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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Covid 19, 4500 vaccinati negli ospedali di Bari, 1350 nelle Rsa. L'appello dei sindacati dei medici: «Regione ci coinvolga»

Sono confortanti i dati della «Fase 1» provenienti dagli ospedali della Asl Bari

Covid 19, 4500 vaccinati negli ospedali di Bari, 1350 nelle Rsa

BARI - Quasi 4500 vaccinati nelle strutture ospedaliere e 1.350 nelle Rsa, con un’adesione alta dappertutto e punte del 100% nell’ospedale di Altamura e 99,4% a Putignano. Sono confortanti i dati della «Fase 1» provenienti dagli ospedali della Asl Bari. L’obiettivo di garantire la copertura della prima dose di vaccino anti Covid 19 agli operatori sanitari è sostanzialmente raggiunto, fanno sapere dall’Asl, in questi giorni hanno concluso la somministrazione i presidi di Altamura, Molfetta, Monopoli, Putignano, Corato, il PPA di Terlizzi, «Di Venere» e San Paolo di Bari. In queste ore si stanno ultimando le sedute di vaccinazione per gli operatori assenti, per ferie o malattia, nei giorni precedenti. Da qualche giorno si sta procedendo anche nei distretti socio sanitari per tutti gli operatori, dipendenti e convenzionati, compresi medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. La vaccinazione sta riguardando parallelamente il personale del 118, con un organico di circa 700 operatori, dei quali oltre 500 hanno già ricevuto la prima dose. Per quanto riguarda le Rsa, a Bari e provincia sono stati vaccinati 1.350 tra anziani e dipendenti. 

L'APPELLO DEI SINDACATI DEI MEDICI - Con una lettera inviata questa mattina al governatore pugliese, Michele Emiliano, all’assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco e al presidente dell’Anci Puglia, Domenico Vitto, i sindacati Cgil Puglia medici, Simet, Smi e Snami chiedono «l'urgente convocazione di un tavolo di confronto per poter coinvolgere la medicina territoriale nell’espletamento delle vaccinazioni anti Covid, alla luce dell’introduzione dei nuovi vaccini la cui gestione è compatibile con le attività della medicina generale, alla stregua delle vaccinazioni antiinfluenzali». «Riteniamo - si legge nella lettera - che il coinvolgimento della medicina territoriale sia l’arma per assicurare il raggiungimento dell’obbiettivo di sottoporre il maggior numero possibile di cittadini pugliesi, in tempi rapidi, al vaccino anti Covid». 

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