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La decisione

Lite tra tifoserie lucane, muore 33enne: 26 persone in carcere. Autista arrestato: «Ero circondato, avevo paura»

Dietro le sbarre, quindi, oltre l’autista dell’auto che ha investito Fabio Tucciariello, sono finiti anche gli altri 25 sostenitori della Vultur

Basilicata, auto con tifosi del Melfi investe 2 tifosi del Rionero: uno è morto, l'altro è grave

Sono stati in totale 26 arresti gli arresti - ai danni di persone tra i 20 e i 30 anni - eseguiti dalla Polizia nell’ambito delle indagini - coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza - sugli incidenti tra i tifosi della Vultur Rionero e del Melfi (Eccellenza lucana). 

In una conferenza stampa, il Procuratore, Francesco Curcio, ha reso noto che «su una delle cinque auto occupate dai tifosi del Melfi vi era anche un bambino». Lo stesso bambino non è rimasto coinvolto negli scontri che hanno portato alla morte del tifoso della Vultur, Fabio Tucciariello, di 39 anni, e al conseguente arresto per omicidio volontario del sostenitore del Melfi, Salvatore Laspagnoletta, di 30. La circostanza della presenza del bambino avvalorerebbe l’ipotesi che si sia trattato di un agguato premeditato da parte dei tifosi della Vultur e non di «un appuntamento» concordato tra le due tifoserie.

Secondo quanto si è appreso, tra le persone indagate e non arrestate vi sono anche alcuni minorenni. Ulteriori indagini sono in corso da parte degli investigatori.

Laspagnoletta, in carcere con l’accusa di aver ucciso ieri un tifoso della Vultur Rionero, è «distrutto». «Doveva essere una giornata di festa, un pomeriggio divertente tra amici - ha raccontato l’uomo dopo l’arresto - ma tutto è cambiato quando la mia auto è stata circondata e assalita con mazze da una cinquantina di facinorosi mascherati. Ero terrorizzato e ho cercato di scappare»

GLI ARRESTATI - Oltre a Salvatore Laspagnoletta (di 30 anni), di Melfi (Potenza), accusato dell’omicidio volontario del tifoso della Vultur Rionero, Fabio Tucciariello, di 39, la Polizia ha arrestato altri 25 uomini, tutti sostenitori della squadra vulturina e accusati di violenza privata, tentate lesioni aggravate, danneggiamento e detenzione aggravata di oggetti atti ad offendere.

Sono Vincenzo Di Lorenzo (di 28 anni), di Barile (Potenza), attualmente ricoverato nell’ospedale di Potenza; Giuseppe Mecca (29), di Rionero in Vulture (Potenza), che ha riportato contusioni ed escoriazioni; Davide Di Pierro (22), di Rionero in Vulture; Andrea Mecca (28), di Rionero in Vulture; Savino Gerardo Labella (28), di Rionero in Vulture; Gianni Pietragalla (21), di Rionero in Vulture; Donato Tirriciello (35), di Rionero in Vulture; Antonio Ramunno (26), di Rionero in Vulture; Raffaele Falaguerra (32), di Atella (Potenza); Attilio Capobianco (39), di Rionero in Vulture; Antonio Barozzino (19), di Rionero in Vulture; Michele Tirriciello (29), di Rionero in Vulture; Arcangelo Rondinella (29), di Rionero in Vulture; Alessandro Tirriciello (22), di Rionero in Vulture; Mariano Raffaele Curto (20), di Rionero in Vulture; Francesco Traficante (20), di Rionero in Vulture; Pasquale Pietragalla (25), di Rionero in Vulture; Pasquale Archetti (30), di Rionero in Vulture; Michele Pio Corella (19), di Rionero in Vulture; Donato Sabino (18), di Barile; Michele Maulà (33), di Rionero in Vulture; Fabio Minore (27), di Rionero in Vulture; Gianluca Stolfi (33), di Rionero in Vulture; Raffaele Storelli (31), di Rionero in Vulture; e Vittorio Pitoia (di 20 anni), di Rionero in Vulture.

UN FERITO IN OSSERVAZIONE - Il ferito ricoverato nell’ospedale San Carlo di Potenza è anche piantonato perché in stato di arresto. Infatti, secondo l’accusa, si tratta di uno dei 24 responsabili dell’agguato fra tifosi che poi ha portato alla morte di Tucciariello.

Intanto, sempre a Potenza, è cominciata pochi minuti fa la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La riunione è presieduta dal prefetto, Annunziato Vardè: sono presenti anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, quello della Provincia di Potenza, Rocco Guarino, i rappresentanti delle forze dell’ordine, i sindaci di Potenza, Rionero in Vulture e Melfi e i dirigenti delle due società - Vultur Rionero e Melfi - che partecipano al campionato di Eccellenza lucana.

