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di PIERO MIOLLA

Stigliano come Ischia? Dopo la scossa di terremoto che ha colpito la località isolana causando vittime e danni e facendo sorgere una serie di domande relative alla prevenzione, il sindaco del centro della montagna Materana, Francesco Micucci, ha lanciato l’allarme: «Prima che ciò accada anche a Stigliano, centro interessato da un vasto ed imponente fenomeno franoso, io gli interrogativi di questi giorni li pongo da subito, prima che si sia costretti ad affrontare la calamità naturale e i suoi effetti sul patrimonio immobiliare e sulle strutture, spero ardentemente non anche in termini di vite umane».

Micucci, in buona sostanza, ha toccato un tema cruciale: quello delle prevenzione in una regione vessata dal dissesto idrogeologico e, perché no, anche dall’abusivismo. Un quesito che può essere riassunto con una domanda: si poteva fare qualcosa per prevenire danni alle cose e alle persone a Ischia? «Dopo il sisma – ha aggiunto il primo cittadino di Stigliano - è subito inizia la classica caccia alle streghe. Bisogna ricercare le responsabilità, individuare chi ha consentito di costruire in violazione di norme urbanistiche e tecniche. Interrogativi che vengono posti dopo, a danno registrato, quando ormai è tardi per salvare vite umane o un patrimonio urbanistico. Prima che tutto questo si verifichi anche a Stigliano, di fronte perizie geologiche e ingegneristiche che hanno evidenziato, oggettivamente, la gravità del fenomeno e il rischio per le persone, io chiedo ai nostri governanti: si ha rispetto per i profughi, si fanno interrogazioni parlamentari, la Procura della Repubblica si dichiara immediatamente pronta a ricercare responsabilità. Ma si è, analogamente pronti a dichiarare lo stato di emergenza per Stigliano?»

Fare presto, dunque. È questo il senso della denuncia di Micucci, che ha anche ricordato come, a causa della frana, abbia «dovuto emettere, con rammarico ma con la consapevolezza della decisione, sei ordinanze di sgombero cautelativo. Da quelle ordinanze di sgombero cautelativo sono già trascorsi 74 giorni. A rischio, però, sono ben 64 nuclei familiari che, se non si interviene tempestivamente, potrebbero subire analoga sorte. Non secondaria in questo contesto emergenziale, va segnalata anche la situazione che riguarda l’unica strada di accesso al polivalente, struttura scolastica di prossima consegna da parte della Provincia di Matera, destinata ad accogliere l’intera popolazione scolastica di Stigliano».
E allora, cosa si aspetta a dichiarare lo stato di emergenza e, per l’effetto, a consentire di delocalizzare tutte le famiglie interessate prima che sia troppo tardi? Micucci ha poi sottolineato di aver «segnalato alla Regione Basilicata, al Prefetto di Matera e alla Protezione Civile Regionale lo stato di emergenza» in cui versa la cittadina che amministra da qualche mese. Proprio per questo, la Regione, con «delibera di Giunta, ha chiesto al Consiglio dei Ministri la dichiarazione dello stato di emergenza: sono già trascorsi 25 giorni dall’approvazione», ma ancora nulla si è mosso. «La Regione Basilicata – ha concluso un Micucci come un fiume in piena - dispone di 5 milioni di euro per arginare il fenomeno franoso». E allora, per una volta, si prevenga invece di piangere a fatti avvenuti.

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