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Riprendono i lavori al gasdotto

Tap, 50 attivisti presidiano l'area: sarà demolita via Francigena
Assemblea il 2 novembre

Sono in corso i lavori di realizzazione delle strade di accesso per i mezzi pesanti di Tap che la prossima settimana dovrà dare inizio alle operazioni di cantierizzazione

LECCE - Da questa mattina circa 50 attivisti del Movimento 'No Tap' stanno presidiando l’area, a ridosso della strada provinciale Melendugno-Calimera, dove sono in corso i lavori di realizzazione delle strade di accesso per i mezzi pesanti di Tap che la prossima settimana dovrà dare inizio alle operazioni di cantierizzazione della parte terminale del gasdotto Trans Adriatic Pipeline che dall’Azerbaijan porterà gas in Europa approdando sulla costa di Melendugno, nel Salento. La zona è presidiata da forze dell’ordine. Secondo i No Tap si stratta di lavori che andrebbero ad attraversare una vasta porzione di uliveto, con alberi monumentali che dovranno essere quindi eradicati, e che prevedono l’abbattimento di una vicina antica via Francigena che costeggia l’area e che conduce fino a Masseria San Biagio di Calimera. Tap realizzerebbe così una strada che dall’interno, dove sarà realizzato il Prt (terminale di ricezione), bypassa con i mezzi l’ingresso da Masseria del Capitano, il cui proprietario ieri aveva impedito l’accesso dei camion affermando che era scaduto il contratto di affitto stipulato con Tap, arrivando a collegarsi direttamente con la strada provinciale per Calimera. 

ASSEMBLEA PUBBLICA IL 2 NOVEMBRE - «Siamo sotto assedio, abbiamo bisogno di tutti». Lo scrive su Facebook il Movimento No Tap convocando per il 2 novembre a Melendugno un’assemblea pubblica sul «nuovo paesaggio di San Foca».  «La nave di Tap - si legge nella convocazione su Fb - ha iniziato i lavori al largo di San Foca molto vicina alla costa, sembra un mostro. Nell’Alma Roma da giorni ci sta un 'via vaì assurdo di jersey. Alla Masseria del Capitano sono iniziati i lavori propedeutici alla costruzione della centrale (terminale di ricezione, ndr) nonostante ci sia un’indagine in corso sulla Seveso». «Ci stanno attaccando da tutte le parti - prosegue il Movimento No Tap - e ora più che mai serve la risposta di tutta la popolazione». «Questa mattina - proseguono - un gruppo di attivisti si è ritrovato dietro la Masseria del Capitano per dar fastidio anche con la sola presenza a chi sta distruggendo il nostro territorio». «Non lasciateci soli - concludono i No Tap - abbiamo bisogno di TUTTI!».

LE PAROLE DI EMILIANO -  «La questione Tap l’hanno capita tutti, soprattutto l’hanno capita i militanti del Movimento 5 Stelle e i deputati del M5s. Ci hanno presi in giro, hanno preso in giro anche me. Noi eravamo convinti, con il nuovo governo, di avere finalmente un interlocutore non soggetto alle lobby. Invece questi, in poche settimane, si sono fatti mangiare dalle lobby del Tap esattamente come si era fatto mangiare Renzi, come si era fatto mangiare Calenda». Così il presidente della Puglia, Michele Emiliano, secondo cui tutto questo «è una vergogna»«Le strutture tecniche della Regione Puglia avrebbero sbrindellato le stupidaggini che sono state propinate al popolo del M5S, per dire semplicemente che anche questo governo come i precedenti è schiavo delle lobby. L’ho detto del governo Renzi figuriamoci se non lo dico del governo Conte». Lo ha affermato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, rispondendo ai giornalisti sul gasdotto Tap e lamentando di non essere stato convocato a Roma per discutere del gasdotto che approderà sulla spiaggia di Melendugno (Lecce) tra le proteste delle comunità locali.

Da tempo Emiliano propone di spostare l’approdo in una zona a minore impatto ambientale e dove sarebbe più facile collegarla alla rete nazionale del gas, Snam. «Spostare Tap in un posto meno dannoso - ha rilevato - è una cosa semplice». «Non mi hanno neanche chiamato - ha sottolineato - dal ministero dell’Ambiente o dal ministero dello Sviluppo economico e neanche dalla Presidenza del Consiglio dei ministri». «Si sono chiamati solo il sindaco di Melendugno - ha aggiunto - e lo hanno anche chiamato teppistello perche è andato a parlare con loro». «A me perché non mi hanno chiamato? - ha chiesto Emiliano - Avevano paura che dessi in escandescenze?». «Sono schiavi delle lobby - ha ribadito il governatore - fanno quello che gli comandano e questa cosa alla Puglia non starà mai bene».

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