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BARI - Tutelare gli operai agricoli attraverso la conferma delle giornate lavorative dell’anno precedente nei territori colpiti da gelate e Xylella, defiscalizzazione di tributi, oneri previdenziali e blocco delle rate dei mutui, rottamazione dei frantoi oleari con adeguato ristoro, proroga di 24 mesi per adeguamenti strutturali necessari al comparto. E’ il pacchetto di interventi per salvare l'industria più ecososteninbile della Puglia, presentato dai gilet arancioni al vertice in corso al Mise della filiera olearia con il ministro Luigi Di Maio.
A ricordare i numeri della crisi al ministro è il portavoce dei gilet arancioni, Onofrio Spagnoletti Zeuli: 50mila gli operai agricoli che lavorano in olivicoltura in Puglia, un milione le giornate lavorative perse nel territorio compreso tra le province di Bari, Bat (Barletta-Andria-Trani) e Foggia distrutte dalle gelate, mentre 1,5 milioni le giornate perse nella zona infetta da Xylella del Salento. E ancora i 200 frantoi che, a causa del batterio, hanno totalmente dismesso la propria attività, con altri 100 in chiusura. «Le chiediamo di intervenire per salvare l’industria pugliese più ecosostenibile che ci sia - ha sottolineato Spagnoletti Zeuli - l’unica in grado di dare futuro ai giovani, il polmone economico green di un settore che vale in termini di assunzioni il 200% della Fiat ed il 300% dell’Ilva».

Per affrontare l’emergenza della produzione di olio in Italia «serve una strategia condivisa tra il ministero all’Agricoltura, il Mise e il Ministero per il Sud». Lo chiede la filiera dell’olio nell’incontro con il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi di Maio sull'emergenza olivicola in Puglia, dove si produce più della metà dell’extravergine italiano.
L’obiettivo della proposta, rende noto la Coldiretti, è "rendere operativo il Piano approvato il 13 febbraio scorso in Conferenza Stato-Regioni che, partendo dalla moratoria sui mutui per garantire la sopravvivenza dei frantoi, preveda urgenti e necessarie misure per l’integrazione al reddito per 5 anni per i frantoi cooperativi, aziendali e industriali, che dimostrino di restare attivi e produttivi e interventi economici a supporto della rottamazione degli impianti, per le aziende che vogliono dismettere o riconvertire l’attività, oltre al sostegno all’occupazione attraverso l’esonero dei contributi previdenziali e gli sgravi dei contributi per i lavoratori».
Secondo un’analisi dell’organizzazione agricola, sono stati persi centomila posti di lavoro in Italia nella filiera dell’olio extravergine di oliva, «con un trend che rischia di diventare irreversibile se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare l’emergenza e rilanciare il settore che lo scorso anno ha fatto registrare una delle peggiori annate di sempre con produzione di olio di oliva a 185 mila tonnellate, più che dimezzata per il clima e la Xylella».
E’ in crisi, sottolinea la Coldiretti, la più grande industria green del Sud. In Puglia si è verificato il crollo del 65% del raccolto, che ha messo in ginocchio migliaia di famiglie nei campi e nei frantoi mentre la Xylella continua ad avanzare verso nord due chilometri al mese, il contagio ha già colpito 21 milioni di piante e il conto dei danni ha raggiunto 1,2 miliardi di euro.

LE PAROLE DELLA COLDIRETTI - «Se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare l’emergenza e rilanciare il settore olivicolo che lo scorso anno ha fatto registrare in Puglia una delle peggiori annate di sempre con una produzione crollata del 65% con punte fine al 90% per le gelate e la Xylella, sarà crisi irreversibile per la più grande industria green del Sud Italia»: è l’appello lanciato dal presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, al tavolo convocato dal vicepremier Luigi Di Maio sulla emergenza olivicola in Puglia. «Se non saranno immediatamente snellite le procedure per l'espianto e il reimpianto e in mancanza di misure straordinarie a sostegno dei frantoi e del lavoro, per il periodo necessario al ripristino delle potenzialità produttive del territorio - aggiunge Muraglia - è certa la chiusura dei frantoi in un periodo stimato di massimo 12 mesi, visto che negli ultimi anni, per colpa delle responsabilità e dei ritardi regionali nella gestione della Xylella con errori, incertezze e scaricabarile, hanno già dismesso numerose linee di produzione, con l'azzeramento della forza lavoro».
«A completare il quadro della crisi, la perdita secca in termini di PLV di 400 milioni di euro - ha aggiunto Coldiretti - causata dalle gelate di febbraio 2018 agli oliveti, risultati nella campagna 2018-2019 praticamente improduttivi con la paralisi dell’attività dei frantoi, costretti a chiudere l'attività molitoria con 2 mesi di anticipo per mancanza di prodotto, con pesanti ricadute sull'occupazione».

LA RICHIESTA DEI SINDACATI - «Anche la nostra richiesta è un’integrazione al reddito da varare con estrema urgenza, perché con 1 milione di giornate di lavoro perse non possiamo perdere altro tempo». Lo hanno detto i segretari generali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Onofrio Rota, Giovanni Mininni e Stefano Mantegazza, durante l’incontro al Mise con il ministro Di Maio sul tavolo per le emergenze olivicole in Puglia, nel ricordare che nel decreto emergenze «mancano i lavoratori che hanno contribuito in questi anni a creare il vero valore aggiunto delle nostre produzioni». Secondo i tre sindacalisti, «occorre modificare la norma attuale sulle calamità, perché così com'è rimane insufficiente e accogliere il nostro emendamento. Se il taglio di piante equivale a un futuro incerto, l’unica cosa che sappiamo è che per lungo tempo i lavoratori del settore avranno estreme difficoltà». La richiesta delle tre sigle prevede «il prolungamento a due anni del riconoscimento delle stesse giornate lavorative effettuate nell’anno precedente all’emergenza, una proposta di carattere generale sulla quale siamo disposti a confrontarci da subito per costruire una normativa di sostegno aggiornata utile in futuro anche per altri casi di questo genere». «Siamo grati al ministro per aver convocato il tavolo tecnico - hanno concluso i sindacalisti - ma sia uno strumento per accelerare le misure».

LE PAROLE DEL MINISTRO LEZZI - «Dall’incontro avvenuto oggi al Mise con la filiera dell’olio emergono segnali positivi, a partire dalla concreta volontà di collaborare per il bene del territorio pugliese, degli imprenditori e dei lavoratori. Ringrazio il ministro Di Maio e il sottosegretario Pesce che oggi hanno pienamente confermato come nel governo ci sia la piena consapevolezza dell’emergenza in atto e sulla necessità di agire al più presto. Per quanto di mia competenza, ribadisco la piena disponibilità a cooperare con gli altri ministeri coinvolti nella materia». Lo dichiara il ministro per il Sud Barbara Lezzi. «Il primo intervento riguarda il decreto sulle emergenze agricole: come avevo già detto agli operatori del comparto incontrati la scorsa settimana a Lecce, il loro contributo nella fase emendativa del testo, al fine di migliorarlo, è assolutamente bene accetto. Da parte mia, confermo che è pronto sia l’emendamento per lo stanziamento di 300 milioni contro la Xylella per gli anni 2020-21, sia quello che prevede l'elaborazione di un piano olivicolo per quei territori, da concertare con i ministri interessati».

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