Mercoledì 08 Aprile 2026 | 14:33

Puglia, raggiunta l'intesa sul prezzo del latte: 51 centesimi a litro. I produttori: non copre i costi

Puglia, raggiunta l'intesa sul prezzo del latte: 51 centesimi a litro. I produttori: non copre i costi

Puglia, raggiunta l'intesa sul prezzo del latte: 51 centesimi a litro. I produttori: non copre i costi

 
leonardo petrocelli

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leonardo petrocelli

Puglia, raggiunta l'intesa sul prezzo del latte: 51 centesimi a litro. I produttori: non copre i costi

Esulta l'assessore all'Agricoltura Paolicelli: «Raggiunto un traguardo importante, ora via al tavolo permanente per monitorare l’andamento del settore»

Mercoledì 08 Aprile 2026, 12:24

12:31

E alla fine l’accordo è arrivato. Nel corso di una riunione tra l’Assessorato pugliese all’Agricoltura e le associazioni dei produttori è stata raggiunta l’intesa sul prezzo del latte, fissato a 51 centesimi a litro. Un numero che è frutto di una trattativa lunga e complessa, «triangolare» nel suo sviluppo: da un lato gli allevatori, dall’altro i trasformatori (cioè le imprese che acquistano e trasformano la materia prima), nel mezzo il faticoso lavoro di mediazione della politica. Con cifre che hanno ballato fino all’ultimo e la decisione di insediare un tavolo permanente, di monitoraggio e confronto, che si riunirà a cadenza regolare.

Per comprendere i termini della questione conviene però fare un passo indietro. Il prezzo indicativo del latte viene solitamente fissato nel tavolo nazionale del settore lattiero-caseario e si incardina sulle produzioni settentrionali, cioè quelle ubicate in territori con forte «vocazione». Nella fattispecie, per il trimestre aprile-giugno il valore di riferimento è 47 centesimi al litro. La Puglia produce un latte di ottima qualità e di straordinario gusto, spesso superiore a quello del Nord, ma ha costi di produzione decisamente più alti, da cui la necessità di correggere la quotazione a rialzo. Di solito ballano tre centesimi, questa volta lo scarto è stato di quattro: da 47 a 51. Da cui l’esultanza dell’assessore all’Agricoltura, Francesco Paolicelli: «Desidero ringraziare tutti i trasformatori e tutti i produttori per il senso di responsabilità dimostrato nell’accogliere un risultato che nasce da una trattativa lunga e complessa. Questo accordo - prosegue - rappresenta un punto di equilibrio e soprattutto una base di partenza sotto la quale non si può scendere». È questo il punto su cui i produttori battono di più, esibendo una soddisfazione ragionata per l’accordo. Non è un mistero che gli allevatori avrebbero voluto fissare una soglia da 53 centesimi in su. E non sfugge a nessuno che il settore lattiero-caseario pugliese sia in profonda difficoltà, come testimonia la chiusura di numerose stalle nel Barese, e che un prezzo di 51 centesimi a litro - basandosi sulle indicazioni Ismea - faticherà anche solo a coprire i costi di produzione (vale lo stesso per le imprese settentrionali), lasciando il comparto nell’incertezza. «Non possiamo dirci soddisfatti - commenta Pietro Piccioni, direttore generale di Coldiretti Puglia - ma il valore individuato è un tampone che fissa un punto fermo. Più giù non si può scendere, ora si tratta di salire». In questa chiave acquista centralità il tavolo che servirà a monitorare la tenuta del settore nonché a individuare altri correttivi in corsa. «Bisognerà valutare l’andamento del mercato e lo stato di salute del sistema latte, provato da anni di siccità e aumenti dei costi. In Puglia il settore degli ovini è sparito perché non ci sono stati interventi tempestivi. Il latte rischia la stessa sorte. Se sarà necessario - conclude - chiederemo misure e ristori a favore di un comparto che rappresenta l’eccellenza pugliese». Sulla stessa lunghezza d’onda si muove Confagricoltura Bari-Bat che «prende atto» del risultato ottenuto, «un punto di equilibrio in una fase moto complessa», come afferma il presidente Massimiliano De Core: «L’accordo offre certezze sulle quantità da ritirare e sul prezzo che però non è sufficiente a coprire l’aumento dei costi». Anche in questo caso è valutato come cruciale il ruolo del tavolo di settore: «Auspichiamo che possa diventare uno strumento concreto e operativo, capace di affrontare in maniera strutturale le criticità del comparto a partire dalla trasparenza dei prezzi e dalla valorizzazione del latte pugliese. Resta prioritario - conclude - garantire dignità economica agli allevatori che rappresentano l’anello più esposto e vulnerabile della filiera».

Tutti concordano sul ruolo prezioso di mediazione assunto dall’Assessorato all’Agricoltura durante una trattativa che la politica non era tenuta ad imbastire ma che ha garantito l’avvio di un confronto sui punti cruciali. «Tutto sommato si è trovato un buon accordo - chiosa Gennaro Sicolo, presidente di Cia Puglia -. Noi chiedevamo 52 centesimi, anche in considerazione dell’altissima qualità del latte pugliese, si poteva pretendere di più, ma il momento è difficile per tutti, come anche i trasformatori hanno capito. La Regione ha svolto un lavoro importante». Dal lato dei trasformatori, è Confartigianato Puglia a confermare la volontà di dialogo: «Sin dai primi appuntamenti - commenta il presidente Michele Dituri - abbiamo confermato la disponibilità a lavorare in sinergia con i produttori di latte, consapevoli che la salvaguardia della filiera e il rapporto con gli allevatori locali sono valori imprescindibile. E abbiamo apprezzato - prosegue - l’impegno dell’Assessorato nella direzione di consentire alle imprese di trasformazione di accedere a misure di supporto agli investimenti, all’ammodernamento e all’efficientamento energetico delle aziende»

La strada da percorrere è ancora lunga, nella considerazione che la Puglia produce solo il 40% del proprio fabbisogno di latte, aprendosi alle importazioni da fuori. C’è un tema di difesa dell’eccellenza, produttiva e trasformativa, ma anche di rilancio di prodotti interamente realizzati da una filiera Made in Puglia. «Siamo consapevoli delle difficoltà - commenta ancora l’assessore Paolicelli - e proprio per questo la Regione continuerà a mantenere alta l’attenzione, vigilando su chi utilizza il marchio Puglia senza utilizzare realmente latte pugliese: chi richiama la qualità pugliese deve garantire latte 100% pugliese, senza ambiguità. Da oggi si apre una nuova fase». Il prossimo appuntamento è fissato per l’11 maggio. Nella speranza che la bella stagione favorisca, come da tradizione, un maggiore consumo dei prodotti della filiera.

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