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polemiche

Coro di «no» per mega resort
tra gli ulivi secolari di Nardò

ulivi salentini

NARDO' - Dieci giorni fa il primo incontro dell’Amministrazione Mellone con i responsabili dell’Oasi Sarparea srl, sul quale nulla è trapelato. Ieri l’annuncio della Regione Puglia di un «nuovo progetto» (dopo quello del 2006, naufragato tra ricorsi ed opposizioni) che ha ottenuto il parere di compatibilità paesaggistica per impiantare un villaggio futuristico da 96mila metri cubi (invece di 150mila) tra 19 ettari di gli ulivi centenari a ridosso di Sant’Isidoro. Oggi le rassicurazioni dell’assessore all’Ambiente Graziano De Tuglie: «Sappiamo per certo - dice - che il progetto è significativamente diverso da quello originario. Cosa e come è cambiato lo scopriremo quando il Comune sarà chiamato ai passaggi formali e sostanziali di propria competenza e quando potrà fare un approfondimento diretto del progetto».

Ce n’è abbastanza per far saltare sulla sedia tutti, compreso il consigliere regionale a 5stelle Cristian Casili: «È stupefacente la condotta dell’assessore regionale al Territorio, Anna Maria Curcuruto - attacca il vicepresidente della Commissione Ambiente - secondo la quale la riduzione della sola cubatura del progetto del resort equivarrebbe di fatto a un automatico disco verde all’opera colossale». Il consigliere pentastellato annuncia la richiesta di un’audizione finalizzata a verificare la validità dei pareri rilasciati, dal momento che il progetto in questione è stato, negli anni, oggetto di numerose modifiche. Casili ricorda «l’indecente tentativo di eliminare nel 2010 ogni sorta di vincolo paesaggistico» e bacchetta i proponenti: «In Inghilterra, visto che la signora Deighton lamenta la fastidiosa burocrazia italiana, terra di parchi e di una maniacale cura e tutela dei beni paesaggistici, avrebbero già chiuso la pratica su un progetto così mostruoso. E allora la Regione - conclude - faccia rapidamente un passo indietro e il Comune di Nardò giochi le carte istituzionali che ha a disposizione per scongiurare una simile sciagura».

«Le rassicurazioni dell’assessore regionale al territorio Anna Maria Curcurato mi convincono poco - dice l’ex sindaco Marcello Risi - perché l’impatto del nuovo progetto mantiene sostanzialmente inalterata l’idea originaria. Mi domando perché in questi mesi la giunta regionale abbia evitato un confronto politico e di visione con il comune di Nardò sulla vicenda. Il comune non rinunci ad una incisiva azione di verifica, partendo da una domanda: siamo certi che un intervento di tali dimensioni in un’area di ulivi monumentali, interessata nel 2008 da un incendio che sollecita tanti dubbi, sia in linea con la più autentica vocazione di sviluppo del nostro territorio? L’atteggiamento della Regione nei confronti della nostra comunità va in fretta modificato. Comincio a pensare che a Bari qualcosa vada cambiato», conclude, polemicamente, Risi. [b.v.]

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Commenti all'articolo

  • Sagittario45

    04 Agosto 2016 - 12:12

    Curcuruto dimettiti,altra devastazione territoriale in Salento con il beneplacito del governatore Emiliano..

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