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Procura Bari

Abuso d'ufficio, Emiliano indagato per incarico a Spina: «Non sono preoccupato»

Notificata proroga delle indagini al Governatore. Secondo avviso di garanzia in due mesi

L'eurodeputata Gentile  «Il Pd va commissariato»

BARI - Francesco Spina è stato dichiarato decaduto da sindaco di Bisceglie a fine agosto 2017, e dunque in base al decreto Severino non avrebbe potuto ricevere alcuna nomina prima di due anni. Invece il 28 luglio 2017 è stato designato dalla giunta regionale come consigliere della società pubblica InnovaPuglia, quella che si occupa degli appalti centralizzati. È per questo che venerdì scorso la Procura di Bari ha fatto notificare al governatore Michele Emiliano un avviso di proroga delle indagini con l’ipotesi di abuso d’ufficio: il secondo avviso di garanzia in due mesi.


L’inchiesta è condotta dal pm Chiara Giordano e vede indagati per abuso d’ufficio, oltre che Emiliano e Spina, anche un dirigente della Regione, Nicola Lopane. Spina risponde anche di falso perché al momento dell’accettazione dell’incarico avrebbe firmato una dichiarazione in cui attesta di non trovarsi in situazioni di conflitto di interesse, dimenticando che al momento della designazione della giunta regionale era ancora primo cittadino di Bisceglie. Il decreto legislativo 39/2013 vieta infatti di assegnare incarichi a chi nell’ultimo biennio ha fatto parte della giunta o del Consiglio di Comuni con oltre 15mila abitanti: la ratio è proprio evitare il fenomeno delle porte girevoli, quello in base a cui un politico «trombato» viene poi recuperato attraverso una nomina fiduciaria in qualche società pubblica.


Il fascicolo, come testimonia la necessità di procedere con una proroga delle indagini, è ancora in fase di approfondimento. La vicenda però non è nuova: la «Gazzetta» ne ha dato conto a febbraio, raccontando del sequestro effettuato dalla Finanza, che nella sede della Regione ha acquisito in originale tutte le carte relative alla nomina di Spina. L’entourage di Emiliano si è sempre difeso sostenendo che la scelta dell’ex sindaco di Bisceglie poteva considerarsi legittima in base a un parere dell’Anac, ma in realtà si tratta semplicemente di un atto di segnalazione al Parlamento in cui l’Autorità anticorruzione chiede di escludere dalla «Severino» alcuni casi di inconferibilità, tra cui la nomina in incarichi senza poteri di gestione: questo suggerimento non è mai stato recepito.


Che l’iter per la nomina è stato travagliato lo dimostra una parte della documentazione acquisita nel corso delle indagini. È infatti emerso che Spina avrebbe depositato due diverse dichiarazioni di mancanza di cause di inconferibilità, una il 2 agosto (quando c’è stata la nomina formale da parte dell’assemblea dei soci di InnovaPuglia) e una due settimane dopo, il 16 agosto. In quest’ultima è aggiunto a matita l’incarico di sindaco di Bisceglie che non figura nemmeno nel curriculum senza data dell’ex primo cittadino pubblicato sul sito di InnovaPuglia. In più, Spina da settembre 2016 e fino a maggio scorso è stato anche presidente del Gal «Ponte Lama» (un Gruppo di azione locale, che utilizza i fondi del Psr erogati dalla Regione), ed esiste una delibera dell’Anac secondo cui gli amministratori dei Gal sono incompatibili con cariche in società pubbliche.


La Procura di Bari dovrà ora esaminare la documentazione acquisita dalla Finanza e stabilire se l’indagine merita di andare avanti o dovrà essere archiviata. Per il momento gli indagati (Emiliano è difeso dall’avvocato Gaetano Sassanelli) possono soltanto attendere le decisioni dell’accusa.
Questo sulla nomina di Spina non è l’unico fascicolo che riguarda il presidente della Regione Puglia. Il 10 aprile la Procura ha notificato a Emiliano e ad altre quattro persone, insieme a un decreto di perquisizione, anche una proroga di indagini per le ipotesi a vario titolo di abuso di ufficio, induzione indebita e false fatture in relazione al pagamento della campagna elettorale per le primarie del Pd. Anche questa inchiesta è ancora in corso.

LA RISPOSTA DI EMILIANO - «È tutto regolarissimo. Non abbiamo nessuna preoccupazione». È il commento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che conferma di aver ricevuto la notizia relativa alla proroga dell’indagine sulla nomina di Francesco Spina a consigliere della società Innovapuglia. «L'inconferibilità - dichiara Emiliano - è stata esclusa dall’Anac e dagli uffici del Gabinetto del Presidente perchè Spina è un semplice consigliere di amministrazione senza deleghe».

