Domenica 19 Settembre 2021 | 12:09

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Il libro

Enrico Franceschini, così il giornalista-detective sfidò la «Bassa marea»

Un noir adriatico e i suoi echi felliniani nella Riviera dei misteri. Una splendida russa e le mafie

Enrico Franceschini  autore del noir «Bassa Marea»

Enrico Franceschini autore del noir «Bassa Marea»

Il 2020 è il centenario della nascita di Federico Fellini, ma la pandemia di coronavirus ha sospeso qualsiasi iniziativa in omaggio al grande regista riminese. Eppure, a ben vedere, le spiagge deserte della riviera romagnola, il vento che sferza le piccole dune ed entra nel porto canale, il grande vuoto di un «fuori stagione» mai così radicale, prolungato e annoiato... insomma tutto da quelle parti rinvia all’immaginario felliniano de I vitelloni o di Amarcord. Un immaginario che paradossalmente si sottrae una volta di più a diventare il monumento di sé stesso, e, anzi, palpita con noi. Le atmosfere provinciali dei film di Fellini hanno conquistato la fantasia degli spettatori di ogni dove attingendo alla memoria dei vagabondaggi in riva all’Adriatico da solo o con pochi amici, attività oggi vietata dalle norme anti-Covid19 e talora messa alla gogna dall’alto di un elicottero (abbastanza felliniano a sua volta!).

Siamo in primavera inoltrata e di solito in questo periodo da Ravenna a Gabicce, come altrove, fervono i lavori di manutenzione nei «bagni», gli stabilimenti balneari, e negli alberghi a conduzione familiare che si preparano a riaprire dopo la pausa invernale. Aprile-maggio è una stagione di passaggio, un orizzonte sospeso tra una sorta di struggente stasi e la fregola di vivere, tra l’oblio di una Romagna che si riscopre «arcaica» o campestre e il festoso Nulla dei vacanzieri in cerca di distrazioni lecite o proibite nelle lunghe notti delle frenesie-post-pizzerie.

Durante tale «pausa» nel villaggio di Borgomarina - che esiste davvero in quel di Cervia - si svolge un bellissimo romanzo di Enrico Franceschini, Bassa marea, apparso nella collana Noir della Rizzoli (pagg. 338, euro 19,00). È un libro concepito con un occhio ai classici americani di Chandler e Hammett e ai loro investigatori disincantati e onesti, solitari e generosi, la cui unica debolezza sta nel cedere se capita al fascino femminile. Ma il romanzo di Franceschini è anche un’evocazione, che a volte si esplicita in citazioni nel testo, del mondo di Fellini e della sua qualità di cogliere il cuore segreto del reale in un dettaglio, ovvero nella galleria di volti caratteri personaggi della commedia umana, troppo umana.

Il protagonista Andrea Muratori detto Mura è un giornalista bolognese sessantenne da poco prepensionato, dopo essere stato inviato speciale a Kabul, in Siberia e vattelappesca, e corrispondente da New York, Mosca, Tel Aviv e infine da Londra, dove vive il suo unico figlio. Un profilo in parte «autobiografico», visto che Franceschini è una delle firme più apprezzate della nostra generazione, uno straordinario cacciatore di storie in giro per il mondo, con passioni letterarie e cinematografiche coltivate nei luoghi dove gli è toccato in sorte di lavorare per il quotidiano «la Repubblica» (ha appena dato alle stampe un altro libro, A Londra con Sherlock Holmes. Sulle orme del grande detective per l’editore Giulio Perrone).

Reduce da un paio di matrimoni falliti, uno negli States e l’altro a Mosca dove ha imparato il russo, Mura si ritrova squattrinato dovendo ancora mantenere il suo ragazzo nella capitale britannica e «si ritira» a Borgomarina, che frequenta sin da bambino, quando vi trascorreva la «villeggiatura» con la famiglia. Abita in un capanno sulla spiaggia e si accontenta di poco: cornetto e cappuccino al bar, «piada» per pranzo, ogni tanto una cena nella vecchia trattoria sul porto canale. Corre di primo mattino lungo la riva per tenersi in forma e ha il conforto complice di tre amici storici, ai quali è legato dai tempi del liceo a Bologna. Tra loro è un perenne canzonarsi a vicenda: affabulano vite perdute o sognate, si passano il ruolo o la nomea del «pataca», e parlano parlano parlano di donne, di basket o dell’ennesimo amarcord. Chi sono? Un medico primario detto il Barone con pied-à-terre a Fiorenzuola di Focara (borgo magico a picco sul mare al confine tra Marche e Romagna), un bibliotecario detto il Professore, e «un docente di... tutto» detto l’Ingegnere.

Il lettore di Bassa marea impara presto ad amare i difetti e i tic dei «tre moschettieri» che, qui come in Dumas, sono quattro con lo stesso Mura: «L’Ing fa il saputello. Il Barone spara balle. Il Prof è permaloso. E Mura, soprannominato “arterio”, non si ricorda neanche che ha detto, dove è stato e cosa ha mangiato il giorno prima». Un poker di vitelloni invecchiati con le loro burle che richiamano anche gli immortali Amici miei di Monicelli e le scorribande senza tempo degli «altri libertini» di Tondelli. Ci sono poi le compagne-fidanzate dei tre a cominciare dalla vistosa brasiliana con cui vive il Barone, il quale si permette il lusso di tradirla in quel di Fiorenzuola. E c’è Caterina detta Cate, giovane collega inviata e «scopamica» di Mura, che ogni due o tre mesi gli piomba «in casa», cioè nel capanno, reduce dall’ultimo fronte di guerra.

Ebbene, un giorno Mura trova sulla spiaggia il corpo malconcio di una meravigliosa giovane donna, l’enigmatica russa Sasha che qualcuno ha cercato di uccidere scaraventandola in mare da un motoscafo al largo. È riuscita a salvarsi a forza di bracciate. Comincia così un’avventurosa catena di avvenimenti che rimettono in gioco la curiosità non esausta del giornalista-detective e il suo senso di giustizia. Sasha è infatti una prostituta ceduta dalla mafia moscovita a un giro di malavitosi calabresi in Riviera che ne tengono in ostaggio la figlia sedicenne. Ma Sasha è anche una «dominatrice» nei giochini sadomaso che hanno fatto perdere la testa a più d’uno nella zona. Lo stesso Mura non resta indenne al suo fascino mentre l’aiuta, a rischio di rimetterci la pelle... Una sfida che ha dell’assurdo o forse no. Del resto: «Amano le sfide assurde in Romagna, magari con finale tragicomico, crudele, come narrava Fellini: uno mangia per scommessa venti chili di salsiccia, poi strabuzza gli occhi e muore».

Popolare e colto (balenano echi di Dante, Pascoli, Carducci), avvincente e fiabesco nell’amara cronaca del presente, Bassa marea è un’onda contro il riflusso, l’indifferenza, la paralisi: «L’aurora è magnifica. L’aria tersa. Il mare calmo e trasparente. E la spiaggia è cambiata... L’estate sta arrivando».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie