Mercoledì 04 Marzo 2026 | 10:39

Farmaci, metalli, elettronica: ecco gli affari Iran-Puglia. Ma preoccupano gli effetti sui Paesi del Golfo

Farmaci, metalli, elettronica: ecco gli affari Iran-Puglia. Ma preoccupano gli effetti sui Paesi del Golfo

Farmaci, metalli, elettronica: ecco gli affari Iran-Puglia. Ma preoccupano gli effetti sui Paesi del Golfo

 
Marisa Ingrosso

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Marisa Ingrosso

Farmaci, metalli, elettronica: ecco gli affari Iran-Puglia. Ma preoccupano gli effetti sui Paesi del Golfo

Nel periodo gennaio-settembre 2025/2024, nonostante i raid israeliani, le esportazioni sono rimaste identiche

Mercoledì 04 Marzo 2026, 09:04

I dati economici sono come le luci dello spazio siderale, arrivano con un certo ritardo, ma possono raccontare molto di quanto accade attorno a noi. Così oggi, stando alle elaborazioni basate su dati Istat e operate dall’Ufficio Studi di Unioncamere Puglia (di cui ha la responsabilità Cosmo Albertini), possiamo dire che, nonostante gli 11 giorni di bombardamenti israeliani del giugno scorso e la pioggia di missili e droni che Teheran e i suoi alleati lanciarono su Israele, la Puglia e l’Iran hanno continuato, seppur abbassando i regimi, a portare avanti le loro relazioni commerciali. Un inequivocabile sintomo del fatto – rileva il segretario generale di Unioncamere Puglia, Luigi Triggiani - che si tratta di rapporti di business consolidati.

Come scrivemmo su queste pagine lo scorso 16 gennaio, l’interscambio 2024 era circa a quota 10 milioni di euro annui: 7,9 milioni di euro il valore delle importazioni e 2,2 quello delle esportazioni. Siccome attualmente sono disponibili i dati soltanto dei primi tre trimestri del 2025, in attesa del consolidato, possiamo confrontarli con l’analogo periodo del 2024. Vediamo, quindi, che c’è stato un calo complessivo pari a quasi la metà del valore delle importazioni, passate da 6,6 milioni a 3,2, mentre le esportazioni sono rimaste pressoché identiche: erano 1.238.300 euro nei primi tre trimestri del 2024 e sono stati 1.212.989 nell’analogo periodo del 2025.

Entrando nel dettaglio dei codici Ateco - come mostra l’infografica che pubblichiamo in questa pagina - al netto dei “Prodotti alimentari, bevande e tabacco” che ha importanza residuale, l’import pugliese dalla Repubblica islamica affacciata sul Golfo Persico si caratterizza nel 2025 soprattutto per “Metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti” e per “Sostanze e prodotti chimici”, così come negli anni precedenti. Sono le stesse categorie di merci che dalla Puglia arrivano in Iran.

I tre trimestri 2025 per l’Iran sono stati particolarmente difficili così come i seguenti e ancor più se si pensa all’oggi. Oltre alle bombe sganciate dai militari, ricordiamo che l’economia iraniana è sotto il peso di un rigido sistema di sanzioni. Ciononostante, l’interscambio complessivo degli ultimi trimestri 2025 mostrano come, soltanto con la Puglia, si parla di quasi 4 milioni e mezzo. «L’Iran è un partner piccolo, ma solido, dell’economia di Puglia – afferma Triggiani - seppur nelle mille difficoltà. Si confermano i dati degli anni precedenti e, quindi, ci dicono che è un partner consolidato. Un partner piccolo ma che ha un valore nel tempo».

L’economista nota come «i prodotti chimici, con la chimica di base, la fanno da padrone per l’import e anche i metalli, ma in questo caso la Puglia potrebbe essere un hub. Nel senso che non è detto che ciò che viene importato rimanga sul territorio. Noi - continua - importiamo in Puglia in particolare sostanze e prodotti chimici come codici Ateco ma, magari, il carico arriva al porto di Taranto, faccio per dire, e poi viene distribuito e trasferito in aziende di trasformazione che sono nel resto del Paese o anche all’estero. Come prodotti per l’agricoltura e della pesca, invece, abbiamo poca cosa».

Per le esportazioni? «Abbiamo soprattutto prodotti farmaceutici e medicinali, articoli, e poi sostanze e prodotti chimici. Quindi, forse, potrebbe essere una esportazione temporanea. Perché abbiamo prodotti e articoli farmaceutici, in particolare abbiamo lo stesso codice Ateco dell’export e questo mi fa pensare che ci possa essere una temporanea esportazione, che avviene quando un prodotto può essere portato qui per essere lavorato e, poi, reimportato. Inoltre, siccome, troviamo export di “Computer e apparecchi elettronici e ottici”, credo che tutto sia legato alle aziende del biomedicale. Diciamo che ciò che esportiamo di più, in valore, sono i farmaci».

Ora, però, con quello che succede e con lo Stretto di Hormuz bloccato, la preoccupazione è palpabile. «Dobbiamo considerare - dice - che, oltre che ciò che accade in Iran, ci saranno conseguenze più vaste, pensiamo all’inflazione, e conseguenze d’area. Gli imprenditori pugliesi avevano iniziato ad aver dati interessanti lì, per esempio nel Design e arredo e sono dati nuovissimi. Quindi, al di là dell’Iran, bisogna vedere che succede ora».

«Si sta chiudendo una parte del mondo - riflette l’economista - ed essa è proprio quella in cui le imprese pugliesi avevano iniziato a investire con più convinzione negli ultimi anni».

Triggiani ricorda, per esempio, di come la Regione Puglia, in collaborazione con Unioncamere Puglia, questo gennaio ha organizzato la partecipazione delle PMI locali alla fiera «Big 5 Construct Saudi 2026», cioè il principale evento per l’edilizia in Arabia Saudita, a Riad.

«La Puglia stava investendo nel Golfo con un po’ di convinzione in più - continua il segretario generale di Unioncamere regionale - e ci sono anche piccoli segnali positivi in questi Paesi, nell’home living e nell’edilizia».

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