IL CALCIO LUCANO NON SI FERMA - Il calcio lucano «non si ferma: non gliela diamo vinta a quelli che non hanno nulla a che fare con lo sport». Lo ha detto il presidente del Comitato regionale della Basilicata della Lega nazionale dilettanti, Piero Rinaldi. «Non ci fermeremo - ha aggiunto - davanti a chi vuole inquinare, con fatti che non c'entrano nulla con il calcio, il nostro che è un mondo pulito».

DAI DOMICILIARI AL CARCERE - Saranno tutti trasferiti nel carcere di Potenza anche i 24 uomini arrestati dalla Polizia (e finiti inizialmente ai doomiciliari) dopo la morte di un tifoso della Vultur Rionero (Campionato di Eccellenza lucana) avvenuta ieri pomeriggio a Vaglio di Basilicata (Potenza). Il provvedimento restrittivo dietro le sbarre ha riguardato sia l’autista dell’auto che ha investito Fabio Tucciariello, di 39 anni, sia gli altri 24 sostenitori della Vultur, tutti maggiorenni. Le accuse - a parte quella di omicidio per il presunto responsabile della morte di Tucciariello - sono di violenza privata e possesso di oggetti atti a offendere. Le indagini della Polizia, cominciate subito dopo la morte di Tucciriello, hanno portato gli agenti a Brienza, dove la Vultur Rionero era impegnata ieri pomeriggio. Numerose persone sono state portate in questura e interrogate (le indagini sono state coordinate dall’inizio dal Procuratore della Repubblica vario di Potenza e dal pubblico ministero) e nella notte si è giunti agli arresti.

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE - «È un brutto momento: è un episodio che non rispecchia l’indole dei lucani": lo ha detto il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, uscendo dalla riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che è in corso nella prefettura di Potenza, dopo l'uccisione - avvenuta ieri - di un tifoso della Vultur Rionero (Campionato di Eccellenza lucana).
Secondo Bardi, «l'agguato dimostra che alla base c'è una mancanza culturale. C'è bisogno di educare i giovani da parte di tutti, da parte delle istituzioni e delle società di calcio che devono portare avanti una campagna per stemperare gli animi».

IL PREFETTO - Il prefetto di Potenza, Annunziato Vardè, ha chiesto a Vultur Rionero e Melfi di valutare «l'ipotesi del ritiro dal campionato. Le società - ha aggiunto il prefetto - devono isolare i violenti». Al termine della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, a Potenza, Vardè e il questore di Potenza, Isabella Fusiello, hanno confermato la circostanza che si sia trattato di un agguato e che l’auto che ha investito i tifosi della Vultur si è fermata subito dopo l’incidente.  Si è trattato «di un agguato premeditato: un episodio gravissimo e inaudito», ha aggiunto il Prefetto. «Stamattina - ha aggiunto - è stato valutato di dare una risposta per isolare i tifosi violenti, perché evidentemente non bastano i servizi di ordine pubblico. Il fatto non si è verificato in prossimità di uno stadio né tra le tifoserie di due squadre che si sarebbero dovute affrontare ieri».

Allo «scopo di prevenire reazioni» e «attesa la situazione di tensione che potrebbe aver determinato questo gravissimo fatto nelle due tifoserie», sono stati «intensificati al massimo i servizi di vigilanza e di controllo del territorio, soprattutto a Melfi e Rionero in Vulture (Potenza)». Lo ha confermato il rappresentante del Governo al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. 

«NON RITIREREMO LE SQUADRE» - «Le società sono parte lesa, in questi casi: sono azioni che danneggiano il nostro lavoro. Escludo il ritiro della squadra dal campionato, perché ci sono tanti sacrifici da parte delle società, che non possono essere vanificati in questo modo. Andremo avanti, cercando di fare ancora di più per sensibilizzare tutti a uno sport sano».
Lo ha detto stamani a Potenza, al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine pubblico, il presidente della Vultur Rionero, Mario Grande, replicando indirettamente all’ipotesi fatta dal prefetto, Annunziato Vardè, di ritirare dal campionati Vultur Rionero e Melfi, dopo la morte di un tifoso.

«Siamo attoniti - ha aggiunto Grande - è un momento molto difficile. Faremo tutto il possibile affinché una partita di calcio possa essere ricondotta al suo momento naturale di gioia e di sport. Abbiamo sempre i nostri tifosi alle partite, sono il nostro dodicesimo uomo in campo e siamo una delle poche società di Eccellenza ad avere supporter al seguito: non è mai successo nulla».

I SINDACI -  «E' un atto di bestialità, che irrompe in una comunità, quella del Vulture, oggi attonita e preoccupata. Non si deve alterare questo rapporto di comunità e ci sentiamo tutti colpiti, senza nessuna differenza, e faremo con i nostri concittadini tutto ciò che è utile per ristabilire la serenità».
Lo hanno detto i sindaci di Melfi e Rionero in Vulture (Potenza), Livio Valvano e Luigi Di Toro, al termine del Comitato provinciale per l’ordine pubblico che si è svolto nel capoluogo lucano. Valvano si è detto «colpito» da un atto «di questa enormità": il presunto investitore, ha aggiunto il sindaco di Melfi, «è un ragazzo per bene, da una famiglia per bene, che lavora e si è sposato da poco». Serve ora «un atto forte, significativo - hanno aggiunto i due sindaci - condiviso dalle due squadre e dalle due comunità».

