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In Puglia e Basilicata

Verso la meta

Valle d’Itria, in sella con un biker in viaggio per una suggestiva avventura fra i trulli

Moto strada motociclista centauro

Nel dedalo delle strade da Fasano a Cisternino da Alberobello a Martina Franca e Locorotondo

05 Marzo 2022

Donato Fasano

In viaggio alla scoperta della Puglia e dei suoi Borghi antichi: da Fasano a Cisternino, da Alberobello a Martina Franca e Locorotondo. Belle curve e sul rettilineo un paesaggio da non dimenticare: la Murgia dei Trulli, in Valle d'Itria.
Sulla cartina è evidente il dedalo di strada da percorrere, che si incrociano tra Fasano, Cisternino, Alberobello, Martina Franca e, in posizione centrale, Locorotondo. La qualifica di «Valle» è impropria: qui non c'è, naturalmente una vallata di tipo alpino, ma una depressione legata a fenomeni carsici. Il nome del luogo, Valle d'Itria deriva invece dal culto orientale dei monaci Basiliani che nel 977 si insediarono sul territorio, provenienti dalle zone dell'impero bizantino della Madonna di Odegitria (cioè che indica la via), protettrice dei viandanti.
La principale caratteristica della Valle d'Itria sono i trulli, tipiche abitazioni in pietra con la sommità conica. Il nostro itinerario passerà per Locorotondo, Cisternino, Martina Franca, Alberobello, Noci e Putignano. Questa zona della Puglia è l'unica al mondo che ospita questa tipologia di abitazioni, creando un atmosfera fiabesca. I trulli hanno una particolarità, sono costruiti senza alcuna malta o collante: le chiancarelle, sottili lastre in pietra calcare tipiche di queste abitazioni rurali, sono incastrate l'una sull'altra partendo dalla base per poi stringersi sempre più ai vertici. La loro struttura semplice e di rapida costruzione consentiva ai contadini di ricostruire velocemente dopo le frequenti demolizione ordinate dai Baroni quando non venivano pagati i dazi prescritti.
Raggiungiamo la Valle d’Itria dalla Selva di Fasano, posta sull'altopiano che si affaccia sulla costa pugliese, a circa 400 metri di quota, e luogo di villeggiatura apprezzato soprattutto per il clima temperato. Le sue colline sono ricoperte da querce, pini, castagne e cipressi; non manca il rinomato zoo, uno dei più grandi d'Europa. L'ambiente rurale è stato letteralmente modellato dai tanti braccianti che nel secolo scorso sono poi divenuti proprietari delle terre.
A prezzo di enormi sacrifici, i braccianti hanno tenuto una doppia vittoria: la prima nei confronti del feudatario del quale sono riusciti a ottenere la proprietà della terra, la seconda nei confronti di una natura arcigna, a cui hanno letteralmente strappato lo spazio da coltivare.
La coltura principale è Il vigneto (verde bianco d'Alessano e Fiano): queste uve producono un ottimo vino bianco. Da non dimenticare gli uliveti.

Si parte dalla Selva di Fasano e si arriva a Turi dopo 75 Km

Fasano - Selva di Fasano - Locorotondo: 15 km. La strada provinciale 2 da Fasano alla Selva offre uno spettacolare panorama su tutta l'area dei Trulli ed è caratterizzata da una gustosa alternanza di rettilinei e curve. Si scende per proseguire verso Locorotondo sulla statale 172, famoso percorso automobilistico utilizzato per la cronoscalata Fasano Selva. La statale 172, chiamata «Statale dei Trulli» è molto suggestiva: si attraversano contrade, masserie e agriturismi. La strada è larga, ha un buon manto stradale e si percorre con piacere. I muretti a secco delimitano le proprietà terriere, la maggior parte coltivata a mandorli, ulivi e vigneti. Percorso un avvallamento, il panorama si apre su Locorotondo, che domina la natura. Il pittoresco paese è a pianta circolare (caratteristica da cui prende il nome) è collocato sulla sommità di un poggio, nel cuore della Murga dei Trulli. Sulla cima del Colle si trova ha destra la villa comunale, da cui si apre una magnifica vista sulla valle d’Itria e su Martina Franca. A sinistra per Piazza Vittorio Emanuele e via Antonio Bruno si giunge alla Chiesa Madre di San Giorgio, notevole costruzione neoclassica al cui interno è possibile ammirare quadri di Federico Mandarelli. Dopo la breve visita attraversiamo il centro di Locorotondo e ci mettiamo sulla statale 172 in direzione di Cisternino.

Locorotondo - Cisternino: 11 Km Il terreno e fittamente popolato da Trulli, e presenta numerose contra pendenze, che rendono il percorso particolarmente vario e suggestivo. L'ideale è affrontare la guida con grande calma e soffermarsi a percepire i profumi della campagna che si sollevano forti e intensi. Dopo un tratto di terreno stepposo, coperto di quercioli, si sale verso la collina di Cisternino. É un grazioso paese da aspetto orientale, con case bianche a terrazzo caratterizzati dalle scale esterne. Obbligatorio fermarsi alla villa comunale per un piccolo break, (eccezionale la torta di ricotta e cioccolato). Dalla piazza della villa si Domina l'affascinante paesaggio della Valle d'Itria. Dall'altra parte della strada si trova la chiesa di San Nicola, di origine romanica: di fronte sì erge la Torre comunale, a pianta quadrata, costruita in età Romano Sveva. Terminata la passeggiata riprendiamo la moto e ci accingiamo a percorrere altri km verso il centro della Puglia. Dalla Villa Comunale di Cisternino percorriamo la via al contrario, lungo una strada parallela; dopo 500 metri si svolta a destra, seguendo le indicazioni per Martina Franca.

