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In Puglia e Basilicata

L'incontro

«Noi uniti per rilanciare la Puglia»: Fitto a Bari con Meloni, Salvini, Tajani e Cesa

«Noi uniti per rilanciare la Puglia»: Fitto a Bari con Meloni, Salvini, Tajani e Cesa

«Siamo credibili per vincere e governare»

13 Settembre 2020

Michele De Feudis

«La nostra è una squadra compatta. A litigare sono a sinistra Pd, M5S, Renzi, Zingaretti, Di Maio, Emiliano»: Matteo Salvini, leader della Lega, sotto il palco del comizio del centrodestra, abbraccia Raffaele Fitto, candidato della coalizione, e rilancia la coesione del centrodestra (è il primo evento elettorale comune). La cornice è quella della manifestazione unitaria a Bari con tutti i big nazionali - ci sono anche Giorgia Meloni (Fdi), Lorenzo Cesa (Udc) e Antonio Tajani (Fi) - che con la foto insieme, durante l’inno nazionale, sembrano evidenziare non solo la propria sintonia, ma soprattutto le divisioni del fronte progressista di governo, diviso in una pluralità di opzioni (dal governatore Michele Emiliano per il centrosinistra a Ivan Scalfarotto per i renziani, alla 5S Antonella Laricchia).
Sul molo San Nicola ci sono millecinquecento tra militanti, parlamentari (da Marcello Gemmato a Elvira Savino, Vincenza Labriora, Mauro D’Attis e Francesco Paolo Sisto passando per Anna Rita Tateo, Rossano Sasso e Roberto Marti), sostenitori e candidati più una cinquantina di contestatori di estrema sinistra, con il presentatore, Filippo Melchiorre (Fdi), attento a misurare i distanziamenti. La destra sente questa volta di poter espugnare il fortino pugliese, da quindici anni roccaforte «rossa»: «La nostra è una unità non di facciata - spiega Fitto -. Siamo in campo con la credibilità del nostro progetto politico, perché c’è la volontà di vincere e governare». L’eurodeputato conservatore è elogiato da Giorgia Meloni: «Ha rinunciato ad un incarico internazionale per la Puglia. Noi vogliamo che a capo delle istituzioni ci sia gente che sa di cosa parla». E la competenza di Fitto è il refrain in tutti gli interventi. Con una serie di frecciate al centrosinistra. La Meloni chiede di sapere «il nome di chi ha dato gli indirizzi dei malati oncologici al candidato emilianista Lopalco», perché «questa è una campana elettorale nervosa» e non intende transigere su certe «ignominie». Il progetto della leader di Fdi è quello di costruire con Fitto «la Puglia della libertà, del merito e non delle clientele». E al governo manda un messaggio chiaro sulla gestione della tornata elettorale: «Stanno facendo terrorismo, per non fare andare le persone a votare. Le istituzioni devono garantire che tutti possano andare nei seggi in sicurezza». E sul quadro nazionale aggiunge: «C’è un sentimento negativo verso il governo. La democrazia ha sempre un peso e mi stupisco che Conte, Di Maio e Zingaretti non considerino che il risultato della Puglia abbia valore sulla politica nazionale. Il Colle? Mattarella non è un mero notaio, c’è l’istituto dello scioglimento delle Camere…». Per Matteo Salvini «la priorità è restituire ai pugliesi il diritto alla salute, al lavoro, a muoversi in treno senza morire sul binario unico e il diritto alla sicurezza. La Bellanova? Piange per i clandestini, non per gli agricoltori pugliesi in ginocchio a causa del centrosinistra». Il capo del Carroccio risponde anche a Emiliano che lo accusa di voler importare qui il modello sanitario lombardo: «Il modello vincente è quello pugliese: noi riapriremo gli ospedali e faremo tornare il merito». Antonio Tajani saluta al microfono Silvio Berlusconi («Sta meglio») e annuncia che chiederà al governo «due miliardi” per i reimpianti di ulivi e che non rinuncerà a difendere la produzione ex Ilva. Fitto, infine, dà la carica per lo sprint finale al popolo di centrodestra, riscaldato dalle note di Rino Gaetano: «Vogliamo rompere questo sistema di potere».

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