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Benigni superstar al Bif&st di Bari: «Quando mi dissero di far lavorare Liz Taylor...»

Elogio a Zalone. E da Bitonto un invito speciale

Benigni superstar al Bif&st di Bari  «Quando mi dissero di far lavorare Liz Taylor...»

BARI - Detto, fatto. Roberto Benigni, ospite d’onore al Bif&st, la butta lì, con l’esplosiva energia del menestrello che gli è congeniale: «Mi piacerebbe prendere casa in Puglia, a Bari, Bitritto o Mungivacca, oppure a Bitonto». E il sindaco di quest’ultima città, Michele Abbaticchio, lo prende in parola, confermando il suo indiscusso talento di promoter della capitale dell’olio d’oliva. Lo fa con un post su Facebook: «Benigni chiama - scrive Abbaticchio -, Bitonto risponde immediatamente. In accordo con l’amico Pino Verriello, annuncio che nel nostro centro antico il proprietario gli offre una abitazione del 1800 perfettamente ristrutturata». Al testo il sindaco allega anche una foto dell’interno dell’appartamento. «È in piazzetta Margherita da Durazzo - spiega Abbaticchio -. La sua presenza promuoverebbe gratuitamente la città, portando produzioni cinematografiche e imprese».

Irrefrenabile come sempre, allergico alla poltrona, negli intensi 30 minuti trascorsi sul palco di piazza Prefettura il premio Oscar de La vita è bella offre una performance strappa applausi che parte dall’amore per la Puglia (Auè, com stat? l’esordio) per saltabeccare tra le tappe di una carriera e di una esistenza formidabili, dalle origini nella famiglia «poverissima ma aristocratica» fino al successo internazionale e infine per tornare a omaggiare la terra che lo accoglie: «Il prossimo film vorrei girarlo in Puglia, ormai diventata set cinematografico di tutta Europa. Vorrei realizzare una commedia con mia moglie Nicoletta Braschi». Non manca di elogiare Checco Zalone, «uno che a ogni film supera se stesso».
A introdurlo è il direttore artistico del festival Felice Laudadio. Il motivo della trasferta barese di Benigni è l’assegnazione del premio Fellini per l’eccellenza artistica (ricevuto dalle mani della presidente del Bif&st Margarethe von Trotta) e del premio Alberto Sordi come miglior attore non protagonista nei panni di Geppetto nel film Pinocchio di Matteo Garrone. Fuori programma, riceve dal sindaco di Bari Antonio Decaro un’ampolla contenente la Manna di San Nicola.

A proposito del celebre burattino, l’attore e regista toscano, incalzato dalle domande del regista David Grieco, ricorda: «Francis Ford Coppola mi disse che ero il suo Geppetto preferito nel mondo. Quando mi trovavo negli Stati Uniti per promuovere La vita è bella andai a trovare il mio amico Tom Waits. Qui mi raggiunse una telefonata con l’invito a cena di Robin Williams, in cui ci sarebbero stati due o tre amici suoi, cioè Coppola, Steven Spielberg e Robert De Niro. Coppola a un certo punto mi chiese “what do you think about Geppetto?”. Mi stava offrendo un ruolo nel suo film su Pinocchio che stava preparando. Ci siamo incontrati altre due o tre volte, finché la sua casa di produzione, la Zoetrope, è fallita e lui ha dovuto abbandonare il progetto». Un’altra di quelle serate nell’America hollywoodiana Benigni la passò con Liz Taylor, che «voleva assolutamente incontrarmi - ha detto - perché lei e il suo compagno di allora Rod Steiger avevano amato molto La vita è bella. A un certo punto Steiger mi prende sotto braccio e mi dice se potevo far lavorare Liz, se potevo scrivere qualcosa per lei. Se nella vita mi avessero detto che un giorno qualcuno mi avrebbe chiesto di far lavorare Liz Taylor, non ci avrei creduto». Si sofferma poi su Woody Allen: «È un grande».

In anni recenti ha presentato la Divina Commedia in giro per il mondo: «Sarebbe bello portare l’opera di Dante al cinema - dice - ma nessuno ci riuscirà mai, bisognerebbe fare una serie di cento puntate, una per ogni canto».
Prima dell’arrivo di Benigni, sono stati assegnati altri due importanti premi: il «Piero Tosi» al costumista di Pinocchio Massimo Cantini Parrini e il «Franco Cristaldi» per la produzione a Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, che ha realizzato Pinocchio (15 milioni il budget). Da piazza della Libertà, Del Brocco ha annunciato che «Rai Cinema cederà a Garrone parte dei diritti del film Gomorra».

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