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In Puglia e Basilicata

rapporto svimez

Crescita, la Puglia frena
e Fca spinge la Basilicata

stabilimento Fca Melfi

Solo nel 2028 l'intero Meridione tornerà ai livelli anteriori alla crisi (2008)

29 Luglio 2017

di MASSIMO BRANCATI

Cifre in controtendenza dalla Svimez rispetto ai dati raccolti e pubblicati dal professor Federico Pirro sulla Gazzetta. Secondo la Svimez l’economia pugliese tira il freno, la Basilicata continua a viaggiare, seppur a ritmo rallentato. Pirro, invece, ha illustrato tutte le performance pugliesi, che obiettivamente sono sotto gli occhi di tutti. In ogni caso, secondo la Svimez, il Sud dovrà aspettare il 2028 per tornare ai livelli della pre-crisi. Sono dati che emergono dall’ultimo rapporto Svimez sull’andamento economico del Mezzogiorno, presentato ieri a Roma, secondo cui la Campania è la regione italiana, e non solo meridionale, che ha registrato nel 2016 il più alto indice di sviluppo. La crescita del 2,4% giunge al termine di un triennio, dal 2014 al 2016, tutto all’insegna di dati positivi.

Ma torniamo alla Puglia. Rispetto al 2015, quando ha fatto registrare +3,4%, ha perso tre punti attestandosi al +0,7%. Le ragioni, spiegano gli osservatori di Svimez, sono imputabili ai servizi, rimasti stazionari, e soprattutto all’andamento negativo dell’agricoltura che ha un peso notevole nell’economia regionale. Se nel 2016 il settore primario ha vissuto una stagione da dimenticare, con riflessi sugli indicatori economici di Svimez, c’è da preoccuparsi ulteriormente per il prossimo monitoraggio, quello relativo a quest’anno. La perdurante crisi idrica, infatti, sta mettendo a dura prova gli agricoltori pugliesi e rischia di rovinare raccolti di un’intera annata.

Lieve ripresa delle costruzioni in Puglia, nel 2016, così come l’industria che, nonostante le difficoltà, ha dato segnali di dinamismo, scrollandosi di dosso le macerie del 2015. Complessivamente, però, la performance del 2016, come dicevamo, ha lasciato l’amaro in bocca rispetto alle aspettative e alla tendenza nel resto del Mezzogiorno. L’arretramento pugliese sul fronte economico diventa oggetto di un acceso dibattito politico e di un attacco al centrosinistra. L’affondo del consigliere regionale di Forza Italia, Nino Marmo: «È questo il prodotto della cura prescritta da Vendola ed Emiliano. Se Vendola spendeva male - tuona Marmo - Emiliano non spende proprio per paura di non saperlo fare. Una circostanza fotografata e stigmatizzata anche dalla Corte dei Conti, secondo la quale la Giunta attuale non sta spendendo tutte le risorse disponibili frenando la crescita e facendo perdere opportunità al sistema. Sul fronte della crisi agricola, non siamo sorpresi: basta guardare - aggiunge Marmo - il ritardo gravissimo della spesa del Piano di Sviluppo Rurale. Non è una polemica pret a porter, perché è sufficiente confrontare la speditezza del funzionamento del Psr in altre Regioni, come la Basilicata e la Campania, appunto. Lì gli agricoltori hanno piacere a investire e molti pugliesi comprano seminativi in Basilicata, scappando dalla nostra Puglia. Speriamo che Emiliano non si svegli troppo tardi per proporre una strategia seria di governo... Non vorremmo - conclude Marmo - dover dire che la cura ha funzionato benissimo, ma il paziente è già morto».

Decisamente meglio la Basilicata, almeno da un punto di vista strettamente statistico. Secondo Svimez, infatti, nel Sud il territorio lucano è secondo solo alla Campania in fatto di sviluppo e si attesta tra le regioni italiane più virtuose. La crescita del 2,1%, però, è più lenta rispetto al 2015 quando la Basilicata aveva messo il turbo con un incoraggiante 5,4%. Nel rapporto Svimez si fa notare che l’industria lucana è in ripresa già dal 2014 e continua a tirare ma in maniera meno convincente. Si tratta di un andamento influenzato dalle performance dell’automotive (Fca di Melfi).

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