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CALCIO

Bari, c’è aria di match ball «Siamo pronti a chiudere»

Calcio, Bari atteso dalla partita verità a Catanzaro

Mignani: «La testa può toglierti energie. Ma a Latina saremo all’altezza»

02 Aprile 2022

ANTONELLO RAIMONDO

Mignani, mancano due punti al grande traguardo.

«Queste sono partite che portano con sé una grande carica emotiva e ciò può rappresentare una sorta di zavorra. Però la squadra si è allenata bene e ha grande convinzione. Quello che ci deve far dormire sonni tranquilli è il percorso della squadra in tutta la stagione. Saremo pronti per questo evento».

Contro l’Andria alla squadra è, forse, mancata un po’ di cattiveria. È stata questa la critica più ricorrente. Tenendo presente che anche stavolta il Catanzaro giocherà prima lei ritiene che serva maggiore energia rispetto a domenica scorsa o più testa?

«Facile dire che l’ideale sarebbe poter tirare fuori un po’ di tutto. Contro l’Andria è stata giocata una partita, direi, coscienziosa. Abbiamo cercato fino all’ultimo il gol ma è andata male. Stavolta, però, credo che sia tutto diverso. Vogliamo vincere, sappiamo che dipende tutto da noi. Senza avere fretta o commettendo l’errore di credere di poter chiudere tutto in dieci minuti. Contro un avversario che proverà a metterci in difficoltà».

Non le sembra un po’ riduttivo pensare che il risultato del Catanzaro abbia condizionato la prestazione dei suoi ragazzi? Se così fosse non sarebbe l’ammissione di un grave limite di personalità della squadra. Alla luce delle ripetute dimostrazione di forza caratteriale del suo Bari, anche e soprattuttio nei momenti di difficoltà.

«Io non ho mai detto che la partita del Catanzaro ci abbia fatto smarrire. Però è anche vero che sono assolutamente convinto come tutto, o quasi, dipenda dalla testa. La testa ti può togliere energie ma anche cancellare la stanchezza. E ognuno ha un suo modo di reagire. Abbiamo giocato non benissimo anche in gare in cui non ci si giocava quasi tutto. Io darei una diversa chiave di lettura».

Cosa si aspetta dal Latina?

«È un avversario che merita. Non conosco il loro piano tattico e non so se giochereanno in modo più chiuso. Dalle partite che, col mio staff, abbiamo esaminato è emerso il quadro di una squadra propositiva».

Dall’altra parte della barricata ci sarà un suo vecchio amico, Di Donato.

«Abbiamo giocato insieme e penso di lui il meglio possibile. Sono convinto che in un certo momento della stagione il Latina abbia fatto molto bene proprio perché si è rispecchiato nello spirito dello suo allenatore. Ora la storia sta andando diversamente ma questo significa poco. Loro, avendo praticamente raggiunto l’obiettio, potrebbero permettersi di giocare con la testa libera. E questo può rappresentare un bel vantaggio».

Botta e Frattali sono stati due calciatori fondamentali nella corsa del Bari. Oggi sono un po’ ai margini.

«Sono situazioni differenti. Frattali ha avuto un problema fisico che, però, ha superato. Contro l’Andria non era, evidentemente, al massimo e ho fatto scelte diverse. Tra l’altro la cosa importante è aver avuto la prova che il Bari ha due portieri affidabili. Ora Gigi ha lavorato a pieno regime in questa settimana e va considerato, a tutti gli effetti, disponibile per la trasferta di Latina».

La storia di Botta è, invece, molto più tortuosa.

«Direi di sì. Nel girone di ritorno non lo abbiamo quasi mai avuto al top. Anche quando è stato convocato era evidente il suo ritardo di condizione. Ovvio che in un momento come questo della stagione vadano fatte accurate valutazioni. Il dovere di un allenatore è schierare chi sta meglio. Abbiamo ancora qualche ora prima della partita e poi verrà presa una decisione. Ricordando che finora il Bari è sempre stato in grado di sopperire a qualsiasi tipo di emergenza. A un certo punto c’era disponibile un solo terzino su quattro presenti in rosa».

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