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Da 10 a 12 i ristoranti stellati della Puglia, questo il responso alla conclusione della manifestazione di presentazione della Guida 2020, a Piacenza. Ai dieci dell’anno scorso, la Guida Michelin ha aggiunto due nuovi locali, Memorie di Felice Lo Basso a Trani e Casamatta Vinilia wine resort, con Pietro Penna, a Manduria, confermando la stella a Bacco di Barletta, Umami di Andria, Quintessenza di Trani, Pasha di Conversano, Angelo Sabatelli di Putignano, Due Camini di Savelletri, Cielo di Ostuni, Già sotto l’Arco di Carovigno, Antonella Ricci-Vinod Sookar di Ceglie Messapica, Bros’ di Lecce.

Ed è una delle poche regioni dove non c’è stata entrata-uscita di locali, confermando la solidità dell’offerta gastronomica pugliese. Tant’è che i due nuovi locali stellati sono stati premiati per la loro bravura nell’utilizzare e valorizzare le produzioni locali. Lo Basso (ormai un veterano perché ha già una stella al ristorante di Milano) sia nella preparazione dei piatti semplici che in quelli più innovativi e Penna, che rientrato in «patria», a Manduria, rende omaggio alla sua terra in virtù di una cucina che attinge ai prodotti locali, addirittura coltivati nell’orto di proprietà.

A quanto pare, gli ispettori della Guida Michelin, sono stati affascinati dai cuochi che sanno sfruttare quello che offre il territorio. E, quindi, la Puglia può ambire a maggiore considerazione da parte delle guide se i suoi chef hanno la consapevolezza delle potenzialità delle materie prime locali. Se vogliamo essere puntigliosi, dobbiamo dire che ci sono anche locali pugliesi con due stelle, e confermate, ma ubicati a Milano. E, cioè, Seta dell’Hotel Mandarin che, secondo voci ben accreditati, il suo chef, Antonio Guida, originario di Tricase, fino all’ultimo era quello destinato ad essere il primo locale tristellato di Milano, dopo una lunga assenza del massimo riconoscimento della mitica rossa. E, poi, c’è Fabio Pisani, di Molfetta, chef de Il Luogo Aimo e Nadia, altro bistellato milanese. A loro, fa da corona Felice Lo Basso, col primo locale stellato della famosa galleria meneghina.

Oltre al capoluogo lombardo c’è Mario Porcelli di Molfetta, all’Alpenroyal Gourmet di Selva Val Gardena, Cristina Bowermann, di Cerignola, alla romana Glass Hostaria e Antonia Glukmann (nonni materni originari di Molfetta, città di cuochi stellati) a L’Argine a Vencò di Dolegna del Collio, Friuli.

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