Una cinquantina di anziani lasciati senza cibo per una situazione che il sindaco Giuseppe Cosola definisce «effettivamente molto grave, si presenta davvero seria». È la vicenda di Casa Caterina, la residenza sanitaria assistenziale di Adelfia al centro di una complessa vicenda giudiziaria che ieri è entrata in una situazione di autentica emergenza. La gestione è infatti riconducibile all’imprenditore brindisino Michele Schettino, per il quale la Procura di Lecce ha chiesto l’arresto per bancarotta.
«Sono stato chiamato dai carabinieri - spiega il primo cittadino - perché nella struttura mancavano cibo e operatori, erano tutti in balia delle onde, è stata una mattinata davvero intensa». Cosola spiega che c’erano state avvisaglie della svolta drammatica – in particolare già nei giorni immediatamente precedenti alla pausa pasquale - dichiarando di aver anche sentito, nei giorni scorsi, il nuovo amministratore della struttura, il cui mandato è «durato pochi giorni, mi aveva garantito di aver risolto e avevamo convinto gli operatori a rimanere, riuscendo anche ad assicurare il pagamento del vitto almeno per il periodo festivo».
Il sindaco Cosola – che ha anche contattato il governatore Antonio Decaro e la Prefettura - aggiunge pure che, nei giorni scorsi «qualche operatore era stato pagato, ma non tutti e non per tutti i mesi, poi la sorpresa» ovvero l’emergenza di ieri mattina.
Il Comune garantirà il vitto dei 49 ospiti fino a martedì, mentre alcuni operatori hanno dato la disponibilità a continuare a fornire assistenza su base volontaria. Lunedì in Comune è previsto un incontro tra il sindaco, il nuovo amministratore, la Asl e un rappresentante della Prefettura. All’azienda sanitaria è stato intanto chiesto di reperire posti in altre strutture del territorio.
















