Domenica 21 Ottobre 2018 | 05:57

NEWS DALLA SEZIONE

Botto e risposta
Salvini-Decaro, «duello» sui migrantiIl ministro: a Bari ora sono 817,a gennaio con il Pd erano 2.383

Salvini-Decaro, «duello» sui migranti. Ministro: a Bari...

 
La denuncia di un comitato
Brindisi, raid xenofobo con mazzeferiti due migranti, uno è graveSventata altra aggressione

«Brindisi, raid xenofobo con mazze»: feriti due migrant...

 
In via Brigata Regina
Bari, scontro tra moto e auto: muore un ragazzo di 17 anni

Bari, terribile scontro tra moto e auto: muore un ragaz...

 
Arrestato 46enne
Tenta furto in un supermarket di Matera: inseguito e bloccato da immigrato

Tenta furto in un supermarket di Matera: inseguito e bl...

 
La decisione
Bari, archiviata querela contro Marilù Mastrogiovanni: non diffamò la Igeco

Bari, archiviata querela contro Marilù Mastrogiovanni: ...

 
Regionali 2020
Sfuma il congresso del Pd ma primarie entro l’anno

Sfuma il congresso del Pd ma primarie entro l’anno

 
Serie B
Calcio, il Foggia battuto dal Cosenza 2-0

Calcio, il Cosenza batte il Foggia 2-0

 
L'intervista
Verso le primarie PD, parla Richetti: «Apriamo ai moderati ma no alleanza con M5S»

Verso le primarie PD, parla Richetti: «Apriamo ai moder...

 
Serie D
Papadopulo gioca Lecce-Palermo: «Questa partita regalerà spettacolo»

Papadopulo gioca Lecce-Palermo: «Questa partita regaler...

 
Campionato d'Eccellenza
Insultano calciatori di colore imitando scimmie: daspo per 7 tifosi del Gallipoli

Gallipoli, insultano calciatori di colore imitando scim...

 
Domani in campo
Bari, Cornacchini: «A Marsala ci vuole gara concreta»

Bari, Cornacchini: «A Marsala ci vuole gara concreta»

 
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno

i più letti

vertice al ministero

L'Eni ammette: petrolio
sversato sui terreni

400 tonnellate di petrolio dal Centro oli

L'Eni ammette: petroliosverato sui terreni

di Antonella Inciso

Quattrocento tonnellate di petrolio si sono sversate nei terreni dentro e fuori il Centro oli dal mese di agosto dello scorso anno. E a causarle non è stato il serbatoio A del Cova di Viggiano, come emerso fino ad oggi, ma quello D. L’Eni lo ha spiegato, ieri, al tavolo che il Governo ha convocato sulla questione inquinamento Cova. Aggiungendo, anche, che entro la fine di maggio, avrà concluso la messa in sicurezza dell’area interessata e che il lavoro fatto è ad ottimo punto, tanto che parte del liquido che fuoriusciva è stato bloccato al primo piano della fascia.

Ma le rassicurazioni, le parole tese a rasserenare gli animi, non sono state sufficienti a chiudere la questione. Da ieri, la vicenda Cova ed il suo impianto sono divenuti casi «di rilevante interesse nazionale». Tanto che il Ministero dell’Ambiente e la Regione Basilicata, entro le prossime due settimane, faranno partire un’ispezione. Una sorta di maxi controllo non solo sul Centro oli ma sull’intero processo produttivo: dai pozzi di estrazione della Val d’Agri alle condotte che portano dirette a Taranto. Insomma, ad essere controllato, verificato ed analizzato, avendo come riferimento i parametri nazionali, sarà ogni centimetro dell’impianto di estrazione. Un pool di tecnici del Ministero, dell’Ispra e dell’Arpab, esaminerà le reali condizioni dell’area inquinata, controllerà non solo le eventuali perdite ma eseguirà accertamenti su tutti i passaggi del processo produttivo.

Un risultato giudicato estremamente importante dalla Regione Basilicata e dal suo assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pietrantuono, secondo cui «ora si affronta la questione nella sua interezza, non si ragiona più sul pezzettino ma sull’intero processo cercando di elevare gli standard di qualità».

D’altra parte, la stessa compagnia petrolifera, ha assicurato la massima collaborazione e - proprio durante la riunione di ieri - ha confermato anche di aver implementato tutte le attività per la messa in sicurezza totale dell’impianto; di aver recepito nel nuovo piano di caratterizzazione (dopo la bocciatura da parte della Regione della prima stesura del progetto) tutte le prescrizioni che sono state richiesta dal Ministero e soprattutto di lavorare ad un piano di manutenzione straordinario dell’impianto che dovrebbe essere presentato a breve. Piano quest’ultimo che potrebbe contenere anche l’ammodernamento del Cova, come sollecitato da più parti.

Ma questo è tutto da capire. Al momento, si opera ancora alla messa in sicurezza, ai controlli già estesi - come richiesto dalla Regione Basilicata - all’area prossima al fiume Agri e tra qualche giorno si aggiungerà anche l’ispezione. Quella dei vertici di Ispra e Arpab che dalla Val d’Agri setaccerà palmo a palmo tutta la zona dell’impianto di estrazione petrolifera dalla Basilicata fino alla vicina Puglia. Per poi riferire al tavolo del Governo nazionale i risultati alla fine di maggio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Polifemo

    05 Maggio 2017 - 11:11

    Sinceramente io non ci credo. Ho perso fiducia nelle istituzioni che a suon di tangenti occultano tutto negando anche l'innegabile. Purtroppo siamo in Italia dove le leggi sono state fatte per favorirsi, ben sapendo che prima o poi saranno presi, ma le sanzioni sono ridicole rispetto a quanto avranno rubato.

    Rispondi