Di Toro ha poi evidenziato che «se si tratta di un agguato, come sta emergendo dalle indagini, è un atto che non ha nulla a che vedere con il calcio, ma è un vero e proprio atto delinquenziale che deve essere punito. Siamo seriamente preoccupati per quello che può accadere, e per eventuali ritorsioni: ci sono ragazzi di Rionero che vanno a scuola a Melfi, e viceversa. Siamo preoccupati perché un’antica rivalità, che credevamo superata in tutti i settori, potrebbe tornare».

IL PRESIDENTE DEL CONI - «Ho visto i tg e sono rimasto senza parole, allibito. Come per altri episodi che hanno caratterizzato le tifoserie in passato, ma fa ancora più stupore vedere che può accadere in categorie neanche professionistiche, si resta senza parole, è follia pura». Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, commenta così la morte del tifoso investito in Basilicata da un’automobile a seguito di scontri tra tifoserie di squadre dilettanti. «C'è da estirpare a monte qualche atteggiamento mentale di soggetti scellerati», ha aggiunto Malagò parlando a margine della presentazione del Sei Nazioni di rugby al salone d’onore del Coni.

GLI ARRESTATI - Al termine delle procedure che sono andate avanti per tutta la mattinata, poco fa hanno lasciato la Questura di Potenza per essere trasferite in carcere 24 delle 25 persone arrestate in seguito agli incidenti tra i tifosi della Vultur Rionero e del Melfi che, ieri hanno portato alla morte di un tifoso vulturino, Fabio Tucciariello, di 39 anni, investito da un’auto con a bordo tre tifosi melfitani, a Vaglio di Basilicata. Un giovane rionerese di 28 anni, il 25esimo arrestato, è invece piantonato all’ospedale San Carlo di Potenza dove è ricoverato nel reparto di Traumatologia.
Tra le 25 persone arrestate nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza, c'è anche Salvatore Laspagnoletta, di 30 anni, di Melfi (Potenza) che - secondo la ricostruzione degli investigatori - era alla guida della Fiat Punto che ha investito i tifosi vulturini. Quest'ultimo è accusato di omicidio volontario e lesioni aggravate.  Lo hanno reso noto il Procuratore della Repubblica di Potenza, Francesco Curcio, e il vicario, Maurizio Cardea, e il Questore, Isabella Fusiello. Sono stati mostrati ai giornalisti tirapugni e mazze sequestrati ieri durante le indagini sull'investimento.

«SERVONO PENE ADEGUATE» - «Gli scontri avvenuti ieri a Potenza dove un uomo è morto e altri soni rimasti feriti, porta alla luce il fenomeno della violenza ultras che in Italia si consuma ogni settimana in decine e decine di campi di categorie minori che, lontani dalla luce dei riflettori della serie A, impegnano migliaia di uomini in divisa in guerriglie urbane spesso lontano dagli stadi. A Potenza la risposta della Polizia di Stato è stata immediata e straordinariamente efficiente con l’arresto di 25 persone coinvolte negli scontri e dei presunti autori l'investimento mortale». Così il portavoce dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, Girolamo Lacquaniti, commenta quanto accaduto ieri nel Potentino.

«Ciò che avviene nei tantissimi campi di calcio del nostro Paese - prosegue Lacquaniti - dimostra la necessità di non arretrare di un millimetro nel mantenere un impianto normativo che punisca in modo adeguato soggetti che, dietro una pseudo passione sportiva, coltivano unicamente disegni criminali. Ora - aggiunge - è importante che l’intero mondo del calcio avvii serie e continue campagne contro il tifo violento e la Lega Calcio contribuisca a sostenere i costi della sicurezza legate agli avvenimenti calcistici».

LE PAROLE DEL PROCURATORE - "E' stata violenza tribale, anche in considerazione delle armi sequestrate": lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Potenza, Francesco Curcio, in una conferenza stampa in corso nella questura di Potenza sull'investimento mortale di un tifoso della Vultur Rionero (Eccellenza lucana), avvenuto ieri a Vaglio di Basilicata (Potenza)."Una tribù - ha spiegato Curcio - voleva sfidarne un’altra. Tutto era stato preparato, c'è stata sicuramente pianificazione».

IL COMMENTO DEL VESCOVO - «Quanto avvenuto ieri non ha nulla a che spartire non solo con lo sport e con il tifo, ma nemmeno con l’umanità: una violenza insensata, probabilmente solo mascherata dalla rivalità sportiva, ha lasciato a terra una
giovane vita e ha ferito altre vite». Lo ha detto il vescovo di Melfi (Potenza), Ciro Fanelli: «Non posso non affermare con forza che è inconcepibile che una dimensione così importante e diffusa per una comunità, come lo sport, debba ancora una volta fare i conti con comportamenti di natura violenta»

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