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In Puglia e Basilicata

Il bollettino regionale

Covid in Puglia: 9 morti e 4.431 casi, il 21,3% dei test. Solo l'8,8% over 60 ha ricevuto la quarta dose di vaccino

Covid, in Puglia tre decessi e 1723 casi di positività

Covid, ancora casi positivi in Puglia

Attualmente positive 65.938 persone, 20 in terapia intensiva

28 Luglio 2022

Redazione online

BARI -  Sono 4.431 i nuovi casi di positività al Covid rilevati in Puglia su 20.767 test, con una incidenza del 21,3%. Le vittime sono nove. La provincia più colpita è quella di Bari (1.277 casi), seguita da quelle di Lecce (1.040), Taranto (725), Foggia (521). Nel Brindisino sono stati rilevati 415 casi, nella Bat 304. I positivi residenti fuori regione sono 120 e 29 quelli per cui non è stata ancora definita la provincia di provenienza. Le persone attualmente positive sono 69.538, delle quali 488 (ieri 497) sono ricoverate in area non critica e 20 in terapia intensiva (ieri 18). 

In Puglia resta bassa la copertura vaccinale con quarta dose rispetto anche al resto d’Italia: stando al monitoraggio settimanale della fondazione Gimbe, solo l'8,8% della popolazione over 60 si è sottoposta alla somministrazione della quarta dose, contro una media italiana del 12,9%. Complessivamente, invece, in Puglia la percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto nessuna dose di vaccino è pari al 6,2% contro una media nazionale dell’8,1%. Infine, la percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto la terza dose di vaccino è pari a 9,1%, la media italiana è del 10,6%.

STUDIO UNIBA INFEZIONI RIDOTTE DOPO IL VACCINO

Secondo una ricerca condotta sull'incidenza del vaccino anti covid tra 12 centri sanitari europei, la più bassa percentuale di infezioni da Sars- Cov-2 per operatori sanitari vaccinati si è registrata in un gruppo di studio di circa 6mila operatori sanitari dell’azienda ospedaliero-universitaria consorziale Policlinico di Bari. La percentuale è pari allo 0,6%, a fronte di un valore medio dell’1,2%. Lo studio è riferito al numero di operatori sanitari con ciclo vaccinale anti covid 19 completo (prima e seconda dose) che hanno contratto l’infezione. Lo rende noto in un comunicato l’Università degli studi 'Aldo Morò di Bari. Il risultato ottenuto dal Policlinico di Bari è rintracciabile anche in altri fattori, come spiega Lugi Vimercati, coordinatore del gruppo di ricerca dell’università di Bari che ha partecipato allo studio europeo. «Il tasso d’incidenza più basso fatto registrare dal Policlinico - afferma - è dovuto anche al livello di attenzione, all’efficacia delle misure di contenimento da noi attuate per prevenire il contagio, oltre all’importanza dimostrata del vaccino». "Avevamo riscontato la stessa bassa incidenza - aggiunge - anche in epoca pre-vaccinale, con pochissimi casi di Covid tra gli operatori. A distanza di tempo questo studio ha confermato la validità delle misure adottate che continuiamo ad avere, anche sulle riammissioni in servizio degli operatori sanitari che hanno contratto il Covid». Lo studio multicentrico europeo è stato pubblicato sulla rivista internazionale «Vaccines» (Mdpi) dal titolo «SARS-CoV-2 Breakthrough Infections: incidence and risk factors in a large European Multicentric Cohort of Health Workers». Alle attività ha preso parte un gruppo di ricerca della stessa università , composto da: Vimercati , Silvio Tafuri, Luigi De Maria, Pasquale Stefanizzi, Antonio Caputi, Stefania Sponselli. «Lo studio - si legge nella nota - è stato condotto su una delle più ampie casistiche a livello internazionale, rappresentata da oltre 60 mila operatori sanitari afferenti a 12 centri europei dediti all’assistenza sanitaria ed alla ricerca scientifica». Ed i risultati attestano inequivocabilmente il ruolo protettivo svolto dal ciclo vaccinale completo»

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