Giovedì 09 Aprile 2026 | 17:01

La «ricetta» di Pillon per la salvezza del Bari: «L’unica strada è credere in se stessi»

La «ricetta» di Pillon per la salvezza del Bari: «L’unica strada è credere in se stessi»

La «ricetta» di Pillon per la salvezza del Bari: «L’unica strada è credere in se stessi»

 
pierpaolo paterno

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pierpaolo paterno

La «ricetta» di Pillon per la salvezza del Bari: «L’unica strada è credere in se stessi»

«Calendario complicato. Il Bari dovrà giocarsela, senza speculare o rintanarsi troppo in difesa»

Giovedì 09 Aprile 2026, 14:59

Ci sono stagioni che non concedono tregua e classifiche che sembrano respirare, accorciarsi e dilatarsi a ogni turno. In questo finale di serie B, il Bari - sabato sera di scena a Monza - si muove sul filo sottile di un equilibrio precario, sospeso tra segnali di ripresa e la necessità, ormai inderogabile, di dare continuità. Per leggere questo momento arriva a proposito uno sguardo esperto, capace di andare oltre il risultato e cogliere le sfumature di una lotta salvezza tanto serrata quanto imprevedibile.

È con questo spirito che si lascia coinvolgere Bepi Pillon, tecnico navigato che conosce profondamente piazze, pressioni e dinamiche di un campionato dove nulla è scontato. Bari, ma anche Padova, Empoli e Pescara: tappe diverse di un percorso che oggi si intreccia con una volata finale in cui molte delle sue ex squadre si ritrovano a contendersi lo stesso obiettivo. Un intreccio di storie e ricordi che rende ancora più interessante la personale lettura. Dal calendario agli scontri diretti, passando per la crescita della squadra di Longo e il peso specifico dei singoli, l’analisi si allarga fino a toccare i nodi cruciali delle ultime cinque giornate. Perché, in un campionato così corto, ogni dettaglio può fare la differenza. E il Bari, ora più che mai, è chiamato a non sbagliare.

Mister, da allenatore ha lavorato a Padova, Empoli, Pescara e Bari. Da giocatore è stato anche a La Spezia. Insomma, dovrebbe avere il cuore in tumulto con tutte queste sue ex squadre che sgomitano per salvare la B.

«In tutta sincerità, per non rimanerci male, guardo il meno possibile la bassa classifica. Alla fine, in serie B se stai bene fisicamente e mentalmente hai un vantaggio. Sembra che il Bari abbia lavorato bene negli ultimi giorni. Potrà dire la sua. A Pescara, dove ho sfiorato la A, la differenza la fa il pubblico. Oltre ai giocatori di qualità e categoria arrivati a gennaio. Dopo Insigne, penso a Brugman che conosco bene per averlo allenato».

Dal Mantova in giù è bagarre con nove formazioni racchiuse nello spazio di sette punti. Una classifica cortissima in cui può accadere di tutto.

«È così. Difficile fare un pronostico su quale potrà essere l’epilogo per la salvezza. Le prossime partite diventano decisive per tutte».

Mancano cinque giornate alla fine della regular season. Si giocheranno anche diversi scontri diretti tra le pericolanti. Quanto possono incidere questi faccia a faccia per lo stesso obiettivo?

«Incidono molto, perché chi perde va in difficoltà sul piano mentale dovendo sopportare un bel macigno. Al contrario, quando vinci inizi a crederci e ci arrivi».

Al Bari toccherà solo quello contro l’Entella. Ma verrà dopo le difficili sfide contro Monza, Venezia e Avellino.

«Mamma mia, che calendario. Spesso ho visto il Venezia all’opera. Una squadra fortissima, di grande qualità. La migliore in assoluto. Gioca bene ed è allenata da un tecnico che ha già vinto diverse volte la B. Giovanni Stroppa sa perfettamente come gestire l’emozioni e le partite di fine stagione. Una garanzia da questo punto di vista. Per il Bari non sarà semplice. Venezia e Monza lottano per salire in A, per quanto i lagunari sono strafavoriti. Il Bari deve solo credere in se stesso».

Il Venezia, tra l’altro, le evoca un brutto ricordo. Quello dello spareggio salvezza perso proprio col Bari più di vent’anni.

«Purtroppo, sì. Per fortuna la squadra poi fu ripescata dopo i fallimenti di Ancona e Napoli. Comunque ci rimasi molto male».

Sabato si gioca a Monza. Come se ne esce indenni? Quale spirito servirà per sopperire al gap tecnico contro i brianzoli?

«Una sfida difficile contro una squadra costruita bene e robusta in ogni reparto. Il Bari dovrà giocarsela, senza speculare o rintanarsi troppo in difesa. Altrimenti, visto il potenziale offensivo del Monza, prima o poi il gol lo prende. Sarebbe un errore attendere l’avversario. Poi, dipenderà molto dalla strategia che vorrà adottare Longo. Lui ha il polso della situazione. Meglio che nel Monza manchino Balde e Cutrone».

La squadra di Longo viene dal 3-1 al Modena. Un piccolo segnale di ripresa tra molti alti e bassi. La parola d’ordine adesso dovrebbe essere continuità.

«Una vittoria importantissima. Visto il valore dell’avversario, contro il Modena non era per niente facile imporsi. Un risultato chiave. La continuità è determinante, al di là di chi incontri. Si vede che Longo ha lavorato bene col gruppo nei precedenti giorni di sosta. Una bella verifica perché attraverso il lavoro arriva il risultato. I calciatori stessi possono crederci, avendo ritrovato un pizzico di autostima e motivazioni».

Sembra un Bari dipendente dalle giocate di Rao e dai gol di Moncini. Pensa possa bastare questo tandem per centrare una salvezza complicatissima?

«Per salvarsi serve l’apporto di tutta la squadra. Longo ha esperienza e saprà come utilizzare le risorse a disposizione. Di sicuro, il futuro dei biancorossi non può dipendere solo da due giocatori. A partire da Monza. Devono essere tutti al massimo. Moncini si sta rilanciando. Nove gol non sono pochi. Gli auguro di finire la stagione in doppia cifra».

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