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Due imprenditori

Bari calcio, due soci per salvarlo. Giancaspro scrive al sindaco. Decaro: ore decisive

L'ingegnere Ferdinando Napoli di Edilportale interverrà con Andrea Radrizzani, proprietario del Leeds United per il 70%. Il sindaco convoca Giancaspro: se non si presenta..

Bari calcio, ecco il socio baresepronto a ricapitalizzare domani. E su Giancaspro nuova inchiesta

Andrea Radrizzani e Ferdinando Napoli

BARI - «Capisco l’ansia e il desiderio di essere informati 'minuto per minutò, ma invito tutti a tenere i nervi saldi e a non aumentare la pressione, già altissima, sui protagonisti della vicenda. Mancano ormai pochissime ore. Vorrei che passassero nel modo più proficuo per tutti. Incrociamo le dita aspettando fiduciosi l’esito definitivo delle trattative dirette tra le parti».

Lo afferma in una nota il sindaco di Bari, Antonio Decari, riguardo alla trattativa in corso per il salvataggio del Bari calcio.

«Il calcio non è materia di competenza di un sindaco - aggiunge - Ma la passione e il senso di comunità dei suoi cittadini lo sono eccome. È per questo che da giorni sto provando con tutte le mie forze e con la collaborazione preziosa di tanti, a dare un contributo perché la squadra del Bari possa avere un futuro degno dell’amore dei suoi tifosi».

«A tal fine, dopo aver registrato la reale e sincera disponibilità degli imprenditori interessati all’operazione di salvataggio della squadra, ieri pomeriggio avevo convocato in Comune il presidente Giancaspro per rendermi garante del buon fine del trasferimento delle quote».

«Data l’indisponibilità del presidente a partecipare all’incontro, poiché impegnato a Roma per le pratiche legate al ricorso per la conseguente iscrizione al campionato, ho contribuito - conclude - a facilitare i contatti tra le parti e in questo momento i legali sono al lavoro per la definizione della trattativa».

GIACASPRO SCRIVE A DECARO - Cosmo Giancaspro non parteciperà all’incontro cui è stato invitato questa mattina alle 10 dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, per definire i dettagli dell’operazione di ricapitalizzazione del Bari calcio dopo la disponibilità ottenuta da due imprenditori ad investire nel salvataggio del club che rischia l’esclusione dal campionato.E' stato lo stesso presidente della società a comunicarlo attorno a mezzanotte con una lettera pubblicata anche sul sito del club. 

«Sono da sabato - scrive Giancaspro - tra Roma Bologna e Milano per mettere a posto tutto il carteggio da presentare in FIGC entro domani (oggi, ndr) alle 19 ai fini del reclamo per l'iscrizione della F.C Bari». I due imprenditori impegnati nel salvataggio della squadra - che deve avvenire entro le 18 di oggi per consentire l’iscrizione al campionato - sono Andrea Radrizzani proprietario del Leeds United e Ferdinando Napoli per Edilportale. Nella nota Giancaspro specifica anche di aver invitato Napoli a Roma «per discutere i dettagli di un’ipotetica operazione» e poi precisa nel dettaglio modalità e tempi della ricapitalizzazione annunciando anche che si sta predisponendo il ricorso alla Covisoc per iscrivere il club alla serie cadetta.

«Messa in sicurezza la società per il campionato - prosegue - darò ampie spiegazioni a chi ha scritto e detto montagne di falsità e buttato fango su di me e sulla società, cosa che sicuramente non ha aiutato investitori qualificati, atteso che da quando sono presidente nessuna offerta o lettera d’intenti mi è stata mai sottoposta». «Dopo aver investito oltre 16 milioni di euro, garantito personalmente linee di credito bancarie ed assicurative per oltre 4 milioni di euro - afferma ancora - dico che chi ha gli attributi smetta di fare chiacchiere e rischi 3 milioni di euro per avere la maggioranza o totalità del club nel quale sono stati investiti soldi veri ed effettuato un risanamento a partire dal parco calciatori di proprietà».

Poi conclude «amo il Bari più di prima e sono disposto a perdere tutto quello che ho investito, lo devo alla nostra maglia e ai tifosi che mi vogliono bene e sono tanti, sono quelli che non vanno in tv e non si fanno intervistare..come lo ero io prima del 21 giugno 2016 e spero di ritornare a farlo presto».

PRIMO INCONTRO GIANCASPRO-NAPOLI - Prosegue con ritmi febbrili la trattativa per la ricapitalizzazione del Bari calcio e per l'iscrizione al prossimo campionato: stamattina c'è già stato un contatto tra il presidente Cosmo Giancaspro e l’imprenditore barese Ferdinando Napoli, che con Edilportale fa parte della cordata guidata da Andrea Radrizzani per sottoscrivere le azioni inoptate dagli attuali soci del club (con una percentuale del 68% circa).

Fonti vicine alla trattativa spiegano che Giancaspro è stato "molto collaborativo» con i nuovi potenziali investitori mentre per i passaggi finanziari si attendono i tempi dei bonifici per la somma di 3 milioni di euro (una parte dovrebbe avvenire attraverso un istituto di redito inglese).

