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Coinvolti in inchiesta sulla Scu

Brindisi, rapinatori filmati
e incastrati da Dna, 5 arresti

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BRINDISI - Tabaccherie, supermarket e banche: sarebbero stati questi gli obiettivi preferiti dai cinque rapinatori incastrati dal Dna e dai filmati delle telecamere, che sono stati arrestati alle prime ore della mattinata dai carabinieri di Brindisi, su ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pm Savina Toscani ed emessa dal gip Maurizio Saso.

Sono già in carcere perché arrestati la scorsa settimana nell’ambito di un’inchiesta sulla organizzazione di tipo mafioso Sacra corona unita quattro dei cinque presunti rapinatori nei confronti dei quali i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare per rapina: si tratta di Antonio Grassi, 29 anni; Vincenzo Trono, 31 anni; Francesco Franchin, 26 anni e Alfonso Polito, di 31 anni, tutti di Brindisi. Oltre a loro è finito in carcere anche Vitantonio Fiaccone, 38 anni.

Le indagini sono partite nell’aprile 2014 e hanno avuto luogo fino al settembre 2015. Hanno consentito di individuare, grazie anche alla comparazione dei profili di Dna estrapolati dal Ris dei carabinieri di Roma, i presunti responsabili di almeno sei assalti a mano armata commessi con violenza. Gli arrestati rispondono anche di ricettazione, porto e detenzione illegale di arma da fuoco e lesioni personali aggravate. 

Numerosi gli episodi ricostruiti. In un caso la vittima, titolare di un supermercato, è stata percossa riportando la doppia perforazione del timpano e conseguenze all’udito. Il gruppo agiva, secondo quanto accertato, in tutta la provincia con un fucile a canne mozzate.


In una circostanza, poi, è stato un tatuaggio sul dorso della mano a tradire uno dei componenti, in un altro il sistema di localizzazione Gps di un iPhone rapinato e poi buttato via in un terreno nei pressi dell’abitazione di uno degli indagati. 

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