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sanità lucana

La Basilicata modello
sul fronte vaccinazioni

vaccino

di PIERO MIOLLA

La Basilicata è ai vertici in Italia per la vaccinazione attiva gratuita. La media di vaccinazione lucana, infatti, è superiore alla soglia minima del 95% e, nel 2015, si è attestata al 97,83%, con un lieve decremento rispetto al 98% del 2014. In Basilicata, dunque, sembrerebbe non esserci quella sfiducia nelle vaccinazioni che, pure, si è notata a livello nazionale e che ha motivazioni molteplici: etico-morali, culturali, personali e complottistiche.
«I vaccini – ha spiegato Maria Sileo, pediatra di famiglia e referente Rete Vaccini Fimp (Federazione italiana medici pediatri) e Sip (Società italiana di pediatria) Basilicata - sono il farmaco più sicuro in assoluto e una delle più grandi scoperte medico-scientifiche: hanno salvato e salvano ogni giorno vite umane permettendo alle nostre generazioni di vivere in salute e più a lungo. Rappresentano l’unico strumento sicuro ed efficace contro le malattie prevenibili ed hanno permesso, grazie ad un sforzo congiunto mondiale, di eradicare il vaiolo».

Vaccinarsi, dunque, «protegge l’individuo e la collettività attraverso la cosiddetta immunità di gregge. Per questo è importante raggiungere un elevato livello di copertura vaccinale e si è fissato come limite di sicurezza il 95%, che permette di proteggere anche chi, per controindicazioni, non può vaccinarsi. L’anno scorso è scattato l’allarme perché la media nazionale era scesa al di sotto di questa soglia di sicurezza». La dottoressa Sileo ha anche ricordato che «negli ultimi anni la ricerca scientifica ha messo a punto vaccini che non solo ci proteggono da malattie infettive, ma anche da patologie tumorali, come il vaccino anti epatite B e anti papillomavirus, a proposito del quale la Regione Basilicata è stata la prima ad introdurlo, nel 2007, e soprattutto lo ha offerto in maniera attiva e gratuita a 4 fasce di età, cercando di proteggere più donne possibili contro il tumore della cervice uterina. Le nuove evidenze scientifiche hanno dimostrato che questo vaccino protegge anche da altre patologie tumorali che interessano il genere maschile e, presto, sarà offerto anche a loro a 11 anni».

Oltre ad avere un valore sociale, la vaccinazione rappresenta anche «la migliore tecnologia sanitaria in termini di valore economico, soprattutto in un periodo storico di risorse limitate». In Italia ogni regione ha un suo calendario vaccinale: il nuovo Piano nazionale supererà questa disomogeneità per uniformare tutto il Paese al calendario della Vita. Basilicata all’avanguardia nella prevenzione, dunque. «Un risultato – ha spiegato Sileo – reso possibile grazie all’impegno dei medici e, in particolare, dei pediatri, visto che le vaccinazioni sono più concentrate nell’infanzia e la Regione Basilicata ha sempre promosso le nuove vaccinazioni in forma attiva e gratuita, perché ha creduto nel suo valore come investimento sulla salute dei lucani».
Qualche dato, infine: nel 2015, per poliomelite, difterite, tetano, pertosse, epatite B e hib la copertura è stata, in Basilicata, del 97,83% (nel 2014 era del 98,84), mentre per morbillo, parotite e rosolia del 90,25% (90 nel 2014), del 76,95% per la varicella (72,47 l’anno prima), dell’85,83 per il meningococco C coniugato (86,33 l’anno prima) e del 97,08 per il pneumococco coniugato (98,47 nel 2014).

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