Venerdì 10 Aprile 2026 | 13:43

Giorgia non si ferma e procede per la sua strada

Giorgia non si ferma e procede per la sua strada

Giorgia non si ferma e procede per la sua strada

 
Bruno Vespa

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Bruno Vespa

Giorgia non si ferma e procede per la sua strada

«Non siamo abituati a scappare. È ancora lunga, ragà…». Così Giorgia Meloni ha esorcizzato nel suo intervento alla Camera l’ipotesi di interrompere la legislatura

Venerdì 10 Aprile 2026, 12:00

«Non siamo abituati a scappare. È ancora lunga, ragà…». Così Giorgia Meloni ha esorcizzato nel suo intervento alla Camera l’ipotesi di interrompere la legislatura. Allo stato, non c’è nessuna ragione politica che le impedisca di raggiungere un record storico. Tra un mese avrà battuto la longevità del quarto governo Berlusconi (1287 giorni) e del quarto governo Giolitti (1293). Tra quaranta giorni avrà superato il governo Lanza (1304 giorni). A settembre, raggiungendo il secondo governo Berlusconi (1412 giorni), avrà guidato il più longevo governo d’Italia dal 1861…

Perché rinunciarvi?

Agli osservatori, il presidente del Consiglio è apparso tonico e in pieno rilancio, dopo la batosta inattesa del referendum e le dimissioni imposte a Del Mastro, Bartolozzi e Santanchè. Non ha sottovalutato la sconfitta del 23 marzo (che andrà ancora valutata attentamente sotto il profilo politico, soprattutto nel Mezzogiorno) e ha parlato di occasione perduta.

Non è la prima in Italia. Parlando della nostra insufficienza energetica, dimentichiamo il suicidio sul nucleare del 1987. E se Renzi avesse spacchettato alcune riforme del referendum 2016 invece di buttare insieme il bambino e l’acqua sporca, avremmo avuto un’Italia più normale e più ordinata. (La magistratura sa per prima che alcune cose non funzionano e c’è da sperare che la sua nuova dirigenza tenda una mano per sistemare tante storture).

Il momento più incisivo di discorso è stato quando Meloni, rubando una battuta alla Schlein, ha sostenuto di essere «testardamente unitaria» nel rapporto con gli Stati Uniti. È dalla stessa parte dell’Europa, non dell’Europa che guarda a sinistra (la Spagna) e che è fortemente minoritaria. Ha detto a Trump di non essere d’accordo sulla Groenlandia e sulla guerra in Iran e ha usato con Israele parole di una pesantezza inedita. (Semmai dovesse esserci un nuovo incidente contro i nostri soldati Unifil in Libano, l’Italia non farebbe male a chiedere insieme con gli altri Paesi colpiti sanzioni contro il governo di Natanyahu).

Non crediamo che il governo possa limitarsi di qui alla fine della legislatura – come ha detto Meloni - a migliorare i provvedimenti sulla sicurezza e al piano casa i cui contorni sono ancora imprecisi. Dovrebbe esserci anche qualche misura economica molto forte che dipenderà però dai soldi disponibili.

Una delle scommesse più importanti è quella sulla sanità: il premier ha annunciato presto una comunicazione sulle liste di attesa, ma è bene che indichi con chiarezza le regioni inadempienti.

I dati economici sono migliori da molti anni, ma le trasmissioni in diretta televisiva (in Parlamento e nei talk show) portano l’opposizione privilegiare alle proposte (che di fatto non arrivano) slogan del genere: non hai fatto niente in quattro anni e gli italiani stanno peggio (Schlein) o non hai imparato la lezione referendaria (Conte). Né c’è da illudersi che faccia strada la proposta del senatore Mario Monti di una collaborazione bipartisan sull’economia.

Avremo dunque davanti un anno in cui il governo procederà per la sua strada e l’opposizione griderà a giorni alterni, su qualunque tema: «Meloni riferisca!».

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