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Vaccini, in Puglia 12mila bimbi rischiano l'esclusione da nidi e materne

I dati dell'ultimo monitoraggio della Regione sui bimbi fino a 6 anni: il 7,2% non sarebbe in regola

vaccino

BARI - Sono quasi 12.600 i bambini pugliesi di età inferiore a sei anni non in regola con gli obblighi vaccinali, e (teoricamente) a rischio di esclusione da nidi e scuole dell’infanzia. È il dato che emerge dall’ultimo monitoraggio fatto dalla Regione: il 7,2% del totale non si è (probabilmente non ancora) sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie.

Da quest’anno non esiste più la possibilità di autocertificare la vaccinazione, e dunque l’unico dato valido è quello che emerge dal sistema informatico Giava della Regione. «Ma - fa notare il capo del dipartimento Salute, Vito Montanaro - il numero degli inadempimenti non tiene conto di tutta la documentazione acquisita ma non registrata», come ad esempio gli esoneri dall’obbligo (chi è sottoposto a particolari tipi di cure non deve vaccinarsi) o la prenotazione dell’appuntamento nei centri vaccinali delle Asl. La Regione, in base al protocollo con l’Ufficio scolastico regionale, trasmette gli elenchi degli inadempienti: spetta alle scuole, poi, procedere all’esclusione dalla frequenza nei casi previsti. E considerando che gli asili dipendono dai Comuni, l’ultima parola è nei fatti in mano ai sindaci: spetta a loro stabilire la linea, e per il momento a quanto sembra non ci sono strappi.

«Teniamo presente - dice Michele Conversano, direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto - che in tantissimi vengono a vaccinarsi nel mese di settembre, e che inoltre scontiamo un problema di mobilità», perché i cambi di residenza prima dell’inizio dell’anno scolastico spesso non vengono registrati. Insomma, il dato reale potrebbe alla fine essere più basso del 7,2%. «L’obiettivo - conferma Conversano - è scendere sotto il 5, e negli anni scorsi abbiamo visto che la gran parte delle famiglie una volta sollecitate porta i figli a fare la vaccinazione».

Il ministero della Salute non dispone di un dato ufficiale, ma - a quanto sembra - la percentuale di inadempienti a livello nazionale non sarebbe lontana dal 5%. E considerando che non tutti i bambini nella fascia 0-3 anni è iscritta al nido (lo frequenta anzi meno del 50%), il numero delle esclusioni totali dagli asili non dovrebbe superare le 80mila unità. In Puglia, fatta la debita proporzione, si tratterebbe di circa 4mila bambini, ovvero un terzo di quelli che oggi risultano inademplienti. D’altro canto, però, questo è il primo anno in cui la legge Lorenzin (approvata nel 2017) viene applicata senza deroghe, perché pure nel 2018 il ministro Grillo aveva consentito l’autocertificazione inizialmente prevista solo per la prima volta. Ora, dunque, chi non è in regola deve andare fuori da scuola, e può rientrare non appena si vaccina.

Negli ultimi due anni la Puglia ha fatto molto sotto il profilo del recupero delle coperture vaccinali, ma il problema resta. I dati sull’obbligo nella fascia 0-6 anni dicono ad esempio che a Lecce (5,57%) va molto meglio che a Foggia (dove si sfiora il 10% degli inadempienti), mentre Bari è in linea con la media regionale. E il nodo non è tanto la vaccinazione esavalente che si somministra nel primo anno di vita, quanto la quadrivalente contro il morbillo che gli anti-vax considerano pericolosa: la scienza dice che non è così, ma spesso è difficile convincere le famiglie.

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