«L'inconferibilità dei sindaci - ha detto ancora Emiliano - riguarda solo il ruolo di presidente con deleghe o di amministratore delegato. In caso di consiglieri di amministrazione senza deleghe non sussiste». «Il reato contestatomi «tecnicamente non sussiste», invece «i reati che sussistono ed anzi si ripetono (e che sono stati da me già denunziati al Procuratore della Repubblica), sono quelli dei pubblici ufficiali che veicolano notizie coperte dal segreto istruttorio, che poi vengono diffuse, determinando una rivelazione del segreto di ufficio e conseguentemente un danno alla mia immagine con dettagli privi di alcun rilievo penale». 

«Non discuto la notizia della richiesta di proroga delle indagini - precisa - ma la minuziosa descrizione del merito dell’indagine dettagliatamente riportata dalla stampa ed ignota al diretto interessato, perché non descritta neanche nella citata richiesta». «A questo punto - conclude - accanto al rapido accertamento della verità, è inevitabile - e sono fiducioso - che la magistratura faccia di tutto per individuare questi pubblici ufficiali che si pongono al di fuori della legge anziché tutelarla».

Emiliano lo scorso aprile, quando è stato destinatario di una perquisizione della Finanza con contestuale avviso di garanzia, per l'indagine sui costi della campagna per le primarie del 2017, aveva denunciato la fuga di notizie e la violazione del segreto istruttorio.

LA DECISIONE ANALOGA DELL'ANAC - «I componenti del Consiglio di amministrazione non sono inclusi nell’ambito di applicazione del decreto legislativo n.39/13» sulla inconferibilità e incompatibilità degli incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati di controllo pubblico, 'essendo necessaria l’attribuzione di prerogative ulteriori, tali da rendere assimilabile la posizione ricoperta a quella di amministratore delegato'». È uno dei passaggi di una delibera del 2016 dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) che si è espressa su un caso di nomina alla presidenza di un consorzio di un consigliere comunale ritenendo che non ci sia motivo di inconferibilità.

La Regione Puglia ha fatto riferimento a questo caso ritenendolo analogo a quello della nomina di Francesco Spina, ex sindaco di Bisceglie, a consigliere della società pubblica InnovaPuglia, nomina che è al centro dell’inchiesta che vede il governatore Michele Emiliano tra gli indagati per abuso d’ufficio.
La delibera dell’Anac è stata allegata dalla Regione alla nota con la quale il presidente Emiliano respinge ogni accusa, a dimostrazione - secondo fonti regionali - della regolarità della nomina. La Regione, infatti ritiene che questa delibera dell’Anac detti una regola generale sulla inconferibilità degli incarichi nel distinguere «tra funzioni gestionali, certamente rilevanti ai fini dell’applicabilità della legge, e funzioni 'meramente esecutive' che, invece, sembrerebbero escluse da tale ambito di applicazione».

LE REAZIONI - «Da veri garantisti sempre e comunque, riusciamo ad esserlo persino nei confronti di un (quasi) ex Pm, che in passato ha invocato a corrente alternata il suo ruolo di magistrato per smarcarsi da chiarissime e gravi responsabilità politiche. L’eventuale abuso d’ufficio di Michele Emiliano sarà accertato dalla giustizia, che farà il suo corso, ma una cosa è chiara da tempo: il governatore, con la sua pessima amministrazione, ha già abbondantemente abusato della fiducia e della pazienza dei cittadini pugliesi». Lo afferma Francesco Paolo Sisto, deputato e coordinatore di Forza Italia per la città di Bari.

«La notizia che il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è indagato per abuso d’ufficio per violazione della legge Severino ci lascia indifferenti perché la sconfitta di Emiliano non deve avvenire in tribunale ma nelle urne elettorali. Noi siamo e restiamo garantisti verso tutti. E’ politicamente che Emiliano ha fallito e non vorremmo che approfittasse di questa inchiesta per fare ancora una volta la vittima, un copione già visto e che ha recitato parecchie volte durante il suo mandato di governatore». Lo afferma la deputata pugliese di Forza Italia Elvira Savino.

«Non è la prima volta che Emiliano interpreta in modo personale le norme, d’altronde anche la sua stessa posizione di incompatibilità di presidente e segretario del PD con lo status di magistrato sia pure in aspettativa è stata poi censurata dall’Organo competente. Ad Emiliano mi permetto di dare un consiglio fraterno: sia più prudente nell’interpretare le leggi!». Lo afferma in una dichiarazione il presidente del gruppo di Direzione Italia alla Regione Puglia, Ignazio Zullo, riferendosi all’indagine a carico di Emiliano sulla nomina di Francesco Spina, ex sindaco di Bisceglie, a consigliere della società pubblica InnovaPuglia. «Nel corso della discussione della mozione Cassano - aggiunge - il presidente Emiliano ci invitava a rivolgerci nelle aule della giustizia per dimostrare l’illegittimità della nomina. Invito che non possiamo e non abbiamo raccolto perché siamo garantisti sempre, per questo l’auspicio è che il presidente Emiliano chiarisca al più presto la sua posizione nell’inchiesta penale sulla nomina di Francesco Spina».

