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Beffa finita per i 35 dipendenti: vittime del «salva banche»

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FOGGIA - Quando si dice il destino... I 35 dipendenti di Apulia Prontoprestito beffati nel 2017 dal decreto salva-banche, torneranno al lavoro per una serie di congiunture favorevoli, ma in forza della loro specializzazione: il «business» della povertà. Sono infatti specialisti nella cessione del quinto dello stipendio, la Banca Popolare di Puglia e Basilicata che a breve assorbirà tutti i lavoratori affiderà loro il compito di rafforzare l’istituto di Altamura (ma lavoreranno prevalentemente in Capitanata, dice il sindacato), consentendo ai dipendenti della banca di acquisire l’esperienza pluriennale maturata dai colleghi di Apulia Prontoprestito.

«L’accordo - commenta il sindacato Fisac Cgil - garantisce la tenuta occupazionale per i lavoratori, il cui rapporto proseguirà con la nuova banca senza soluzione di continuità e assicura una prospettiva di un futuro dignitoso alle loro giovani famiglie».
Questa settimana sono cominciati ad Altamura gli incontri fra le organizzazioni sindacali e la dirigenza della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, per definire i dettagli operativi dell’operazione di acquisizione. «Fra i commissari liquidatori di Veneto Banca e la Banca Popolare di Puglia e Basilicata - riferisce ancora il sindacato - è stato sottoscritto un accordo di cessione del ramo d’azienda comprendente i 35 lavoratori di Apulia Prontoprestito di San Severo». La società, quotata in Borsa sin dal 2005 e con volumi di tutto rispetto, era una costola di Banca Apulia specializzata nei prestiti con cessione del quinto, fino a quando nel 2010, insieme alla banca sanseverese, entrò a far parte del gruppo Veneto Banca. Con l’arrivo dei veneti iniziò però il progressivo declino della società, culminato nel mancato rinnovo della licenza bancaria.

«Il successivo fallimento della capogruppo e la non inclusione di Apulia Prontoprestito nel “perimetro” acquisito da Intesa Sanpaolo in base al decreto “Salva banche venete” del giugno 2017 - ricorda la Fisac Cgil - ha dato l’avvio ad un vero e proprio calvario per i 35 lavoratori, giunti quasi ad un passo dalla perdita del posto di lavoro, peraltro in un territorio in cui una riconversione professionale per un nuovo impiego è estremamente difficile. Il nostro sindacato - sottolinea Giovanni Di Monte segretario generale della Fisac in Capitanata - in questi due anni è stato costantemente vicino ai colleghi. Esprimo il mio ringraziamento e dei colleghi di Apulia Prontoprestito alla segreteria nazionale ed a quella regionale pugliese della Fisac, che in questi due anni sono state un punto di riferimento costante, nonché un raccordo imprescindibile con i soggetti istituzionali e con tutti gli altri attori coinvolti».

Il dramma dei 35 lavoratori di Apulia Prontoprestito - ricordano i parlamentari foggiani 5 stelle Carla Giuliano, Giorgio Lovecchio, MariaLuisa Faro e Marco Pellegrini - è iniziato con l’approvazione, nella precedente legislatura, del decreto n. 99 del 2017 che, di fatto, ha portato al salvataggio di Banca Apulia e Banca Nuova. «Siamo lieti di aver contribuito a scrivere il lieto fine per una vicenda intricata e dolorosa che ci ha visti costantemente impegnati al fianco dei lavoratori», affermano i parlamentari che ricordano i vari passaggi della vicenda: «L’interrogazione parlamentare, le numerose interlocuzioni con il Governo, il costante confronto con il Viceministro Laura Castelli e con il Sottosegretario Alessio Villarosa, a cui va il nostro ringraziamento per la disponibilità e per l’impegno profuso, fino alla svolta di questi giorni a vantaggio di 35 lavoratori e delle loro famiglie».

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