«Quanto possiamo resistere? Nulla. O la situazione si risolve rapidamente o sarà blocco totale». Non usa mezzi termini Paolo Pertosa, presidente di Confartigianato Trasporti Puglia, nel denunciare la situazione difficilissima dei mezzi pesanti dell’autotrasporto, paralizzati dall’isolamento della Puglia. Le richieste sono chiare: un Commissario straordinario dotato di poteri speciali che ripristini, con l’aiuto del Genio militare, il passaggio sul fiume Trigno. E poi ristori forfettari e rimborsi per la categoria.
Presidente Pertosa, partiamo dall’inizio: qual è il risvolto economico dell’emergenza?
«La paralisi della dorsale adriatica è un colpo al cuore dell’economia pugliese. I flussi da Nord a Sud e viceversa sono interrotti. Parliamo delle merci, certo, e soprattutto di quelle deperibili, ma anche degli approvvigionamenti, a cominciare dal carburante. Un disastro».
Ci saranno dei percorsi alternativi...
«È bloccata l’autostrada ma anche la ferrovia. I convogli dei treni potevano essere una soluzione, e invece niente. Stesso discorso per la Statale 16 inagibile dal 2 aprile per il crollo del ponte sul fiume Trigno, tra l’Abruzzo e il Molise».
Insisto, si potrà aggirare il blocco.
«Si può passare da Campobasso, da Lucera o dal versante tirrenico. Ma il percorso si allunga enormemente con tempi di guida dilatati e costi maggiori di autostrada e carburante».
Quanto consuma un camion di nuova generazione?
«Fa tre km con un litro di gasolio. Cento chilometri in più sono un esborso se consideriamo i rincari. Non solo, ma il principale problema è la strada affollata: ora ci vogliono quattro ore per un tratto che normalmente si fa in mezz’ora. A tal proposito, ricordo che un autotrasportatore può fare massimo 9 ore di guida al giorno per un totale di 15 ore di lavoro compreso carico e scarico. A livello settimanale si arriva a 40 ore in totale. Con questi tempi diventa impossibile fare due viaggi anche con il doppio autista perché le ore aumentano solo leggermente, non raddoppiano».
Alla luce di tutto questo, cosa chiedete al governo?
«Bisogna agire in tempi rapidi. Serve un Commissario straordinario con poteri speciali che ripristini il ponte sul Trigno e riapra la Statale 16. Se aspettiamo la solita trafila burocratica ci vorranno anni. Si potrebbe coinvolgere anche il Genio militare per realizzare qualcosa di provvisorio che ci permetta il transito. Da quello che apprendiamo il blocco non durerà pochissimo».
Oltre al Commissario che cosa servirebbe?
«L’apertura di un tavolo di crisi e l’attivazione di ristori forfettari basati sul “modello Liguria”».
E cioè?
«Quando è crollato il Ponte Morandi sono stati disposti dei ristori legati all’allungarsi dei percorsi e alle ore in più che si facevano, in modo da compensare le perdite. Inoltre, sarebbe necessario il rimborso integrale dei pedaggi autostradali perché, con il passaggio dal lato tirrenico, i costi crescono enormemente».
Infine, presidente, in queste condizioni quanto potete resistere?
«Praticamente nulla. L’emergenza deve essere risolta in modo rapido ed efficace, diversamente ci sarà un blocco totale. In queste condizioni non possiamo lavorare».
