«Noi siamo sempre garantisti, ma non possiamo esimerci dal sottolineare che Emiliano abbia ricevuto due avvisi di garanzia in soli due mesi per il suo modo di intendere la politica: raccattare voti a destra e a manca». Lo dichiara il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia alla Regione Puglia, Nino Marmo. «Il primo avviso di garanzia - aggiunge - lo ha ricevuto con l'accusa di abuso d’ufficio e induzione indebita perché si sospetta che una società che ha finanziato la sua corsa alle primarie abbia rapporti di lavoro con la Regione Puglia; il secondo, di cui si apprende oggi, viene notificato con l’ipotesi di abuso d’ufficio per la nomina dell’ex sindaco di Bisceglie come consigliere della società pubblica InnovaPuglia. Bene, il punto qual è? E’ che entrambe le questioni hanno marcatamente un carattere politico - al di là delle vicende giudiziarie, su cui faranno luce i giudici - perché rivelano la disponibilità di Emiliano a mettere in atto comportamenti suscettibili di essere attenzionati dalle autorità pur di... rastrellare voti. Questo è il punto». «E la logica - rileva Marmo - è la stessa di quella sottesa alla nomina di Massimo Cassano come commissario straordinario dell’Arpal: è una nomina illegittima perché non prevista dalla legge istitutiva dell’ente, ma Emiliano è sfrontato e se ne infischia pur di suggellare il suo patto elettorale. E’ questo - conclude Marmo - che contestiamo ad Emiliano: non si preoccupa nemmeno lontanamente di spronare gli uffici, creare un clima amministrativo e politico produttivo per la collettività, di dettare una linea politica in grado di incidere sui problemi dei pugliesi ma, quando si tratta del potere e della conquista dei voti di chiunque, dimostra una grande determinazione. Così non va».

«Credo che l’imbarbarimento dei toni su una vicenda che non ha a mio avviso alcuna rilevanza penale rappresenti plasticamente ciò che ci attende nei prossimi mesi. Persino l’Anac e Cantone si sono espressi in proposito escludendo inconferibilità della nomina e di fatto confermandone la legittimità. Invito Michele Emiliano a superare con il piglio di sempre questo attacco vergognoso con la testa alta come è abituato a fare. Ci vuole ben altro per impedirci di andare avanti per difendere gli interessi della Puglia e dei pugliesi». Lo afferma in un post su Facebook il segretario del Pd pugliese Marco Lacarra.

«Quanto sta succedendo in queste ore a Michele Emiliano è francamente troppo. Il Presidente della Regione ha più volte chiarito come ogni atto amministrativo di nomina sia stato effettuato rispettando le norme. Su quelli oggetto di questo surreale dibattito c'è anche il parere della stessa Anac che ha escluso l’inconferibilità nella nomina. Anche la più penose campagna di denigrazione politica ha dei limiti e questa li ha francamente superati tutti». Così Francesco Boccia, deputato Pd. «Trasformare il presidente della Regione Puglia, che era e resta un magistrato con la schiena dritta prima ancora di essere un leader politico, in un indagato da prime pagine di siti e telegiornali nazionali mi sembra una cosa fuori luogo, sproporzionata e sbagliata - aggiunge Boccia -. Michele era e resta egli stesso garante del rispetto delle regole; giudicatelo per le scelte politiche ma mettere in dubbio la sua onorabilità è davvero una cosa surreale».

«Noi, a differenza di altri, siamo garantisti sempre, con chiunque, soprattutto con gli avversari. Per questo ciò che oggi ci ha più stupito non è stato apprendere da un articolo di stampa dell’inchiesta che vede coinvolto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, quanto l'attacco da parte suo e di esponenti del suo partito, nei confronti della Magistratura. Vengono auspicati un’inchiesta sugli autori della fuga delle notizie e la non strumentalizzazione politica dell’azione giudiziaria». Lo afferma l’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR, Raffaele Fitto. «Come non essere d’accordo - dice - noi, però, stiamo sempre dalla stessa parte, ora scopriamo che lui ed il suo partito, a seconda della parte che ricoprono, sono ora garantisti ora giustizialisti». «Da circa 30 anni in Italia accade - conclude - che si viene a conoscenza delle inchieste tramite i giornali e le agenzie, ma Emiliano sembra scoprirlo ora, invece ci permettiamo di ricordargli che quando era pubblico ministero accadeva anche ai suoi indagati, ma non si è mai indignato! Evviva».

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Commenti all'articolo

  • fidilino

    13 Giugno 2019 - 11:11

    Preocupato ? Non puoi esserlo, chi non conosce le tue spalle quando sono grandi...

    Rispondi

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