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Il politico ha 81 anni

Arrestato Rolla, deve scontare
3 anni per concussione

Andrà ai domiciliari: le accuse si riferiscono al periodo in cui era sindaco di Ascoli Satriano. Lui: sono innocente

Arrestato Rolla, deve scontare3 anni per concussione

La Giustizia presenta il conto sotto forma di un «ordine di espiazione pena di 3 anni e 10 mesi» a uno dei più noti politici della storia foggiana, Tonino Rolla che 81 anni li ha compiuti lo scorso marzo, per un’accusa di concussione risalente a 10 anni fa, al novembre del 2007 quand’era sindaco della sua città natale, Ascoli Satriano (risiede da tempo nel capoluogo dauno). Secondo l’accusa, Rolla pretese che alcune ditte «forestiere» interessate a eseguire lavori nella zona del Subappennino ne subappaltassero una parte a un’impresa locale ritenuta a lui vicina. Lui si è sempre detto innocente, sostenendo che il suo unico interesse era quello di dar lavoro alle imprese ascolane.

Visto che la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione per concussione è diventata definitiva, l’ufficio esecuzioni penali della Procura di Foggia ha firmato «l’ordine di esecuzione per espiazione detentiva e ammissione provvisoria al beneficio della detenzione domiciliarte». L’ordine di carcerazione l’hanno eseguito lunedì mattina in città gli agenti del gruppo «Falchi» della squadra mobile, nofiticandolo all’anziano imputato. Antonio Gerardo Paolino Rolla - un passato nelle file dell’ex Psdi, quindi della «Margherita», poi del Pd, con esperienze anche da consigliere provinciale - dovrà quindi scontare in regime di detenzione domiciliare una condanna a 3 anni e 10 mesi «per il reato di concussione ai danni di alcune ditte relative al parco eolico», come si legge nella nota stampa diffusa dalla Questura.

A fronte di una condanna definitiva a 4 anni e 6 mesi, Rolla ha infatti già scontato 7 mesi e 19 giorni di carcerazione preventiva, sempre ai domiciliari: fu arrestato la mattina del 5 giugno del 2008 e posto ai domiciliari dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria su ordinanza del gip del Tribunale di Foggia chiesta dalla Procura, in quella che le Fiamme gialle battezzarono «Operazione Dominus». E vi rimase ai domiciliari per oltre 7 mesi, sino al 22 gennaio 2009 quando i giudici dissero «sì» alla rimessione in libertà, dopo una serie di rigetti di analoghe istanze della difesa.

La Procura contestava all’ex sindaco ascolano la concussione (ossia l’estorsione commessa dal pubblico ufficiale) ai danni di alcune ditte di fuori provincia interessate sia alla costruzione del parco eolico sia impegnate nei lavori per il patto territoriale, alle quale fu imposto - dicevano i pm - di subappaltare i lavori ad una ditta di Ascoli Satriano ritenuta vicina all’allora primo cittadino del paese subappenninico. L’accusa contro Rolla poggiava su dichiarazioni di testimoni e intercettazioni del seguente tenore: «tutto quello che voi dovete realizzare a Ascoli, con chi lo dovete realizzare, le indicazioni le do io, perché io sono il garante. Come mi trattate, vi tratterò. In questo ambito vi dovete muovere, se no vi uccido tutti». Sin dal giorno dell’arresto Rolla ha rivendicato la sua linearità di comportamento, negando sia d’aver esercitato pressioni e ricatti, dicendo di aver avanzato un’unica richiesta alle imprese «forestiere»: rispettare gli accordi raggiunti a livello regionali e confermati nelle convenzioni che prevedevano di dar lavoro alle imprese locali.

I giudici non gli hanno creduto. In primo grado - sentenza pronunciata il 14 febbraio del 2011 dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Foggia, al termine del processo iniziato il 4 dicembre del 2008 - fu riconosciuto colpevole e condannato a 4 anni e 6 mesi, a fronte di una richiesta di condanna a 6 anni avanzata dalla Procura e una richiesta di assoluzione della difesa che sosteneva l’insussistenza del reato di concussione perché non ci mai alcuna minaccia. Sentenza confermata il 10 aprile 2015 dalla corte d’appello di Bari; e resa definitiva dalla Corte di Cassazione che il 30 marzo del 2016 rigettò il ricorso difensivo.

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