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In Puglia e Basilicata

Canile lager a Carovigno

Canile lager a Carovigno
di EMILIO GUAGLIANI
Realizzato in una masseria diroccata che è stata scoperta e posta sotto sequestro dagli agenti del comando stazione del Corpo Forestale dello Stato di Ostuni. Imprigionati nelle gabbie anguste c’erano una trentina di cani, alcuni malati. C'erano anche due carcasse in putrefazione. Si è proceduto quindi ad una denuncia contro ignoti
• Malati di rogna e malconci sono stati trasferiti altrove ma i canili sono saturi

08 Settembre 2009

OSTUNI - Una vecchia masseria diroccata, in precario stato igienico-sanitario persa nelle campagne di Carovigno. Non si sarebbe mai potuto immaginare che all’interno dell’antica costruzione potesse nascondersi un lager. Un canile abusivo all’interno e all’esterno del quale, erano stati ricavate gabbie precarie che ospitavano una trentina cani meticci, di piccola e media taglia. 

La masseria è stata scoperta e posta sotto sequestro dagli agenti del comando stazione del Corpo Forestale dello Stato di Ostuni. Imprigionati nelle gabbie c’erano una trentina di cani, alcuni con rogna e altre malattie. Erano chiusi a gruppi nelle anguste gabbie ricavate nell’immobile che occupa una superficie di circa 350 metri quadrati, in contrada Cantagallo, a circa un chilometro da Santa Sabina, rinomata marina di Carovigno. Il lager si trova a breve distanza dal cavalcavia a monte della strada provinciale 379. 

Carovingo, una vecchia masseria trasformata in canile-lager secondo il Corpo forestale - foto Mario GioiaAnche gli animali sono stati posti sotto sequestro. Si è proceduto quindi ad una denuncia contro ignoti per violazione dell’art. 727 del codice penale (maltrattamenti di animali) in attesa di risalire al responsabile. Ieri, gli agenti della Forestale, sotto il comando di Luigi Santoro, non senza difficoltà, sono riusciti a risalire all’immobile di proprietà di A.R. e a scoprire il canile abusivo. Hanno imboccato la pista giusta grazie ad alcune segnalazione anonime di privati cittadini che transitando nelle vicinanze sentivano il latrare disperato delle bestie rinchiuse dentro lo stabile abbandonato. Nell’immobile, diroccato e in precario stato igienico-sanitario, i forestali si sono trovati di fronte ad un portone chiuso da lucchetto. 

Dall’interno della costruzione giungevano latrati e rumori strani. Un abbaiare continuo e disperato che ha insospettito gli agenti. Quando l’ingresso è stato forzato lo spettacolo apparso alla Forestale è stato terribile. Ai loro occhi è apparso un lager nel quale tante bestie vagavano insofferenti. 

Carovingo, una vecchia masseria trasformata in canile-lager secondo il Corpo forestale - foto Mario GioiaL’odore era nauseante. A provocarlo le carcasse di due cani. Morti chissà da quanto tempo. Gli animali apparivano inferociti. Solo alcuni erano anche muniti di microcip (per questi si effettuerà una verifica al fine di scoprirne la provenienza) Sul posto veniva richiesto l’intervento dell’accalappiacani della Asl mentre, dopo la segnalazione al sindaco di Carovigno, Vittorio Zizza, si provvedeva alla loro cattura e allo spostamento nella struttura autorizzata e a norma: «I giardini di Pluto» di Carovigno. 

Al contempo, si avviavano le indagini per risalire al possessore della masseria e dei cani ma, sino a questo momento, pur avendo identificato il proprietario, ancora non è emerso alcun responsabile per cui, in attesa di ulteriori verifiche, a conclusione di una complessa operazione, si è proceduto a sequestrare l’immobile e a inoltrare una denuncia verso ignoti. Gli atti sono stati trasmessi al pubblico ministero di turno, dott. Adele Ferraro. 

L’intera attività si va ad inserire in una più ampia azione di vigilanza e controllo del territorio condotta dal comando stazione della Forestale ostunese, ma anche di tutto il Comando di Brindisi per smascherare altre situazioni di abusivismo. Spetterà agli agenti della Forestale attivare tutta una serie di indagini (che non si presentano di facile soluzione) e per le quali saranno necessarie diversi accertamenti oltre che all’effettuazione di altre attività di riscontro al fine di verificare chi effettivamente utilizzava quei locali diroccati nella zona marina del territorio carovignese, lontano da occhi indiscreti e dov’era stato ricavato un canile abusivo. 

Ma soprattutto, si indagherà sugli scopi. Si intende, infatti, fare chiarezza sulla sorte che sarebbe toccata alle povere bestie tenute lì dentro prigioniere.
EMILIO GUAGLIANI
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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