LA CRONACA DI IERI

Ormai si gioca a carte scoperte. Il Bari calcio potrebbe essere messo in sicurezza dall’ingresso di un cordata di almeno due imprenditori, di cui uno già impegnato nella gestione di un club della Championship inglese: si tratta di Andrea Radrizzani,  di Rho, proprietario del Leeds, da giorni protagonista di un interessamento crescente favorito dal dialogo serrato con l’amministrazione comunale e il sindaco Antonio Decaro. Raddrizzani è un imprenditore che lavora nel mondo dei media sportivi e lavora soprattutto con i diritti televisivi (ha detenuto l'80( di Mp & Silva) ed è uno dei consulenti che ha lavorato alla cessione delle quote di maggioranza dell’Inter a Suning. Oltre a Raddrizzani nel salvataggio Bari, per completare l'operazione di ricapitalizzazione, interverrà anche l'ingegnere barese Ferdinando Napoli per Edilportale.

CHI E' IL NUOVO INVESTITORE BARESE - Ferdinando Napoli, ingegnere barese, 45 anni, è il presidente (noncè uno dei quattro soci fondatori) di Edilportale, azienda con cuore e cervello a Bari -oltre 80 dipendenti- che fa affari online e non solo. In estrema sintesi si può dire che Ediportale offre informazioni e prodotti legati all’edilizia e all’arredo. Edilportale.com - come si legge nella presentazione del sito aziendale - è il primo portale per l'edilizia e l'architettura, nato nel 1999 dall'esperienza di ingegneri e architetti e dalla condivisa esigenza di creare un unico finder per materiali edili, aziende di settore e linee guida tecnico-legislative per la progettazione in Italia. Ad oggi è il motore di ricerca per l'edilizia più consultato dall'utenza italiana di professionisti e aziende. Da piccola srl a spa, oggi Ediportale è un vero e proprio gruppo, man mano che si sono aggiunte Archiportale, Archilovers e Archiproducts (dal 2009 è l’ammiraglia del network, versione in 11 lingue del portale originario) con sedi a Bari, Milano e, di recente, anche a Dubai. Scenari internazionali, ma radici solide nella città da cui è partita l’avventura imprenditoriale.

Dopo i primi incontri-contatti tra Decaro e Radrizzani, sarebbe emersa la solidità della prospettiva legata a questa partnership (a cui parteciperebbe anche un socio barese), soprattutto perché qui si potrebbe proseguire sulla rotta tracciata nella gestione del Leeds, club della serie B inglese, nel quale l’imprenditore di Rho ha consolidato il percorso con passi decisi tra cui l’acquisto dello stadio, una calendarizzazione di investimenti e un progetto di valorizzazione del vivaio e dei giovani. Questa approccio, a quanto si apprende, avrebbe molto colpito i mediatori in campo anche perchè Radrizzani si sarebbe candidato ad essere «custode della tradizione sportiva del Bari». 

IL SINDACO CONVOCA GIANCASPRO - Il sindaco Antonio Decaro, come lui stesso informa in una nota, dopo aver ottenuto risposta positiva da una cordata di imprenditori, che vede protagonisti Andrea Radrizzani proprietario del Leeds United e l'ingegnere barese Ferdinando Napoli per Edilportale, ha invitato con una nota scritta il presidente della società Cosimo Giancaspro a Palazzo di Città per definire i dettagli per l'attuazione della procedura a garanzia dell'operazione.

"La disponibilità di alcuni imprenditori, da me registrata, per completare le operazioni di ricapitalizzazione lascia intravedere una opportunità  che va supportata, in termini di disponibilità e collaborazione,  soprattutto da parte della stessa FC Bari 1908.- ha dichiarato Decaro -. Occorre mettere da parte incertezze, dubbi e tatticismi per salvaguardare le sorti della squadra di calcio più rappresentativa della Città, in virtù anche della fortissima relazione, quasi identitaria, tra la città e la squadra. Non c'è più tempo. Bisogna lasciare spazio ad una nuova prospettiva che assicuri tranquillità alla squadra di calcio ed alla città. Eventuali ulteriori questioni societarie dovranno essere trattate dopo il salvataggio". Il rischio è che domani, il presidente dia forfait lasciando fallire il club: a tal fine è sintomatico il cambio del verbale per sottoscrivere l'inoptato che in una prima versione prevedeva la consegna degli assegni al notaio, poi alla società mediante versamento sui suoi conti. Circostanza che ha provocato le dimissioni anche dell'avv. Francesco Biga il quale ha denunciato alcuni fatti gravi proprio sul verbale del cda.

L'INCHIESTA PER BANCAROTTA E LA GOLA PROFONDA (articolo di Giovanni Longo e Massimiliano Scagliarini)

Ieri di buon mattino Mino Giancaspro si è presentato al comando provinciale della Finanza di Bari. L'atto che gli è stato notificato, la fissazione dell'udienza del Tribunale del Riesame cui il patron biancorosso si è rivolto per contestare i sequestri di documenti subiti a giugno, non è che un pezzettino della tempesta giudiziaria che gli si è scatenata contro. La Procura indaga infatti sull'ipotesi di bancarotta fraudolenta della «Fc Bari», e nella ricostruzione delle spericolate attività di Giancaspro ha potuto contare sulle rivelazioni di una gola profonda.

