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«Per vincere restiamo a casa», l'appello dell'acquavivese De Lorentiis, ex gloria del Varese

«Per vincere restiamo a casa», l'appello dell'acquavitano De Lorentiis, ex gloria del Varese

Vito De Lorentiis, di Acquaviva delle Fonti, è stato capitano della compagine lombarda a fine anni '70

02 Aprile 2020

Franco Petrelli

Ogni anno torna nella sua Acquaviva, ma abita da tanto tempo in Lombardia. Parliamo di Vito De Lorentiis, capitano del grande Varese di fine anni ’70. In quella città ha messo su famiglia. De Lorentiis, al telefono, non nasconde la sua preoccupazione per quella che è diventata la sua terra d’adozione.
Negli ultimi giorni infatti nel Varesotto si è registrato un aumento dei positivi al Covid-19, che supererebbero i 700 casi complessivi.

Gentiluomo in campo e fuori dal campo, è noto tra gli appassionati per essere stato un trequartista dai piedi buoni: “Non è certo un bel periodo - sottolinea l’ex calciatore, oggi 65enne -. Negli ultimi due mesi sono uscito di casa appena due volte per andare a fare la spesa. Mia moglie e io, forti di 43 anni di matrimonio, abbiamo un unico obiettivo, sincerarci che le nostre due figlie stiano bene. Una abita con la sua famiglia a Castronno, un paesino qui nelle vicinanze, l’altra risiede da 10 anni a Londra. Laureata in Scienze della comunicazione, ricopre un ruolo dirigenziale presso un’azienda britannica”.
Com’è cambiata la sua vita? “Ho messo da parte gli incontri di buon mattino in un bar del centro con i miei amici, alcuni dei quali pure ex calciatori, mentre con tanti amici di sport dei vecchi tempi, sparsi per l’Italia, coltivo l’amicizia via telefono - racconta De Lorentiis - cercando però di evitare il drammatico argomento coronavirus”.

Non ha mai fatto sfoggio eccessivo del suo talento. Non ha mai militato in serie A ma ha esordito in serie B a 19 anni non ancora compiuti e concorso alla promozione del Varese nella massima serie calcistica nella stagione ‘73-‘74. Ha collezionato poi 6 stagioni nel campionato cadetto, 4 sempre a Varese, una a Terni e l’altra a Matera.

A 22 anni l’Inter tentò di acquistarlo, l’anno prima l’allenatore Pesaola cercò di portarlo a Napoli e, a soli 16 anni, nel 1971, Nils Liedholm provò inutilmente a farlo comprare dal Milan. In quegli anni il Varese, forse, chiedeva troppo per il cartellino di questo giocatore acquavivese che, grazie a due reti, segnate la prima domenica di marzo del 1976, risultò l’artefice della vittoria del Varese per 3-1 a Marassi contro il Genoa di Conti e Pruzzo che quell’anno, primo in classifica, vinse il campionato.
In effetti De Lorentis ha lasciato Acquaviva da piccolo, nel 1960, quando con tutta la famiglia si trasferì a Domodossola, in Piemonte, anche se il legame con la Puglia è rimasto solidissimo.

Il pensiero, oggi più che mai, vola spesso ai cugini e agli zii di Acquaviva. Il “capitano” ogni tanto sfoglia qualche fotografia e promette: “Appena passa questa tempesta vengo giù in Puglia”. Infine l’appello, che vale per tutta l’Italia che egli da giocatore ha percorso in lungo e in largo: “Rimanete a casa. Per farcela non abbiamo scelta. Avremo tempo per incontrarci e abbracciarci, qui a Varese come sull’adorata Murgia”.

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