Ieri le Squadre mobili di Bologna, Chieti, Foggia e Modena, con il supporto del Servizio centrale operativo, hanno dato esecuzione, a Cerignola e in vari istituti penitenziari, alla esecuzione di 16 misure cautelari in carcere emesse dal gip distrettuale su richiesta della Dda della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna.
Quattordici dei sedici destinatari erano già stati arrestati in flagranza il 18 marzo scorso a Vignola, in provincia di Modena, durante un'operazione che aveva interrotto un assalto in preparazione sull’autostrada A1. Il giudice per le indagini preliminari ha ora confermato e rinnovato le misure cautelari, trasmettendo gli atti alla DDA competente.
Il primo, un uomo del 1981 con precedenti per reati contro il patrimonio, è ritenuto l’organizzatore dell’assalto: secondo gli investigatori avrebbe curato i sopralluoghi e la pianificazione dell’azione. Gli viene contestato di essere stato presente, a Vignola al momento dell'irruzione della Polizia e di essere riuscito, in modo rocambolesco, a sfuggire alla cattura
Il secondo, classe 1990, avrebbe gestito la logistica del gruppo in Emilia, occupandosi anche del reperimento del luogo in cui la banda si era radunata e dei mezzi e delle armi utilizzate per operare l'assalto al portavalori.
Il gip ha accolto, poi, l'aggravante dell'uso del metodo mafioso, contestata dalla Dda felsinea a tutti i destinatari di misura, da ravvisarsi nelle modalità paramilitari programmate per l'esecuzione dell'azione di assalto attraverso la predisposizione di temibili mezzi di attacco e difesa attraverso il reperimento e la messa a disposizione del gruppo di armi da guerra con caricatori, esplosivi e materiali combustibili.
















