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In Puglia e Basilicata

lavoro

Puglia, cassa integrazione in deroga accordo Regione-sindacati

infortuni sul lavoro

Primi 106 milioni per dipendenti subordinati, dipendenti studi professionali, lavoratori intermittenti di tutte le categorie comprese agricoltura, pesca e terzo settore

21 Marzo 2020

Redazione online

BARI - È stato raggiunto un accordo tra la Regione Puglia e le parti sociali per la ripartizione dei primi 106 milioni per la cassa integrazione in deroga destinata ai lavoratori del settore privato i cui datori di lavoro abbiano unità produttive nel territorio della regione Puglia. I beneficiari, precisa la Regione in una nota, sono i lavoratori subordinati, a tempo indeterminato e determinato, dipendenti studi professionali, lavoratori intermittenti di tutte le categorie comprese l’agricoltura, la pesca e il terzo settore.

Sinteticamente, l’accordo prevede cassa integrazione in deroga non superiore alle nove settimane per tutti i lavoratori in forza di assunzione, anche a tempo determinato, alla data del 23 febbraio 2020.
L’incontro - precisa una nota - si è svolto in modalità telematica coordinato dall’assessore regionale al Lavoro Sebastiano Leo insieme al consigliere del Presidente per le relazioni sindacali Domenico De Santis, con il responsabile della TASK Force regionale per il lavoro Leo Caroli e con le organizzazioni sindacali e datoriali (Confartigianato, Confcoopertive, Conprofessioni, Confindustria, ABI, Casartigiani, CNA,Confesercenti, CLAAI, CGIL, CISL, UIL, UGL, Confcommercio, Legacoop, Confapi, CIA, Coldiretti, Confagricoltura).

Più specificatamente, precisa la nota, «con riferimento ai datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, previo accordo che può essere concluso anche in via telematica con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane».

«PRIMA TRANCHE» - «L'accordo quadro sottoscritto ieri presso la Regione Puglia è importante perché estende a una platea solitamente di non garantiti lo strumento della cassa integrazione in deroga. Va da sé i 106,5 milioni sbloccati dal Governo devono essere solo una prima tranche se vogliamo davvero assicurare un reddito a tutti quei lavoratori che non sono messi nelle condizioni di poter operare in totale sicurezza nelle proprie aziende». È il commento dei segretari generali di Cgil Cisl Uil di Puglia - Pino Gesmundo, Daniela Fumarola, Franco Busto - all’intesa sottoscritta ieri sera in applicazione dell’articolo 22 del Decreto cosiddetto «Cura Italia» legato all’emergenza Covid-19.

«Si tratta di una cifra importante che punta a dare sostegno a lavoratori che non posso accedere agli ammortizzatori sociali ordinari, e garantisce alcuni settore importanti per il lavoro e l'economia pugliese - proseguono i tre segretari -. Dagli operai agricoli a chi opera nel settore della pesca, chi ha un rapporto di lavoro a termine o intermittente, chi lavora nel terzo settore o in cooperative sociali, apprendisti e somministrati».

«Siamo quotidianamente impegnati - concludono Gesmundo, Fumarola e Busto - nel garantire tutele ai lavoratori, sia sul piano reddituale che la sicurezza, impegnati con i nostri Rls e Rlst per il pieno rispetto del protocollo per la sicurezza. Ci aspettiamo dal Governo quanto prima lo stanziamento di risorse aggiuntive e l’estensione degli strumenti a quelle forme di lavoro non previste nel primo decreto, dalle badanti alle baby sitter. A tutti i lavoratori deve arrivare forte il messaggio che non sono soli in questo difficile momento, e che la salute di ognuno è prioritaria anche per fermare la diffusione del contagio e tornare quanto prima a poter lavorare e vivere in serenità e senza rischi».

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