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una terra per lupi

Un'assenza durata un secolo. Cinque animali avvistati nelle campagne intorno a Otranto. Gli esemplari probabilmente sono arrivati dalla Murgia

lupo fotografato nel Salento

di GIUSEPPE MARTELLA

«Abbiamo la conferma scientifica che il lupo sia tornato nell’area idruntina». C’è certezza nelle parole di Nicola Panico, presidente del Parco Regionale Costiero «Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase». È stato proprio l’ente a commissionare a un gruppo di naturalisti lo studio sulla eventuale presenza dell’animale all’interno dell’area protetta. Un lavoro durato tre anni e condotto in maniera scrupolosa dal pool di studiosi composto da Giacomo Marzano, Francesca Crispino, Giacomo Gervasio e Michela Rugge. E che ha sancito la presenza del «canis lupus» nelle campagne attorno a Otranto, dalle Orte alla Palascia, passando da Sant’Emiliano e scendendo sino a Porto Badisco. Zone queste ricche di vegetazione, selvaggina e greggi.
«Già dal 2014 – ricorda il presidente del Parco – abbiamo avuto segnalazioni di avvistamenti dell’animale e notizie di attacchi a pecore». Almeno tre gli «agguati» tesi dai lupi, almeno 40 le pecore abbattute nel corso degli attacchi.

«In particolare – aggiunge il presidente Panico – in un’occasione le telecamere di videosorveglianza di un agriturismo idruntino hanno ripreso un episodio molto cruento a danno di un gregge. Un animale che un primo momento non siamo riusciti a identificare, ma che ci “imposto” di indagare su cosa stesse accadendo».
Scartata l’ipotesi che si trattasse di un esemplare di cane particolarmente feroce, magari appartenente a una di quelle razze provenienti dall’Est Europa, si è fatta avanti quella che si trattasse di un lupo. Da qui, la scelta del Parco Regionale di affidare uno studio a degli esperti. Appostamenti, rilievi e l’aiuto fondamentale di alcune fototrappole disseminate nelle zone delle segnalazioni. E il risultato non si è fatto attendere.

Le apparecchiature hanno infatti fotografato diversi esemplari di lupi: tra questi, un cucciolo di almeno un anno e due maschi adulti ripresi in aree prossime ad allevamenti, pascoli e aziende zootecniche. I risultati della ricerca sono stati pubblicati di recente su Biodiversity Journal, tra le più importanti riviste del panorama scientifico nazionale. Nel corpo dell’articolo si fa riferimento a sei avvistamenti per tramite delle fototrappole registrati dal dicembre 2015, quando un lupo attacca una pecora, e il settembre 2016 con tutta una serie di passaggi del canis lupus in uliveti, vitigni e zone incolte. La conferma ufficiale del ritorno dell’animale nel Salento. Che da queste terre mancava da almeno un secolo.

«Avuta contezza della presenza del lupo – sottolinea il presidente del Parco Regionale “Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”, Nicola Panico – l’ente si muoverà in due direzioni distinte». Da una parte c’è da garantire un ristoro economico a chi dimostri di avere subìto danni dall’azione dell’animale. «Il nostro statuto prevede che bisogna garantire un risarcimento a proprietari terrieri e allevatori che abbiano avuto problemi a causa dei vincoli imposti dal Parco, così come quelli derivanti dalla presenza sul territorio di specie protette di flora e di fauna».
Tutti gli episodi segnalati verranno valutati con attenzione e poi si darà notizia alla Regione Puglia. «Alla quale spetterà garantire la dovuta copertura economica per gli eventuali rimborsi, atteso che – continua Panico – il Parco non può farsi carico sul proprio bilancio dei ristori». D’altro canto, obiettivo primario deve essere anche quello di tutelare la presenza del canis lupus nel Salento. «Auspicabile – aggiunge il presidente dell’ente Parco – sarebbe partire con la redazione di un Piano di gestione della specie sul modello, ad esempio, su quanto è stato fatto nel area regionale protetta dell’Alta Murgia». Un’attività che permetta di garantire all’animale l’habitat ottimale nel quale vivere e la sicurezza a persone e bestiame.

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