Martedì 21 Settembre 2021 | 19:23

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

denuncia Cgil

Potenza, da reddito
minimo a... lavoro nero

Alcuni lavoratori, percettori del reddito minimo di inserimento in quanto disoccupati, finiscono per essere utilizzati addirittura all’interno dei centri per l’impiego per fare formazione ed orientamento ad altri disoccupati

reddito minimo

POTENZA - Dovrebbero effettuare attività di pubblica utilità e di politica attiva, in cambio di un sostengo economico di 450 euro. Ma spesso finiscono per sostituire in tutto e per tutto i dipendenti pubblici. La dura denuncia arriva dal segretario regionale della Cgil Angelo Summa e riguarda l’utilizzo dei beneficiari del reddito minimo di inserimento all’interno degli uffici pubblici della Basilicata, che starebbe assumendo sempre più la connotazione di «lavoro nero». Arrivando, secondo quanto denunciato da Summa, al paradosso che alcuni di questi lavoratori, percettori del reddito minimo di inserimento in quanto disoccupati, finiscono per essere utilizzati addirittura all’interno dei centri per l’impiego per fare formazione ed orientamento ad altri disoccupati.

«Il rispetto delle regole e della legalità nella nostra regione - denuncia il segretario della Cgil - sta diventando sempre più arbitrio e violazione. Nonostante le reiterate segnalazione fatte in tutti i tavoli di confronto regionale rispetto all’utilizzo dei lavoratori del reddito minimo in funzioni improprie, che potessero sfociare in lavoro nero e sfruttamento, si continua a utilizzarli in funzioni subordinate. Sono diversi i beneficiari del reddito minimo che vengano utilizzati nelle varie pubbliche amministrazioni in funzioni amministrative sostitutive dei lavoratori pubblici, arrivando addirittura a essere utilizzati – ci è giunta segnalazione -presso i Centri per l’impiego con relative password. Non solo siamo nella piena illegalità e sfruttamento ma siamo anche al paradosso tragicomico per cui lavoratori disoccupati svolgono funzioni di orientamento al lavoro per persone nelle stesse condizioni. Una stortura della misura del reddito minimo di inserimento che va al di là di qualsiasi principio per cui è nata e che non può essere assolutamente accettata. Ci chiediamo se all’interno delle nostre istituzioni pubbliche della Basilicata il rispetto delle regole ancora valga qualcosa e se le istituzioni preposte ai controlli, a partire dall’ispettorato del lavoro, svolga la propria funzione di rispetto delle regole, a garanzia della legalità».

In base agli avvisi pubblici che hanno selezionato la platea degli aventi diritto, suddivisi in due fasce, quella degli ex percettori della mobilità in deroga e quella dei disoccupati o inoccupati, le attività in cui potevano essere impegnati i percettori del reddito minimo di inserimento dovevano essere attività di pubblica utilità come «valorizzazione di beni culturali ed artistici; custodia e vigilanza; attività ausiliare di tipo sociale a carattere temporaneo; piccoli lavori di messa in sicurezza del territorio e di manutenzione del verde pubblico, dei monumenti o della viabilità; raccolta differenziata di rifiuti solidi urbani; altre attività di interesse generale individuate dai soggetti proponenti». [g.l.]

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie