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Regionali, Emiliano non aspetta più: domenica a Bari la festa per la candidatura

Il titolo prescelto è Con Emiliano per la Puglia: con lui anche i sindaci delle città più grandi

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La scelta di un cinema non lo convinceva, forse perché troppo fredda. Per presentare la ricandidatura alle Regionali, Michele Emiliano preferisce una festa di popolo: e così domenica prossima tornerà in largo Albicocca, a Bari, la piazza della città vecchia dove a luglio ha festeggiato i 60 anni a ritmo di tamburelli in un bagno di folla che fa poco governatore e tanto Michelone.

Il titolo prescelto è «Con Emiliano, per la Puglia». Non sembra, dunque, che il presidente tenga particolarmente (o si preoccupi) dell’appuntamento con le primarie del 12 gennaio. «Si candida alle primarie ma anche alle secondarie», dicono dal suo entourage ricordando quanto ha detto solo pochi giorni fa: comunque vada lui sarà in campo per il secondo mandato. Sull’iniziativa di domenica (che inizialmente doveva svolgersi in un cinema dietro l’aeroporto) sta lavorando un gruppo ristretto coordinato dal senatore Giovanni Procacci, in grande spolvero e attivissimo nelle chat. Ai collaboratori ha chiesto una prova muscolare, con qualche bus in arrivo dai territori, bandiere e musica. Niente birra né i (sopravvalutati) panzerotti di largo Albicocca, anche perché l’appuntamento sarà per le 10 del mattino. Ma sono stati invitati tutti i sindaci dei capoluoghi pugliesi del centrosinistra (primo fra tutti Antonio Decaro), a simboleggiare un blocco unitario e compatto sul presidente uscente. E, probabilmente, ci sarà anche qualche candidato, anche se forse non le «teste di serie» su cui si lavora in questi giorni. Ma la parola d’ordine resta quella del compleanno di luglio: portare in piazza il «popolo di Michele», senza distinzione alcuna, il fiume di persone che il giorno dei 60 anni lui baciò e abbraccio singolarmente fino a tarda notte.

È insomma un tipico contropiede alla Emiliano, che decide di non aspettare nessuno e va dritto per la sua strada. Accelera al massimo per mettere al sicuro una ricandidatura che lui già considera blindata: così da evitare che l’evoluzione del quadro endogeno ed esogeno (ad esempio l’esito delle Regionali in Umbria, con l’alleanza Pd-M5S che qualcuno vorrebbe anche in Puglia) possa in qualche modo creare ulteriori fibrillazioni. Un discorso che il presidente pugliese ha già ha affrontato chiaramente, in Fiera del Levante e poi ancora martedì: «In questo momento - ha detto - il mio dovere di presidente della Regione è di ricandidarmi, di proseguire il lavoro, perché ho la responsabilità di questa comunità e di tanti anni di lavoro nei quali il centrosinistra, da essere quasi nulla, è diventato il riferimento del grande cambiamento di questa regione. Io a questo ruolo non posso abdicare davanti a niente». Un ragionamento molto chiaro: si candiderà comunque, che ci siano le primarie o no, che le vinca o no. Ulteriore indizio, la battuta per liquidare l’appuntamento del 12 gennaio: «Le primarie post Epifania sono sicuramente divertenti quanto quelle pre-natalizie e quindi andiamo avanti».

La data delle elezioni non è ancora nota e, almeno in linea di principio, la scelta spetta alle singole Regioni attraverso il decreto che indice i comizi: in Puglia la legge prevede che si voti da un mese prima a due mesi dopo il compimento del quinquennio, ma di norma il periodo prescelto va dall’ultima settimana di aprile alla prima di giugno (nel 2015 si votò l’ultimo giorno di maggio). Le candidature si presentano 30 giorni prima della data fissata per decreto, che la volta scorsa fu emanato da Vendola a inizio aprile. È però possibile che il governo introduca l’election day di primavera, cui tutte le Regioni a quel punto tenderebbero ad attenersi

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