità d’uso. Ha trasformato i suoi asset logistici e la sua rete di prossimità per rispondere con successo ai cambiamenti globali, ha sviluppato i servizi digitali di pagamento e comunicazione, conservando il suo ruolo di tutore del risparmio degli italiani». Ringraziamento d’obbligo per i risultati a tutti i dipendenti, applauditi anche dal condirettore generale Giuseppe Lasco.

Il momento più suggestivo è però l’excursus storico-sentimentale per parole e immagini affidato ad Alberto Angela, che parte dalla foto di una vecchia buca delle lettere. «Una piccola fessura, capace di comunicare una notizia, di suscitare il piacere dell’attesa, perché le lettere sono pezzi di cuore viaggianti. Un gioco di rimando che si perde nella notte dei tempi». E inizia la carrellata dei messaggeri-postini: dai funzionari del faraone che navigavano sul Nilo, ai «tabellarii» a cavallo della Roma di Augusto.

Fino al postino in bicicletta, con le sue grandi borse di cuoio traboccanti di corrispondenza, «figura mitica e richiamo al mondo della provincia». E, ancora, i portalettere eternati dal cinema, interpretati da Aldo Fabrizi e Ugo Tognazzi. La prima postina del Bergamasco, anche lei lavorava in bici: Angela Salvi, niente meno che la mamma del campione di ciclismo Felice Gimondi.

E che dire del telegrafo, dove le prime a lavorare sono le donne. Una di loro, ricorda Angela, è Matilde Serao, che diventerà la prima donna direttore di un giornale, il Mattino di Napoli.

Qui, sotto le grandi vetrate della Nuvola, manca solo il rimando del poetico Troisi-Postino di Neruda (girato a Procida con la Cucinotta). Così questo e gli altri dolci ricordi, di lettere e portalettere di un’era non ancora digitale, bastano per dimenticare persino le estenuanti file alle poste che prima o poi tutti gli italiani hanno sperimentato.

Quasi 800 uffici tra Puglia e Basilicata

Le proteste che si scatenano quando chiude un ufficio postale dimostrano quanto i servizi offerti siano considerati essenziali dai cittadini, ancora oggi, nell’epocantri della «dematerializzazione». E specie nei piccoli centri. «Il 94% degli italiani si trova al massimo a cinque minuti di distanza da un punto di Poste Italiane, siamo la più grande rete di distribuzione del Paese presente sul territorio», ha sottolineato l’ad di Poste italiane, Matteo Del Fante. E la presenza capillare di Poste italiane è confermata dai numeri anche in Puglia e Basilicata.
Gli uffici postali in Puglia sono 471, di cui 90 in piccoli comuni. Sono 50 i centri di distribuzione, 482 gli sportelli Atm, 423 i servizi Wi-fi. In Puglia, Poste ha consegnato 1.861.450 dosi di vaccino anti-Covid, 377.750 mascherine nelle scuole.
Cifre considerevoli pure sul fronte del risparmio con ben 5.961.450 tra libretti postali e buoni fruttiferi postali. Le carte per i pagamenti digitali sono 3.489.000; 1.438.446 è il numero di Spid. I dipendenti dispongono di 330 mezzi «green», mentre 52 sedi sono illuminate a led e 11 alimentate con impianti fotovoltaici.
In Puglia i dipendenti sono 8.934, di cui 3.551 donne; le nuove assunzioni sono state 639.

In Basilicata gli uffici postali sono 323 e quasi la metà si trova in piccoli comuni; 5 i centri di distribuzione; 16 gli Atm installati; 129 i servizi Wi-fi.
Le dosi di vaccino consegnate sono state 174.254.
Il risparmio postale registra 1.561.785 tra libretti e buoni fruttiferi. Mentre le carte per i pagamenti digitali emesse sono 269; Spid 199.195.
Quanto ai mezzi «green», la Basilicata ne conta 32 e 78 sono le sedi con illuminazione a led.
Le donne sul totale dei dipendenti (il numero complessivo non è stato fornito) sono quasi il 50% in provincia di Matera, 182 in quella di Potenza. Quattordici in tutto le nuove assunzioni.

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