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In Puglia e Basilicata

I dati

Fede, gli studenti lucani tra i meno laici d’Italia; a scuola si studia ancora tanta religione

Fede, studenti lucani tra i meno laici d’Italia

Basilicata con i tassi più alti di studio della religione cattolica

11 Giugno 2022

Antonella Inciso

Gli studenti lucani tra i meno «laici» d’Italia. In un Paese dove cresce il numero dei ragazzi che scelgono di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, la Basilicata si distingue confermandosi in controtendenza. Sono i numeri dell’ Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) e di #datibenecomune a fotografare il fenomeno raccogliendo i numeri del Ministero dell’Istruzione. In particolare, dall’analisi di adesioni, scuole e studenti emerge come solo il 2,57 per cento degli studenti lucani abbia scelto di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. Una percentuale che è tra le più basse d’Italia, seguita da Campania (con il 2,72 per cento) e Molise (con il 3,16 per cento. Al contrario a veder crescere il numero di coloro che rinunciano all’ora di religione sono le grandi regioni del Centro Italia. Come la Toscana (che ha quote del 25,23 per cento), l’Emilia-Romagna (con il 24,84 per cento) e la Liguria (con il 24,61 per cento) al top della classifica dei territori italiani. A livello nazionale «la scelta di non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica cresce con l'età: scuole dell’infanzia 10,59 per cento; scuole primarie 10,20 per cento,; scuole secondarie di primo grado 12,73 per cento; scuole superiori 19,76 per cento - viene evidenziato nel dossier -. Per quanto riguarda le scuole superiori, il tasso è più alto negli istituti tecnici e professionali (22,76 per cento e 23,49 per cento, rispettivamente) che nei licei (16,05 per cento)». In Basilicata, invece, i numeri sono risicati. Tanto piccoli da assegnarle il primato di regione con il minor numero di studenti «laici». Una scelta che viene spiegata dalla Chiesa lucana non solo per il forte tessuto familiare fatto di fede e devozione ma anche per l’impegno quotidiano svolto dalle parrocchie e dagli insegnanti di religione cattolica nelle scuole.

È l’arcivescovo di Potenza - Marsico e Muro lucano e presidente della Conferenza episcopale della Basilicata, monsignor Salvatore Ligorio, a richiamare all’impegno delle famiglie in questa direzione. «Penso che alla base di questo ci sia la famiglia che in Basilicata si regge su certi valori e che crea un dialogo nella formazione con la Chiesa - sottolinea l’arcivescovo - In modo particolare, nell'ambito scolastico abbiamo docenti preparati - dall’Istituto superiore di scienze religiose - in modo adeguato nella capacità relazionale, nella capacità di ascolto e di preparazione culturale nella religione. I ragazzi qui da noi cercano i valori in un dialogo culturale». La famiglia, i valori, il tessuto di una fede antica e salda: i cardini della scelta della religione cattolica sono questi. Come sottolinea anche don Rocco Colucci, direttore dell’ufficio scuola della Diocesi.

«Il tessuto di fede cattolica è ben radicato nelle famiglie e queste lo trasmettono ai ragazzi, inoltre la scelta dell’avvalersi fino a 14 anni viene fatta dai genitori - precisa - Poi c’è un aspetto pedagogico ed educativo: la religione cattolica difende valori universali, umani, quindi aggiunge qualcosa a quello che è l’impianto educativo della famiglia stessa».

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