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La malattia

Il 14 novembre è la giornata mondiale del diabete: curarlo si può

Il 14 novembre è la giornata mondiale del diabete: curarlo si può

La società italiana diabete denuncia Panizzoni in sede penale

14 Novembre 2019

Nicola Simonetti

Diabete, si previene e si cura anche a tavola, sulla strada e in palestra (esercizio fisico compatibile), in laboratorio ed in ambulatorio del medico di medicina generale e dello specialista (visite ed esami almeno ogni 3 o 6 mesi). Ma anche non dando retta agli imbonitori e “maghi” che forniscono falsi suggerimenti. Per stroncare questo “commercio” indebito ed ingannatore, la Società Italiana di Diabetologia ha denunciato, in sede penale, Adeiano Panizoni ed ha invitato le persone con diabete “a non abbandonare le terapie anti-diabete nell'illusione di potersi curare con dieta e integratori come promesso da alcuni personaggi televisivi. Si rischia di mettere a repentaglio la vita”. I diabetici italiani (4 milioni più un altro milione che ignora di esserlo; 2 su 3 over 65 anni; 1 su 3 tra i 20 e 64 anni di età) sono poco osservanti, purtroppo a proprio rischio e pericolo (complicanze, aggravamento, morte precoce, ecc): 1 su 4 non esegue esami di sangue con cadenza trimestrale (es. emoglobina glicata) o come minimo annuale (es. creatinina) ed 1 si 3 nemmeno visita specialistica. Prescrizioni inferiori per visite oculistica ed elettrocardiogramma che salverebbero vista e cuore. E, inoltre, c’è ancora il 30% dei diabetici che usa e cui sono prescritti farmaci (solfaniluree, glinidi, ecc) contro il diabete desueti, superati, a rischio. Solo uno su quattro beneficia dei vantaggi dei nuovi antidiabetici. L’autocontrollo domiciliare è effettuato solo da una persona su due. Trascurato è, spesso il diabete (preesistente o sopravvenuto) che complica il 7% delle gravidanze e l’ insulina, che sarebbe toccasana, è usata solo nel 17,4% dei casi. Si conferma che la donna è meno curata dell’uomo. “La Società Italiana di Diabetologia – dice il presidente prof. Francesco Purello – ha organizzato un “giro d’Italia” a tavola con le ricette regionali gustose ed amiche della salute (in cucina dietologo e chef”.

“L’idea – dice il presidente eletto prof. Agostino Consoli – è di raccoglierle e smentire l’obsoleto detto “se è buono fa male”. Il piatto a base di fave cicorie, per esempio - dice il prof. Giorgio Sesti, presidente Fondazione Diabete e Ricerca - è una classica ricetta delle italiana cucina povera ma salutare. Una porzione fornisce un buon contenuto di calorie con una bilanciata presenza di proteine, carboidrati e grassi di origine esclusivamente vegetale e, quindi, non nocevi al diabete né per l’apparato cardiovascolare e, tanto meno, per il digerente ché, anzi, il buon contenuto di fibre vegetali ne regolarizza la funzione. Il tutto ottenuto con un basso costo. I legumi possono essere accomunati con la pasta (come “pasta e fasoi” alla veneta). La pasta (magari integrale), nella giusta quantità non deve essere bandita dalla tavola del diabetico ma sia molto ben rappresentata” E, poi, il mare, per gli innumerevoli abbinamenti con pasta o riso (con patate e cozze, per esempio), con l’abbinamento, per esempio, calamaro-porcini che forniscono anche apporto di grassi non nocivi. Va incoraggiato il consumo di cibi ricchi di antiossidanti, microalimenti e vitamine. La dieta Mediterranea basata su alimenti ricchi di fibre, provenienti da ortaggi, frutta e cereali non raffinati, povera di grassi di origine animale ha dimostrato benefici sul controllo del diabete e sul rischio cardiovascolare L’aderenza al modello alimentare mediterraneo (povero), persino in assenza di un calo ponderale, riduce l’incidenza del diabete del 52% rispetto ad una dieta povera di grassi”. “La Giornata mondiale del diabete- dice Purrello - vuole, quest’anno, sottolineare l’importanza della famiglia rispetto a comparsa e gestione del diabete: scelte alimentari, preparazione, porzioni… La salute inizia a tavola, visto lo stretto legame tra quantità, composizione e compara del diabete tipo 2, molto spesso, dovuto ad errori alimentari. L’attenzione alla dieta non deve ammantarsi di un connotato di privazione, di punizione”.

“Il diabete - dice Consoli è patologia favorita da cattive abitudini di vita, alimentari, di inattività fisica (meglio in coppia… a camminare n due è più divertente). Le Istituzioni sappiano che un’efficace stimolo al cambiamento è rappresentato anche da interventi legislativi ed urbanistici. Considerino anche che il diabete costa al Servizio Sanitario Nazionale molto più dei dichiarati 10 miliardi di euro l’anno (ma anche se fossero tali, sarebbero, comunque tanti e non giustificabili). Prevenzione, buona gestione dei diabete farebbe risparmiare anche euro (molti) ma soprattutto darebbe più benessere e meno invalidità e morti precoci. È l’ora di agire.

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