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Ma il ponte come lo chiamiamo?

L'inaugurazione è prevista all'apertura della Fiera del Levante. «Un sondaggio»

Ma il ponte come lo chiamiamo?

FRANCESCO PETRUZZELLI

Poeti, santi, navigatori e politici resteranno delusi. A nessuno di loro sarà intitolato. Ma urge trovargli un nome perché la creatura sta per nascere. E tra poche settimane – a Palazzo di Città la data segnata sul calendario dovrebbe coincidere con l’inaugurazione della Fiera del Levante – emetterà il suo primo rombo di motori. Con le auto pronte a sfrecciare da un lato all’altro. «Da Deodato a Pistolato» come ripetono i cittadini per semplificare le distanze e i punti uniti da quest’opera avveniristica.

Cercasi un nome per il Ponte dell’Asse Nord-Sud, la strada sospesa che unisce via Nazariantz a via Tatarella scavalcando il fascio dei binari ferroviari.

Sulla rete web non mancano i suggerimenti (più o meno provocatori) tra chi già lo ribattezza il «Ponte Piovra» per le funi in acciaio che assomigliano ai tentacoli, il «Ponte dalla fionda capovolta» o il «Ponte Biancorosso» i colori identici a quelli sociali della squadra di calcio. Senza dimenticare «Ponte dei sospiri» per il panorama non proprio incoraggiante sul lato del Libertà: l’automobilista vedrà infatti i cipressi, le cappelle e i viali del camposanto.

Sarà, ma al ponte dell’Asse Nord-Sud (è già una fatica ripeterlo a voce) serve un nome di battesimo. A Palazzo di Città il sindaco Antonio Decaro – che tiene particolarmente a quest’opera tanto che nei giorni scorsi è salito sino alla punta dei 78 metri del pennone centrale – immagina di lanciare un sondaggio online sul sito istituzionale del Comune.

«Mi piacerebbe – spiega – far decidere ai cittadini. Daremo a loro la possibilità di scegliere il nome più legato alla città e alle sue tradizioni». Certo, non sarà l’ennesimo San Nicola o Levante né tantomeno il politico di turno o “il parente di” passato a miglior vita, dato che ormai la toponomastica cittadina su questo fronte ha dedicato quasi tutto con piazze, strade, stradine, vicoletti, vicoli corti, vicoli stretti, rotonde e aiuole. «Penso che il sondaggio sia il percorso più naturale. Abbiamo in mente di mettere al voto una rosa prestabilita di nomi puntando a personalità nazionali, internazionali e locali che si sono contraddistinti magari nel campo dell’arte, della scienza, della tecnologia e dell’innovazione dato che si tratta di un ponte all’avanguardia» dice l’assessore alla Toponomastica Angelo Tomasicchio.

Il sondaggio potrebbe partire ad esempio già dalla prossima settimana. «A noi piacerebbe dedicarlo a una donna» dice Marina Convertino di Toponomastica al femminile, l’associazione che da anni si batte per la parità di genere nell’intitolazione dei centri urbani per colmare l’ormai storico divario uomo-donna anche nella definizione dei toponimi. E Convertino snocciola qualche suggerimento: la figura risorgimentale Antonietta De Pace; la barlettana Vittoria Titomanlio,, una delle 21 donne eletta nell’Assemblea Costituente; Emma Strada, la prima donna laureata in ingegneria, nel 1908; Sarah Guppy, che nel 1811 brevettò un sistema per costruire ponti sospesi (come appunto l’Asse Nord-Sud); infine la giornalista barese Marcella De Palma.

«Dargli un nome? Si rischia di sceglierne uno banale. Magari potrebbe essere confermato Nord-Sud o perché no “Ponte delle donne”. Ma credo che l’idea di un sondaggio sia la migliore» dice Simonetta Lorusso, l’ex assessore ai Lavori pubblici che nella prima giunta Emiliano portò a termine il bando di gara e l’aggiudicazione dei lavori.

«Come lo chiamerei? Vito! Ponte Vito! È il primo nome che mi è venuto in mente quando ho visto l’inizio dei lavori. Mi sono detto: Madonna ecco Vito!» dice ironicamente l’attore Antonio Stornaiolo.

Nome a parte, a tagliare il nastro del ponte potrebbe essere il premier Matteo Renzi proprio in occasione della Fiera del Levante. Ma al momento non vi è alcuna conferma.

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