Cisternino - Martina Franca 10 kmUsciti da Cisternino imbocchiamo la SP 13 per 3,5 Km, per poi continuare sulla statale sulla SP 61: in tutto non c'è da fare più di qua un quarto d'ora di strada, non impegnativa è quasi tutta rettilinea. Questo tratto è interessante soprattutto per la spettacolarità del paesaggio. La meta. Martina Franca, è a 431 metri sul livello del mare, situata sul più alto gradino della Murgia meridionale, e Domina la valle di Itria.
É un importante centro per la produzione vinicola, oltre a essere una località di villeggiatura. Vanta alcuni edifici barocchi e numerosi palazzetti roccoco, che le conferiscono una caratteristica impronta settecentesca. Il nostro tour nel centro della cittadina inizia dalla piazza XX Settembre, dove appositi parcheggi per moto agevolano la sosta. Passeggiamo in villa comunale, anticamente giardino del Convento delle Grazie, ombreggiata da pini e da Lecci. Lungo un lato c'è Villa S. Antonio, di origine gotica, in fondo il campanile in stile veneziano. Bello e imponente l'arco di Sant'Antonio, sormontato dalla statua equestre di San Martino. Oltre passato l'arco si entra nella città vecchia, ricca di negozi souvenir. Il percorso continua, con Alberobello come prossima tappa.

Martina Franca - Locorotondo - Alberobello 14 kmRipartiti da Martina Franca sempre sulla statale 172, ritorniamo Locorotondo. Il percorso è lento: chi vuole godere dei colori della natura circostante non deve far altro che alzare lo sguardo e guardarsi attorno, il verde degli ulivi e dominante, con alberi da grandi tronchi dalle forme e dalle misure più svariate. Il loro colore grigio argento trasmette forza e sicurezza. La lingua d'asfalto è ben segnata dai muretti a secco. Il cielo è nuvoloso, mentre lentamente ci avviciniamo alla metà. Trattori e tre ruote Ape Piaggio sono padroni della strada, mentre i cani abbaio quasi a volerci sfidare.
Siamo vicini a Locorotondo, che attraversiamo per poi prendere la statale 172 e arrivare ad Alberobello. Pittoresco centro agricolo e turistico della Murgie, è formato in gran parte da trulli che gli conferiscono, oltre a un aspetto quasi fiabesco, una notevole interesse architettonico, riconosciuto nel 1996 patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco. Per visitarla bisogna parcheggiare la moto in largo Martellotta, da li si entra nella zona monumentale, comprendente i rioni Monti e Aia Piccola, interamente composti di trulli. Se ne contano oltre mille, a gruppi e allineati lungo le viuzze scoscese e tortuose che si arrampicano sulla collina.

Alberobello - Noci – Putignano: 20 KmLasciamo Alberobello, seguendo le indicazioni per Noci. Percorriamo la statale provinciale 23, dalla carreggiata larga e ben asfaltata, che invita ad aprire il gas e raggiungere velocità molto elevate… Il panorama comincia a cambiare: si passa attraverso una grande valle per poi salire un colle, dove si erge Noci, Centro agricolo e località di villeggiatura.
Nel centro storico ben conservato sorge la chiesa Madre Proseguiamo il nostro giro per Putignano: i cartelli ben collocati, ci accompagnano sulla statale provinciale 232, è una lunga discesa rettilinea ci porta in paese, un popoloso centro agricolo e industriale d’antica origine. Fu Feudo dei Benedettini di Monopoli, poi dei Cavalieri di Rodi e di Malta. É noto il suo spettacolare carnevale, le cui origine risalgono al Medioevo. Famosa la grotta di Putignano, da visitare uscendo dal paese. Si trova lungo la statale 172 ed è autentico scrigno di alabastro alto 20 metri.

Putignano - Turi : 15 km Da Putignano, dopo aver visitato la grotta, riprendiamo la statale 172 che ci porterà verso la nostra ultima tappa. Turi è una piccola cittadina a 250 metri sul livello del mare: qui come lungo tutto il tragitto, dominano mandorleti e ulivi, il territorio si fa pianeggiante e le strade sono sostanzialmente tutte rettilinee. É un tratto poco divertente per i motociclisti. Visitiamo il paese, la chiesa Madre che ospita la Madonna col Bambino in trono; altro monumento da non perdere il palazzo marchesale dei Venusio, antica fortezza normanna-sveva. Terminiamo il nostro itinerario andando alla ricerca delle “ciliegie della ferrovia” famosa per le loro dimensioni e di cui Turi e altri paesi limitrofi detengono la produzione.

 

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