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Puglia, allarme posti letto la Regione ferma i ricoveri

Stop attività ordinaria fino a martedì. A Bari 24 ore di attesa in Pronto soccorso

Puglia, allarme posti letto la Regione ferma i ricoveri

BARI - Il Policlinico di Bari, principale ospedale covid della Puglia, ieri pomeriggio ha chiuso i ricoveri covid per assoluta mancanza di posti letto.

L’emergenza diventa drammatica soprattutto nel Barese, dove la curva del contagio non accenna ad abbassarsi per via dei 284 casi di ieri, record assoluto dall’inizio della seconda fase. E a fronte di una situazione che potrebbe sfuggire di mano, la Regione ha bloccato tutto: da ieri pomeriggio sono stati di nuovo sospesi i ricoveri ordinari, per il momento fino a martedì. Ma con la possibilità che il blocco venga mantenuto.

I ricoveri per covid in Puglia sono saliti ieri a 575 (di cui 53 in Intensiva), a fronte di poco più di 800 posti disponibili. Il blocco dell’attività ordinaria è un tentativo di alleviare la pressione sul sistema ospedaliero: fino a martedì i reparti pubblici e privati dovranno fermare i ricoveri programmati «sia medici che chirurgici», salvaguardando solo urgenze, pazienti oncologici e parti. Stop anche all’attività libero-professionale ospedaliera. La mancanza di posti letto (che non riguarda - come ha confermato ieri l’assessore alla Salute, Pier Luigi Lopalco - le Terapie intensive) fa sì che nei Pronto soccorso di Bari ci siano ormai attese per il ricovero anche di 24 ore: i pazienti stazionano nelle cosiddette «aree grigie» in attesa che venga fuori una disponibilità, spesso in altre province.

Il dipartimento Salute della Regione sta lavorando per tamponare la situazione, con l’obiettivo di triplicare i circa 200 posti letto totali covid allocati tra Bari e la provincia. Il Miulli sta aumentando progressivamente le aree covid (a ieri i letti disponibili erano circa 70, tutti occupati). Il Policlinico, che ha informato la centrale del 118 della «temporanea indisponibilità» ad accettare e ricoverare pazienti covid, dovrebbe mettere a disposizione nel corso della settimana altri 100 letti oltre gli attuali 130. Domani saranno disponibili i primi 20 dei 60 posti previsti nel reparto di medicina di Altamura (dove intanto sono stati fermati i ricoveri ordinari). Anche la clinica Mater Dei di Bari dovrebbe partecipare con 120 posti letto, con una conversione (che potrebbe comportare la temporanea disattivazione) degli attuali reparti: ma potrebbe servire anche più di una settimana.

«Il problema non è trovare gli spazi ma trovare il personale», spiega il direttore generale della Asl di Bari, Antonio Sanguedolce. Gli ospedali territoriali hanno disperato bisogno di 80 infermieri: bloccato il concorsone, senza la possibilità di attivare la mobilità extraregionale (nessuna azienda sanitaria concede il nulla-osta al trasferimento), la Asl sta utilizzando la lista degli iscritti al concorso per fare chiamate nominative. Dei primi 200 convocati se ne sono presentati cinque, e uno solo ha accettato un contratto di tre anni. Per i medici ormai si attinge ai laureati abilitati (senza specializzazione) che vanno a rinforzare le Usca e i Dipartimenti di prevenzione. E si attendono le lauree di metà novembre per provare a reclutare altro personale.

Nel frattempo però la crescita dei contagi non accenna a fermarsi. Ieri Bari città ha superato, per la prima volta, quota mille persone in isolamento fiduciario. A produrre nuovi casi sono di nuovo le Rsa: oltre ai tre focolai principali, ci sono altre due strutture private che hanno registrato almeno un nuovo contagio ma al momento non sono ritenute un problema. La situazione della struttura di Alberobello è ritenuta in fase di raffreddamento così come quella di Bari Santa Fara, mentre anche a Triggiano (dove i casi tra ospiti e personale sono circa un centinaio) la Asl è arrivata a dare una mano: non un commissariamento come accaduto ad Alberobello (dove la struttura è rimasta sguarnita: sarà la Procura di Bari a stabilire il perché), ma un intervento di supporto con il personale delle Usca e con medici specialisti che garantiranno ad esempio l’effettuazione delle radiografie a letto.

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