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La decisione

Scuola, il Tar dà il via libera alla nuova ordinanza di Emiliano: no a ricorsi genitori e Codacons

I giudici hanno preso atto del provvedimento che ha recepito le osservazioni con cui il tribunale aveva bocciato la precedente ordinanza

scuola

La nuova ordinanza sella Regione Puglia per la chiusura delle scuole è legittima. Il presidente del Tar di Bari ha respinto stamattina la richiesta di sospensione urgente del provvedimento del 25 febbraio, presentata da un gruppo di genitori baresi diverso da quello precedente. Il tribunale (presidente Ciliberti) ha osservato che la nuova ordinanza, in vigore fino al 14, “recepisce, in discrederà misura” i rilievi che avevano portato lo stesso giudice a sospendere martedì l’ordinanza precedente.

Il Tar, accogliendo le osservazioni dell'Avvocatura regionale (Rossana Lanza e Isabella Fornelli) ha stabilito che Emiliano con la nuova ordinanza "a) ha meglio specificato i presupposti motivazionali del proprio atto attraverso la pubblicazione della relazione istruttoria redatta dal competente Dipartimento della Salute, a seguito dello specifico monitoraggio settimanale della situazione dei contagi scolastici; b) ha ribadito che l’ordinanza ha lo scopo di permettere la vaccinazione del personale scolastico con il vaccino AstraZeneca ed ha indicato questa volta un cronoprogramma delle operazioni di vaccinazione; c) ha in parte rimosso il tetto massimo del 50 per cento che consentiva alle Istituzioni scolastiche di ammettere alla didattica in presenza una percentuale di alunni e studenti che va dallo zero al 50 per cento dell’intera popolazione scolastica; d) ha, comunque, ripristinato al 100 per cento l’accesso a domanda alla didattica in presenza nelle scuole dell’infanzia ed elementari (che sono quelle dove si registra la maggiore difficoltà verso la didattica digitale a distanza)".

Con un distinto decreto, il Tar ha respinto anche il nuovo ricorso presentato dal Codacons di Lecce che chiedeva la sospensione cautelare dell’ordinanza .Il presidente Orazio Ciliberti, oltre a ribadire tutte le motivazioni già espresse nell’altro decreto, spiega che «premesso che è reale l’esigenza di prevenire il contagio pandemico nelle scuole, la questione centrale delle scelte regionali sulla scuola può essere così semplificata: ai bambini e ai minori bisognosi di sostegno non si può chiedere di restare soli a casa a praticare la didattica digitale a distanza, viceversa tale sacrificio, sia pure in certa misura, può essere chiesto agli adolescenti; sennonché, la scelta - in ultima istanza - deve essere consentita alle famiglie dei minori e da ciò consegue che i dirigenti scolastici devono oltremodo argomentare e motivare l’eventuale diniego della didattica in presenza a chi ne faccia richiesta, consapevoli che un diniego immotivato potrebbe dar luogo a ulteriori contenziosi». 

CODACONS LECCE: QUASI VINTO AL TAR SU DIRITTO PRESENZA:  «Non abbiamo vinto, ma quasi: lo scopo dei ricorsi era consentire, a chi voleva, di continuare la didattica in presenza. Chi non la voleva era già libero di optare per la ddi. Il tutto nel rispetto delle percentuali fissate a livello nazionale, ovvero 100% per le scuole primaria e 50% per la secondaria. Oggi il Tar ha posto un paletto fondamentale: non sta ai dirigenti, né al presidente della Regione, sindacare sui motivi di questa scelta, pena la responsabilità per i danni conseguenti». Così il Codacons Lecce commenta il decreto con il quale oggi il Tar Puglia ha rigettato la richiesta di sospensione presentata dall’associazione contro l'ultima ordinanza regionale sulla scuola.
«Lasciamo al presidente Emiliano la gioia di aver salvato la sua ennesima ordinanza, noi possiamo essere contenti così, era l'obiettivo che in fondo volevamo raggiungere» aggiunge, sottolineando che «vigileremo a che le scuole ottemperino a tale ordine del Tar, e perciò chiediamo di segnalarci i casi di diniego non adeguatamente motivato. Una diffida in tal senso è stata già inviata all’Ufficio scolastico regionale e al Ministero dell’Istruzione nei giorni scorsi da parte del Codacons di Lecce e del Codacons nazionale».

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