Domenica 02 Ottobre 2022 | 21:04

In Puglia e Basilicata

Dal 15 giugno

Fase 2, la Puglia vaglia la riapertura delle discoteche all'aperto. Fdi: «Più promozione del turismo»

Rosa Marina, Cc in discoteca: 19 lavoratori in nero. Il gestore: "Tutto sanato"

L'esito dell’incontro tra Regione e associazione di categoria

29 Maggio 2020

Redazione online

BARI -  Le discoteche e club all’aperto potrebbero riaprire dal 15 giugno in Puglia: lo annuncia il Movimento Impresa al termine del tavolo tecnico dell’intrattenimento che si è concluso la scorsa notte e che ha visto il confronto tra le associazioni di categoria, il governatore Michele Emiliano, il professore Pierluigi Lopalco, coordinatore della task force per l’emergenza coronavirus e l'assessora al Turismo Loredana Capone.

«A conclusione del tavolo tecnico - annuncia Movimento Impresa - è stato definito la possibilità di apertura di discoteche e club all’aperto dal 15 giugno con alcune lievi limitazioni e a condizione che la curva epidemiologica dei contagi dei prossimi giorni non subisca variazioni peggiorative». La prossima settimana verranno definite le modalità di riapertura che verranno inserite in una ordinanza regionale. «La Puglia - concludono da Movimento Impresa - ha dimostrato che insieme si può fare».

LE PAROLE DI FDI - «Il settore turistico - uno dei principali motori dell’economia pugliese - è fortemente penalizzato. Molte strutture si sono attrezzate autonomamente per il rilancio del comparto, a partire dal marketing territoriale fino alle offerte ai turisti. Quanto messo a disposizione dalla Regione, però, non è sufficiente a coprire le perdite": a lanciare l’allarme è il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale. «Pertanto - proseguono i consiglieri regionali - chiediamo che il presidente Michele Emiliano si faccia portavoce delle richieste che giungono dai tanti operatori del settore, trovando soluzioni e promozioni di benvenuto per tutti i turisti che raggiungeranno la Puglia o che per quei pugliesi che sceglieranno di fare le vacanze senza sconfinare, ma anche alleggerendo la burocrazia. Sarebbe un sollievo per le tasche degli avventori e, al contempo, un incentivo in più per ristorare i tanti imprenditori che hanno scelto di restare aperti»

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