I magistrati baresi sono entrati a gamba tesa nel campo del San Nicola con un'istanza di fallimento nei confronti della Fc Bari (ne ha dato notizia ieri Repubblica). Iniziativa forte, visto che la questione non si discuterà in Tribunale prima di settembre. E tuttavia, con il termine per la ricapitalizzazione che scade domani alle 18, questa mossa suona come la campana a morto per la squadra biancorossa. Il pm è legittimato a chiedere il fallimento quando l'insolvenza di una società emerga nel corso di un procedimento penale. E, d'altro canto, l'insolvenza è il presupposto indispensabile per poter ipotizzare una accusa di bancarotta: e questo probabilmente spiega l'accelerazione delle ultime 48 ore. Anche perché i conti, come chiunque segua il Bari ormai sa bene, continuano a non tornare. Gli inquirenti hanno compiuto interrogatori e sequestri, iscrivendo nel registro degli indagati funzionari di banca, un costruttore e lo stesso presidente biancorosso. Hanno ascoltato come testimoni, ad esempio, i (tanti) creditori del Bari. Ed hanno sentito almeno due volte un ex collaboratore di Giancaspro, un bitontino da molti conosciuto come il suo storico braccio destro. Un uomo che ne conosce le attività imprenditoriali e che lo scorso anno se ne è allontanato a quanto pare per via di divergenze sul rapporto di lavoro. Ha riferito, tra l'altro, elementi ritenuti importanti per ricostruire le fonti del denaro che Giancaspro ha impiegato in questi 18 mesi per scalare la società biancorossa.

Ai raggi X, dunque, è stato passato l’intero percorso di Giancaspro nel club. Da quando, era il dicembre 2016, l'imprenditore di Molfetta, quasi in punta di piedi, acquistò il 5% delle quote dando una boccata d’ossigeno all’allora presidente Gianluca Paparesta che poi – come sappiamo - finirà spodestato e comincerà a presentare esposti e denunce. È poco dopo questo avvicendamento che due imprenditori, uno lucano e l'altro salentino, si insospettiscono. La somma di denaro impiegata da Giancaspro per entrare nel calcio professionistico coincideva, secondo una loro denuncia per appropriazione indebita e truffa, con quanto il commercialista di Molfetta avrebbe prelevato da una società che si chiama «Finpower». E che proprio per effetto di quella denuncia è stata dichiarata fallita, su ricorso degli stessi pm che indagano sul Bari, con sentenza confermata in Appello. Il sospetto al vaglio degli investigatori è dunque che possa esserci un collegamento tra la fallita Finpower (parte del gruppo che fa capo alla Kreare impresa) e la provvista necessaria a mettere un piede in via Torrebella.

Giancaspro, nel frattempo, è in sella. È molto attento ai conti, ma il club continua a perdere soldi. Paparesta presenta alla città Datò Nordin come l'uomo della provvidenza: è un clamoroso bluff. Giancaspro va avanti, ma inciampa di nuovo in una Procura, quella di Trani: c’è una coincidenza temporale tra il pagamento degli stipendi ai calciatori (600mila euro) e un preliminare di vendita di un immobile di Giancaspro onorato con una caparra che, secondo gli investigatori, proverrebbe dalla bancarotta del gruppo florovivaistico Ciccolella. La Finanza piomba allo stadio San Nicola e scova in un cassetto persino una busta contenente denaro, con su scritto “Nero parcheggi”. Anche su questo ci sono indagini in corso.

C’è poi il pasticcio degli F24 e del ritardo nel pagamento delle ritenute previdenziali e degli oneri fiscali. Anche qui la Procura accende un faro, ed è storia di questi giorni. L'accusa è che tutto il giochino possa essere servito a evitare le penalizzazioni per il mancato rispetto dei termini, e dunque viene ipotizzato il reato di ostacolo all’attività di vigilanza (la Covisoc). In tutto questo il club è sull’orlo del crac, e non per l'istanza di fallimento della Procura che – dovendo seguire le normali procedure civilistiche – verrà discussa tra molti mesi. Se entro domani alle 18 non arriveranno i soldi, il cda o il presidente del collegio sindacale dovrà chiedere la messa in liquidazione della Fc Bari. E sarà la fine del calcio professionistico.

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Commenti all'articolo

  • eleba

    15 Luglio 2018 - 09:09

    Clap clap clap.Sarebbero gli applausi per gli interpreti di questa vicenda.Credo che lo stadio San Nicola non abbia portato fortuna al Bari.Costato una montagna di soldi,mai attrattivo,costruito con quella pista inutile e testimone più di sconfitte che vittorie.Tra l'altro in una Puglia ricca ,come si vocifera da più parti, mai un serio imprenditore con i soldi al comando,eccetto Matarrese.

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