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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Bari stretta anti Covid, oggi in piazza contro le restrizioni: «Non siamo untori»
Puglia, coinvolte 18mila aziende

Due raduni contro le chiusure: stamattina ConfCommercio in Largo Giannella, nel pomeriggio ristoratori e partite Iva in Piazza Prefettura

Bari stretta anti Covid. in piazza contro le restrizioni: «Non siamo untori»

BARI - Commercianti e ristoratori; titolari di palestre, cinema e teatri; il popolo delle partite Iva e lavoratori dello spettacolo. Anche a Bari è lungo l’elenco di chi teme che le misure disposte dal Governo per scongiurare la diffusione dei contagi possano rappresentare il colpo di grazia per molti di loro.

In tanti temono che «non andrà tutto bene». E non ci stanno a passare per «untori». Per questo scendono pacificamente in piazza per manifestare il loro malessere.

E per convincere l’esecutivo a cambiare rotta, schiacciati come si sentono sotto il peso della montagna di Dpcm che, dicono, mettono a rischio la loro stessa sopravvivenza. Così, la Fipe Associazione dei pubblici esercizi e ristoratori Confcommercio Bari-Bat dà appuntamento a Bari, alle 11.30 in Largo Giannella.

«Scendiamo in piazza per evitare che passi il messaggio che i pubblici esercizi abbiano un ruolo nella diffusione del contagio. Non esiste alcuna connessione tra quest’ultimo e l’apertura dei locali, anche perché gli operatori del settore rispettano seriamente i protocolli sanitari imposti e validati dal Cts e dall’Inail. Protocolli che hanno richiesto investimenti economici significativi e garantito sicurezza ai consumatori», spiegano Lino Enrico Stoppani, presidente della Fipe-Confcommercio, Dino Saulle presidente Fipe provinciale per i ristoratori e Nicola Pertuso, consigliere nazionale e regionale di Fipe-Confcommercio. Di qui la richiesta di «aiuti concreti e immediati».

Una protesta non isolata. «Ribellarsi è un dovere», è lo slogan del sit-in «Bari non chiude», in programma alle 18 in Piazza Ferrarese, una manifestazione pacifica ideata da un movimento spontaneo, sulla falsa riga di quanto sta accadendo nel resto d’Italia che poi proseguirà in piazza Libertà, davanti alla Prefettura. Un appello a scendere per strada e far sentire la propria rivolto a commercianti, ristoratori, titolari di palestre, cinema e teatri, partite Iva.

Anche il mondo dello spettacolo barese e pugliese si mobilita. Venerdì 30 ottobre tra le 10.30 e le 13, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom manifesteranno con presidi a livello regionale per denunciare la grandissima sofferenza dei Lavoratori del settore dello Spettacolo dal vivo. «Noi saremo a Bari in piazza Prefettura per dire a gran voce che servono provvedimenti di emergenza e serve un intervento strutturale per dare certezza e prospettiva all’intero settore», si legge in una nota. «Oggi quelle manifestazioni si caricano di un ulteriore significato alla luce del clamoroso errore nell’ultimo Dcpm che dispone la chiusura dei cinema e dei teatri. Su questa piattaforma nazionale si affastellano tutte le questioni sul tavolo della Regione Puglia. La Slc Cgil Puglia da tempo sta denunciando le criticità del settore Cultura e Spettacolo, il ritardo sulla nuova legge regionale, la mancanza di un fondo di garanzia per le imprese, la rivisitazione delle modalità sui bandi e infine un sostegno regionale al reddito ai singoli lavoratori. Questi sono solo alcuni punti che nelle prossime settimane dovranno essere declinati e condivisi».

«I dati sulla crescita del contagio e il fatto che per lunghi mesi non si potrà tornare alla normalità richiedono di individuare con certezza sostegni per i lavoratori e per le imprese per un periodo lungo a partire da un piano di rilancio utilizzando anche il Recovery Fund».

18MILA AZIENDE IN PUGLIA - Una «manifestazione non violenta e in sicurezza» per "sensibilizzare la cittadinanza, i media e anche il governo facendo capire che il settore è per terra. Quindi - spiega Nicola Pertuso, consigliere nazionale e regionale di Fipe-Confcommercio (Federazione italiana pubblici esercizi) - abbiamo apparecchiato per terra tovaglie, posate, piatti e bicchieri per far capire che il nostro settore in questo momento, e con questi provvedimenti, è veramente per terra». La manifestazione regionale, in largo Giannella, sul lungomare di Bari, si svolge all’interno di un’area recintata con accesso contingentato e controlli anti-contagio all’ingresso.

«In Puglia - dice Pertuso - abbiamo circa 18.000 aziende dei pubblici esercizi che sviluppano quasi 70 mila operatori, ristoranti, bar, locali da ballo e catering. Ci siamo adoperati in questi mesi - continua - per mettere in sicurezza le nostre strutture, fare formazione ai nostri dipendenti e dopo che abbiamo investito queste risorse e queste energie ci ritroviamo in queste condizioni. Fortunatamente ieri qualche nota positiva l'abbiamo ricevuta nel senso che il governo comincia a parlare di noi e comincia a dare dei segnali di aiuto alle nostre aziende».

«CHIUSURA TOTALE» - Se si insiste su questa chiusura parziale, noi vogliamo in cambio la chiusura totale, subito, ritemprarci di tutte le spese in maniera tale che si possa sopravvivere in questo momento e cercare di giocarci una chances per Natale, una possibilità di sopravvivenza economica. Se ritardiamo questo giochino al massacro arriveremo anche a Natale ad essere penalizzati e a quel punto credo che non ci saranno più chances per nessuno di noi».

Lo dice Gianni del Mastro, presidente dell’associazione dei ristoratori del Borgo antico di Bari, che con un centinaio di gestori di locali ha partecipato alla manifestazione di protesta organizzata in concomitanza con quella della Fipe-Confcommercio.


«Se falliamo noi fallite anche voi» recita lo slogan sul loro striscione, sulla piazza di fronte a quella della Fipe. "Vogliamo rimarcare con la nostra presenza una distanza soprattutto dei sindacati di categoria che in questi anni ci hanno completamente abbandonati». 

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