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Per salvare la «Gazzetta» s’insedia il tavolo di crisi, Emiliano: «Regione pronta a intervenire»

Emiliano La Gazzetta del Mezzogiorno

L’impegno del sottosegretario Martella e dei ministri Boccia e Bellanova

29 Maggio 2020

Redazione online

La salvaguardia del pluralismo dell’informazione. La tutela dei posti di lavoro. La difesa di un’istituzione storica, culturale ed economica del Mezzogiorno d’Italia. Grandissima coesione istituzionale sulle sorti della Gazzetta del Mezzogiorno, a pochi giorni dalla discussione delle istanze di fallimento presentate dalla Procura di Bari nei confronti della Edisud spa, azienda editrice della Gazzetta e della sua controllata Mediterranea spa

Ieri mattina l’incontro (tenuto in videoconferenza in piena regola anti Covid) convocato dal sottosegretario all’Editoria Andrea Martella. Obiettivo: individuare le iniziative per scongiurare la fine di uno dei giornali più antichi d’Italia (come i lettori ben sanno, parliamo di 133 anni di storia).

Intorno al tavolo i due ministri pugliesi Francesco Boccia e Teresa Bellanova, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso e rappresentanti della Fieg. Presenti anche il presidente di Confindustria Puglia Domenico De Bartolomeo e di Basilicata Pasquale Lorusso. E, ancora, le associazioni della Stampa di Puglia e Basilicata, il Comitato di redazione della Gazzetta del Mezzogiorno, Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

La crisi della Gazzetta non è necessariamente figlia della più generale crisi dell’editoria. Il sequestro con confisca deciso dalla magistratura di Catania nel settembre 2018 nell’ambito di un’inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa sull’editore Mario Ciancio Sanfilippo, e il successivo disimpegno dello stesso Ciancio una volta rientrato in possesso del bene dissequestrato, sono l’ultimo atto di una opaca gestione aziendale che, di fatto, oggi, scaraventa la Gazzetta e i suoi lavoratori sull’orlo del baratro.

Un giornale per niente decotto, che continua a fare utili per 12, 13 milioni di euro l’anno, sul quale pure gravano debiti per oltre 40 milioni di euro.

Chiaro il ministro Boccia: «Non consentiremo a nessun imprenditore di venire a speculare sul cadavere della Gazzetta. Se sono interessati lo dicano adesso». Sia Boccia sia Martella hanno ribadito gli strumenti a disposizione di chi voglia investire, dalle misure a favore del credito di imposta alle possibili procedure di amministrazione straordinaria che potrebbero essere  messe a punto dal governo.

Teresa Bellanova ha acceso i riflettori sulle professionalità che continuano ad assicurare il giornale in edicola ogni giorno, auspicando si possa pescare dalle positive esperienze messe in campo in altri settori per risollevare le aziende da momenti di crisi.

Anche la Regione Puglia scende in campo garantendo il proprio impegno in favore dei lavoratori della Gazzetta. Il presidente Emiliano si è detto disposto a intervenire: «Laddove fossimo autorizzati da un provvedimento normativo, la Regione Puglia è pronta a dare una mano al governo nazionale ad un’amministrazione straordinaria anche con un conferimento di capitale».

I giornalisti della testata hanno annunciato la nascita di una cooperativa ai sensi della legge 416/81, chiarendo di essere pronti a lavorare con il sostegno delle istituzioni, l’iniziativa ha raccolto il consenso del sottosegretario Martella. «Certo - è stato detto dal Comitato di redazione - se si affacciasse un editore saremmo lieti di dialogare con chi avesse un progetto serio».

Dagli imprenditori pugliesi e lucani una schietta ammissione: nessuno è realmente interessato ad investire sull’acquisizione della Gazzetta, seppur confermata la vicinanza alla Testata che spesso si concretizza sotto forma di investimenti pubblicitari. Dai sindacati la richiesta di sostegno al governo con incentivi ai prepensionamenti ed estensione degli ammortizzatori sociali.

La riunione è stata riaggiornata su proposta del sottosegretario Martella. Entro pochi giorni un nuovo tavolo per verificare quali le soluzioni concrete nell’obiettivo condiviso da tutti: un giornale di queste dimensioni, con questa storia, non può morire.

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